Silenzio mortale. Freddo, pesante, intriso di muffa e dell'odore della morte. Nel capanno, rimaneva solo il respiro affannoso e rovente di Sebas, ogni inspirazione accompagnata da un sibilo bruciante come un mantice bucato, ogni espirazione così debole da essere quasi impercettibile. Era disteso solo sul fango freddo e umido, la paglia sotto di lui ormai inzuppata di sudore freddo, pus e fluidi corporei, emanando un tanfo nauseabondo di erbe medicinali, grasso di pecora e carne infetta. La febbre alta era come un fuoco invisibile che lo consumava dall'interno, la pelle ardente, le labbra screpolate e sanguinanti, mentre nel profondo sentiva un gelo penetrante che lo faceva tremare leggermente anche nell'inconscio. La sua mente sprofondava in un caos di oscurità e calore. Gli i

