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2453 Words
KIRISHIMA'S POV Se mi avessero detto che in una settimana la mia vita sarebbe cambiata del tutto, non ci avrei creduto. Invece mi ritrovo davanti alla villa della famiglia Bakugou, la più importante nel mondo delle macchine, con davanti il capo e accanto il figlio. Faccio passare lo sguardo tra loro due non sapendo che fare "Ora tu entri in casa e parliamo, ci siamo capiti? Il ragazzo sarà accompagnato a casa da Takato" fa un segno con la testa per indicare il maggiordomo "VECCHIA TU NON MI COMANDI" grida il biondo Vorrei parlare ma ho paura di peggiorare la situazione. Denki mi aveva avvisato che madre e figlio non erano in buoni rapporti, ma non credevo che si parlassero in questo modo "SONO TUA MADRE E TI COMANDO DA QUANDO SEI NATO" si avvicina a noi mettendosi a braccia conserte e alzando il viso guardandomi con superiorità "E porta via quest'essere da davanti i miei occhi, è uno dei tanti vero? Come osi portarlo in casa nostra? Mi disgusta il solo pensiero di quello che fate" fa una smorfia contorcendo il naso La guardo stupito per colpa delle brutte parole che sono uscite dalla sua bocca, come si permette a dire cose del genere? Stringo i pugni e mi trattengo per non rispondere a tono "Non ti azzardare più ad offendere Kirishima, lui non è per niente chi pensi tu. E sono libero di portare chi cazzo voglio a casa mia" il suo tono di voce è più profondo e sembra sul punto di ucciderla "Non rispondermi in questo modo e fai come ho detto" Sembra un comandante dell'esercito al posto di una madre, trattare il proprio figlio come se fosse un suo soldatino è assurdo "No" dice il biondo rimettendosi il casco "Cosa hai detto?!" grida peggio di Bakugou "Non ripeto le cose due volte. Non posso entrare in casa mia? Me ne vado, faccio di tutto pur di non accontentarti e sarà sempre così" ringhia salendo sulla moto Sorrido per la sua risposta e salgo anch'io. Le grida di sua madre si sentono in tutto il viale finché diventano solo dei flebili rumori. Nessuno dei due dice una parola durante il tragitto verso il mio appartamento, non voglio intromettermi nei suoi problemi, se vuole deve essere lui a parlarmene. Davanti al cancello si ferma a fumare una sigaretta, resto a fissarlo per un po' mentre penso a cosa voleva farmi vedere. Se non fosse stato per sua madre forse ora avremmo fatto qualche passo avanti "Non fare caso alle parole di quella donna" alza la testa e mi guarda negli occhi, sembra quasi dispiaciuto "Non fa niente, mi basta solo sapere che non sono una tua conquista qualunque e lo hai detto con la tua bocca. Quindi non mi dire che vuoi portarmi solo a letto per allontanarmi perché non ti credo più" dico stuzzicandolo "Non farmi innervosire" alza gli occhi al cielo buttando la cicca Sta per andarsene ma non resisto e lo chiamo, lui si ferma e si gira a guardarmi "Dove andrai ora? È tardi" mi mordo il labbro nervoso Sono preoccupato per lui, non credo che tornerà a casa dopo quello che è successo "Da qualche parte" risponde con nonchalance "Vuoi salire da me?" Le parole mi escono prima che io possa pensarci meglio, ma cosa ho appena proposto. Mi guarda mentre mi dondolo sui piedi nervoso "Non mi lascerai andare vero? Sei proprio testardo. Me lo hai chiesto tu rosso, a te le conseguenze" sogghigna mentre posa il casco Deglutisco a vuoto e con le mani tremanti prendo le chiavi, questa notte sta durando troppo. Prendiamo l'ascensore in silenzio finché arriviamo davanti alla porta del mio appartamento "Ci potrebbe essere un po' di confusione, ho attrezzi per allenarmi ovunque" mi gratto la testa imbarazzato Appena entrato si guarda intorno osservando tutto "Beh benvenuto nella mia piccola dimora, fai come se fosse casa tua. Vuoi dell'acqua?" vado verso la cucina e lui mi segue "È carino... come appartamento" quando deve fare qualche complimento si blocca e non sa più esprimersi, mi viene da ridere ma faccio finta di niente per non farlo incazzare Gli verso un bicchiere d'acqua e vedo il suo pomo d'adamo fare su e giù, ma perché finisco sempre a  fissarlo e a sbavare? Cazzo devo smetterla, ho troppa immaginazione "Io vado a farmi una doccia, se vuoi puoi aspettare in salone oppure in camera mia" dico prima di scappare per il bagno In camera mia? Perché dovrebbe andare in camera mia? PERCHÉ L'HO DETTO? Ok calmiamoci va tutto bene, l'ho invitato io a salire quindi è tutta colpa mia se ora sono in panico. Dormirà qua, ma non posso farlo mettere nel divano, ma neanche nel letto. E poi non faremo niente giusto? Lo sa che con e non funzionano i suoi giochetti. Voglio