Isa MaggiCoordinatrice degli Stati Generali delle Donne
Nata a Pavia il 10/10/1957, sposata e madre di 4 figli.
Laureata con lode in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Pavia, discutendo una tesi in Economia Politica sull’Equilibrio economico. In seguito ha svolto ricerche presso l’Università di Cambridge. Ha ottenuto il Dottorato di ricerca in Economia Politica e l’abilitazione per lo svolgimento della professione di Dottore Commercialista.
Ha inoltre acquisito il titolo di Revisore Contabile e la qualifica di orientatrice e formatrice.
Svolge l’attività di Commercialista e di progettazione di iniziative comunitarie, ha frequentato diversi corsi professionalizzanti e di aggiornamento nell’ambito della valutazione di progetti europei e della rendicontazione e si è specializzata sullo start up di imprese femminili, innovative e creative.
Nel 1997 ha fondato l’impresa sociale “Sportello Donna” che opera a favore del lavoro femminile: come incubatore d’impresa, per la formazione e la consulenza a favore di una scelta imprenditoriale, per la realizzazione di partenariati a livello locale e europeo e con lo studio di politiche strategiche alla diffusione, innovazione e creatività d’impresa.
È iscritta nella Banca Dati degli esperti delle Pubbliche Amministrazioni. È stata Presidente della rete dei Business Innovation Centre, la rete degli incubatori italiani.
Nel 2005 ha avviato a Pavia il primo Gender Incubator europeo per le imprese femminili all’interno del quale ha maturato competenze ed esperienze nel gestire reti culturali internazionali e accordi contrattuali con professionisti di varie discipline, advisors, creativi, makers, imprenditori/ici, Business Angels, banche.
Ha collaborato presso l’Amministrazione Provinciale di Pavia nel campo degli studi e ricerche sull’occupazione, in particolare di quella femminile.
Ha fondato, in memoria della figlia Gaia, la “Fondazione Gaia” per il sostegno a donne con fragilità economica e sta realizzando Villa Gaia per ospitare donne vittime di violenza, dopo la fase dell’emergenza e per attivare con loro percorsi lavorativi efficaci.
Organizza convegni, seminari e workshop in occasione degli eventi programmati, principalmente, attraverso tre campi di applicazione comunicativa: “Ottomarzotuttol’anno”, “Donne che ce l’hanno fatta” e “Stati Generali delle donne”.
Di recente, Isa Maggi è stata eletta Fiduciaria della Condotta Slow Food di Pavia, con l’obiettivo di difendere il cibo “buono, pulito, giusto” e sano del territorio.
Con gli Stati Generali delle donne Isa Maggi ha potuto girare l’Italia e incontrare migliaia di donne che le hanno permesso di mettere a fuoco le criticità e le istanza provenienti dai territori ed anche le cose belle che le donne hanno fatto ma che non sono mai comunicate.
“Tra le donne – dice Isa Maggi - ho incontrato Marta Ajò che mi sembra di conoscere da sempre e con la quale abbiamo dato il via a questa raccolta di storie di donne che si sono raccontate in questo libro”.
Donne fantastiche che stanno già cambiando l’Italia mentre svolgono i loro lavori, realizzano le loro aspirazioni, danno il meglio di sé con energia ed entusiasmo.
Molte di loro hanno scelto di mettersi in gioco e di “diventare donne di governo”.
“Il cambiamento che noi auspichiamo passa infatti attraverso il coinvolgimento delle donne nei luoghi decisionali della politica e dell’economia. La piena integrazione, economica e politica, delle donne è il passo più importante che un Paese o un’azienda possa compiere per implementare la propria competitività.
Tutte le società che non si liberano delle eredità culturali negative riguardanti il trattamento delle donne saranno travolte dalla prossima ondata di innovazione.
Per questo abbiamo scritto “Un patto per le Donne”.
Il Patto per le Donne è un percorso unitario di intervento sui territori finalizzato a creare nuova occupazione femminile nell’ambito dello sviluppo economico, produttivo ed occupazionale dell’Italia, per la cui attuazione è ritenuta necessaria un’azione coordinata, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, in considerazione della strategicità e complessità degli interventi, nonché per accelerarne la realizzazione, nel rispetto delle disposizioni comunitarie e nazionali.
