La metodologia

342 Words
La metodologiaNon c’è stata alcuna selezione preventiva. Le adesioni al progetto sono state molto numerose e tutte coloro che hanno riposto sono riportate. Le esperienze individuali presentano differenze esperenziali, anagrafiche o territoriali. Molte hanno già ricoperto o ricoprono incarichi istituzionali, alcune sono imprenditrici di successo, dirigenti della P.A., rappresentanti territoriali, professioniste. Ma anche donne interessate ad un ‘patto comune’ che le metta alla prova e a cui aderire con le proprie caratteristiche. Alla domanda “cosa si vorrebbe e si potrebbe fare per cambiare l’Italia” le risposte sono implicite: rimboccarsi le maniche in un confronto serrato tra la gente e le istituzioni mettendo a disposizione i propri saperi. Progetti e proposte più definite sono state fornite in base alla propria esperienza politica o professionale. Rendere omogenee le storie ha reso il lavoro di cura complicato; si è scelta la strada del rispettare le intenzioni cercando di renderle omogenee almeno nella lunghezza dei testi. Per ognuna sono stati privilegiati i dati che meglio caratterizzano la persona, sia nella professione che nei percorsi di vita. Quello che è emerso è che, per le donne, non esiste una divisione netta tra pubblico e privato ed una cosa non prescinde dall’altra. Se può definirsi una differenza-caratteristica femminile “avere l’anima”, questo lavoro lo conferma come conferma la sensibilità complessiva alla cosa pubblica, tanto rara quanto utile. Ancora, nel presentarle, si è cercato di differenziare le testimonianze virgolettando in corsivo il racconto in prima persona. Altre volte si è usato il metodo contrario. Alcuni escamotage per mettere paritariamente in evidenza le due cose. La necessità di omogeneizzare l’insieme, compreso di fotografia, ha costretto la curatrice a fare dei tagli nel rispetto delle indicazioni originali. Marta Ajò * N.d.C.: Il progetto iniziale, come si evince dal titolo, doveva raccogliere un numero minimo di 100 donne. In realtà, per quanto le adesioni lo superassero, in questa prima stesura ne sono presenti 54. Ciò è dovuto all’esigenza di alcune candidate, di avere un supporto editoriale su cui confrontarsi anche in campagna elettorale e dal coinvolgimento attivo per l’adesione al “Patto per le donne”. La volontà di lasciare comunque inalterata la titolazione è da considerarsi come l’affermazione di un “work in progress”.
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