morire. Per la fretta non mi sono preso i vestiti e uscito dalla doccia ho solo un'asciugamano attaccato alla vita. Faccio un respiro profondo ed esco dal bagno, non è più in salone quindi è andato veramente in camera mia. Entro spedito come se niente fosse e vado verso l'armadio, è coricato sul mio letto e sento la schiena bruciare per colpa del suo sguardo. Prendo i boxer ma non trovo il mio pigiama, l'ho lasciato qua dentro giuro, è impossibile che sia scomparso "Cercavi questi?" Mi giro di scatto a guardarlo. Sogghigna mentre tiene in mano la sua maglietta e i suoi pantaloni, fa scorrere lo sguardo su tutto il mio corpo ridendo "Li ho dimenticati dicevi, te li porto dicevi. Li usi per dormire eh?" si alza mentre con la mano li fa penzolare Sento le guance andare a fuoco, cerco di prendere i vestiti ma lui li sposta facendomi muovere come un cretino "Bakugou dammeli!" Alza il braccio e sono costretto ad avvicinarmi ancora di più a lui fino a quasi far scontrare i nostri petti "Prima dimmi perché li metti" mi vuole proprio mettere in imbarazzo "Perché c'è il tuo odore ok? Ora dammeli cretino!" riesco a prenderli e vado verso il bagno per cambiarmi Ora con che faccia esco da questa stanza dopo quello che ho detto? Mi avrà preso per una ragazzina alla sua prima cotta "È vero quello che hai detto poco fa?" sento questa frase ma non rispondo e cambio argomento "Mi prendo il cuscino e dormo nel divano, ti lascio il letto"  "Cosa? No, è casa tua, dormo io nel divano" si alza guardandomi male "Non voglio che poi ti svegli con i dolori" il mio divano è veramente scomodo Mi sorpassa prendendo il cuscino ma prima si ferma e si abbassa leggermente per sussurrarmi qualcosa all'orecchio "Comunque non te l'ho detto prima, ma stai fottutamente bene con i miei vestiti e soprattutto con i capelli abbassati" un brivido mi scende lungo la schiena e se ne va sogghignando Mi butto sul letto e mi trattengo per non urlare, le emozioni che mi fa provare sto ragazzo non si possono capire, mi ha fatto impazzire solo con una frase. Mi giro e rigiro nel letto non riuscendo a prendere sonno, il pensiero di Bakugou steso nel mio divano in canottiera mi sta uccidendo. Dopo mezz'ora decido di alzarmi per andare a bere un bicchiere d'acqua e forse anche per guardarlo ma non c'è bisogno di dirlo. Vado in salone e lo vedo, si è tolto i jeans ed è rimasto in boxer e canottiera, come si fa a stare tranquilli quando un dio greco come lui dorme a casa mia? Mi siedo sulla punta del divano e l'osservo, ha il viso calmo e tranquillo, sembra quasi un angelo ma solo mente dorme "Sei inquietante" ringhia aprendo gli occhi Ma perché devo sempre fare figure di merda? Ha visto che lo stavo fissando mentre dormiva certo che sembro inquietante "Scusami non volevo disturbarti, è solo che io non riesco a dormire" è l'unica cosa sensata che mi viene da dire "Io si, quindi buonanotte" si gira la faccia e m'ignora "Per favore, tienimi compagnia" sussurro portando le ginocchia al petto Sbuffa tornando a guardarmi "Che vuoi?" Sto per fare una domanda azzardata ma devo sapere, rinuncio al fatto che me ne parli lui liberamente "Ti va di parlare di quello che è successo con tua madre?" Mi sputa un "no"  incazzato mentre mi guarda con occhi di fuoco "Voglio solo capire in che mondo vivi, capire perché dici che non hai un posto e che ormai sei perso..." sussurro portando il mento sulle ginocchia per guardarlo meglio Per qualche secondo ci guardiamo negli occhi senza che nessuno dei due apra bocca, come se stesse valutando la situazione e decidere se vuole parlare o no. Alza il busto e si mette seduto a gambe incrociate di fronte a me e io faccio la stessa cosa così da essere più vicini "Io sono qua per il solo scopo di ereditare l'azienda di famiglia. Sono stato programmato, anzi la mia vita è stata programmata prima ancora che io nascessi. I miei si sono occupati sempre e solo della loro carriera e ad un certo punto hanno preso in considerazione il problema che prima o poi quest'azienda doveva passare a qualcun' altro, cioè me. Fin da piccolo sono stato cresciuto ed educato per prendere il comando di tutto, ma non si sarebbero mai aspettati che io non voglio avere niente a che fare con loro e con quella stupida azienda. Per di più sono gay e questo, oh questo li ha proprio fatti diventare matti" dice per poi ridere in modo sarcastico Ma che razza di genitori sono che fanno un figlio non per amore ma per soldi? Ora capisco perché si comporta così, lei vuole a tutti costi un figlio perfetto e lui sta facendo tutto l'opposto per non accontentarla. Si sta facendo odiare