Per poter realizzare il Patto più donne devono poter entrare nei luoghi decisionali.
Le donne che vogliono partecipare attivamente alla vita politica delle istituzioni e dei partiti, lo possano fare con le stesse opportunità degli uomini.
Le donne devono rappresentare le istanze delle donne.
Se non lo fanno le donne, gli uomini certamente non lo faranno.
E infatti il Global Gender Gap Index 2017, del World Economic Forum, vede l’Italia all’82° posto su 144 Paesi analizzati, e addirittura al 117° posto quando consideriamo la dimensione economica.
“Abbiamo lavorato da anni con le pratiche del femminismo e crediamo ora che sia necessario comprendere che l’enorme vantaggio di realizzare un Patto per le donne mettendo al centro l’occupazione femminile è che la stessa crea altro lavoro”.
Le famiglie a doppio reddito consumano molti più servizi delle famiglie monoreddito. Per ogni 100 donne che entrano nel mercato del lavoro si possono creare fino a 15 posti aggiuntivi nel settore dei servizi: assistenza all’infanzia e agli anziani, prestazioni per i vari bisogni domestici, ricreazione, ristorazione, turismo, ecc...
Molti studi hanno anche evidenziato che un aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro del 25% entro il 2025 può aggiungere 1% alle previsioni di crescita del Pil.
“Abbiamo chiesto alle candidate e ai candidati delle Elezioni 2018 di adottare il Patto per le donne.
Per essere ancora più concrete stiamo declinando nelle Regioni un Patto con la dimensione provinciale, per essere ancora più vicine alle criticità dei territori”.
Nei territori nuove forme di femminismo potranno ritrovare la propria originalità recuperando i temi come la autodeterminazione, l’autocoscienza, la voglia di vincere e soprattutto il partire da sé.
Per cambiare l’Italia occorre vedere la bellezza nell’incontro tra esperienze e modalità differenti, per realizzare progetti interdisciplinari congiunti, per incoraggiare e promuovere la mobilità e la cooperazione transfrontaliere, contribuendo così alla costruzione di un’Europa condivisa, vivace e vigorosa, uno spazio culturale popolato da cittadini e cittadine culturali.
“Stiamo progettando un viaggio insieme verso un’Europa che ha bisogno di una narrazione sulla innovazione, sulla sostenibilità e sulla capacità di rinnovarsi verso un ’ nuovo inizio’, passo dopo passo, salvaguardando una dimensione locale ma dimostrando una vocazione internazionale. Vogliamo tessere una nuova Europa, partendo da una prospettiva meridionale, e con una passione tutta locale, da Expo verso Matera, che si apre al Sud Italia e alle scene culturali e sociali del nostro Meridione”.
Il lavoro da svolgere con Matera 2019 “viene dal basso”, è sostenibile e guarda al futuro, ha un grande potenziale di crescita e aiuta la contaminazione positiva delle idee, dei progetti, delle pratiche e crea valore aggiunto, attraverso il coinvolgimento attivo, le riflessioni e le connessioni delle comunità locali in un’ampia apertura internazionale.
Un viaggio lento, a volte silenzioso, visionario, inclusivo, co-progettato, aperto, capace di esprimere le potenzialità del territorio locale attraverso un programma culturale di interesse internazionale, collocato al centro della pianificazione comunale e regionale, parte di un piano strategico aperto, disponibile al dialogo, coniugando le voci di Matera in uno storytelling del Sud verso una nuova Europa.
Un viaggio lento percorso con la consapevolezza che puntare sulla cultura è centrale per la collettività e che tutte/i saranno chiamati all’appello, in un grande movimento di energia dove ciascuna/o potrà esprimere il meglio di sé, in quanto l’arte, la cultura e l’espressione creativa sono parte essenziale della vita di tutti i giorni delle persone, per costruire una “comunità resiliente” di bambini/e, ragazzeagazzi, donne e uomini, giovani e anziani, indipendentemente da età, genere, provenienza, status sociale e residenza.