Capitolo venticinquesimo

1801 Words

Capitolo venticinquesimo I I pomeriggi estivi a Triora scorrevano interminabili. La calura estiva unita al silenzio e al senso di lontananza dal mondo moderno mettevano a dura prova i nervi. Fino alla chiusura serale del Centro Studi non avevamo molto da fare. Eleonora rimase in albergo a navigare in internet; lei confidava più di me nell’aiuto della tecnologia. Io trovai maggior conforto nella compagnia di Ademu. Lo avevo trovato al lavoro nei suoi terrazzamenti; mi ero messo al suo fianco a dissodare la terra e a ripulirla da piante infestanti. Il mio era un gesto spontaneo. Grondavo come un turco in una sauna di Istanbul, ma la fatica fisica mi donava lucidità. Quel pomeriggio parlammo poco. Il contadino sembrava distante, i suoi pensieri lontani da lì. Nel tardo pomeriggio dividemmo

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