e allo stesso tempo libera la mente da tutti i problemi sfogandosi con altro, non sapendo che è sbagliato "Non dico altro, anzi non so neanche perché mi sono deciso a dirti que-" Non lo faccio finire di parlare che istintivamente lo abbraccio mettendo le braccia intorno al suo collo "MA COSA FAI SCOLLATI MA CHE CAZZO" grida cercando di respingermi ma io non mollo la presa "Mi dispiace tantissimo Bakugou, nessun bambino dovrebbe crescere in quel modo. Non è giusto che una persona è costretta a vivere una vita che non vuole, non è obbligatorio che tu debba seguire le loro orme. Non posso capire come ti senti ma posso aiutarti a superare tutto, se solo tu me lo permetti" mi stacco passando le mani sul suo viso e mi fermo a guardarlo Con il pollice gli accarezzo la guancia, i suoi occhi sono puntati sui miei e ora è calmo. Quando gli sto così vicino il mio cuore batte più veloce, la sua pelle al contatto con la mia mi fa venire i brividi, sento il suo respiro unirsi al mio e le farfalle nello stomaco. Ho voglia di baciarlo, di abbracciarlo e mostrargli tutto il mio affetto, non mi era mai successo con nessuno di provare certe emozioni dopo così poco tempo, tranne con Hiro. Mi avvicino ancora di più ma lui va all'indietro fino a poggiare la schiena sul divano e coricarsi nuovamente. Non riesco a fermarmi in tempo e finisco sopra di lui con la testa sul suo petto "Bakugou ma cosa-" "Ho sonno, dormi" dice mentre passa le braccia attorno alla mia vita e mi tiene stretto nel suo petto Forse le mie parole e i miei gesti l'hanno colpito, so solo che sono appiccicato a lui su un divano strettissimo. Sorrido respirando il suo odore che mi fa andare in tilt e mi addormento tra le sue braccia Sento bussare forte alla porta, all'inizio credevo fosse un sogno ma il rumore si è fatto sempre più forte. Vorrei alzarmi ma sto così bene coricato qua, c'è caldo ma questo calore che mi avvolge è così bello che starei così per sempre. Ad un tratto non lo sento più e faccio un verso di dispiacere, allungo le braccia ma sento il vuoto "MA CHE CAZZO CI BUSSI ALLE 9 DEL MATTINO?" "TU CHE CAZZO CI FAI A CASA DEL MIO MIGLIORE AMICO?" "MA COSA VUOI TU!" Apro gli occhi di scatto e il panico mi assale. Bakugou. Divano. Abbraccio. Dormire. Porta. MINA Mi alzo correndo e quasi non cado a terra per essermi alzato troppo velocemente. Bakugou è davanti alla porta che grida contro Mina "La smettete di gridare di prima mattina?? Mina entra e stai calma e tu prenditi una camomilla" dico stropicciandomi gli occhi Vado in cucina a prepararmi il caffè mentre i due mi seguono. Prendo dei cereali e del latte per Bakugou, si siede tranquillo e inizia a mangiare "Bene, avete scopato?" Io sputo il caffè sul lavandino mentre il biondo si soffoca con i cereali "MINA MA SONO COSE DA CHIEDERE??" grido spalancando gli occhi per farle capire di smetterla Solo perché abbiamo passato la notte insieme non significa che siamo andati a letto insieme, anche se forse questo non vale anche per Bakugou. Alla fine la domanda non è proprio fuori contesto conoscendolo  "Entro a casa tua e vi ritrovo insieme in pigiama, credevo fosse ovvio" risponde alzando un sopracciglio "Ha solo dormito qua" per favore Mina non fare altre domande "Perché?" Bakugou la guarda incazzato dicendole un "non sono cazzi tuoi" e lei risponde con un'occhiataccia "Come mai sei venuta di sabato mattina?" le chiedo cambiando discorso "È giorni che ti comporti in modo strano per colpa di qualcuno ed ero preoccupata per te" La capisco ma non può entrare in casa mia e fare ste domande come se niente fosse. Vedo Bakugou alzarsi e andare verso il bagno sicuramente per cambiarsi, appena chiude la porta Mina mi da uno schiaffo sulla spalla "AHI MA SEI PAZZA?" mi massaggio la parte colpita cercando di alleviare il dolore "Mi spieghi che cosa stai combinando?" Come faccio a spiegarle che ho perso la testa per un ragazzo che conosco da una settimana e che non riesco a staccarmi da lui? "È tutto così complicato" sbuffo passandomi le mani fra i capelli Il biondo ritorna e prende le chiavi del motore, va verso la porta ma si ferma "Ci vediamo sta sera rosso" sussurra prima di uscire Quindi significa che verrà al locale per vedermi, un sorriso spontaneo spunta sul mio viso e mi arriva un altro schiaffo da parte di Mina "Io devo andare da Fujimaro, ma sta sera mi devi offrire la cena quindi mi spieghi tutto!" "Ma dopo giurami che mi lascerai in pace che devo stare con il biondo!" Se solo avessi saputo che quella sera non si sarebbe presentato e neanche le sere dopo.
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