Benner rimase senza parole. Si avvicinò lentamente, come se avesse paura di toccare un'opera d'arte troppo fragile. I suoi occhi correvano lungo le linee che avevo creato, catturando ogni dettaglio della mia intuizione. "Tu..." mormorò, e per la prima volta lo vidi quasi intimidito dal mio talento. "Tu non sei solo una studentessa di lettere, Leila. Tu sei una rivoluzionaria. Questo capo... è pura genialità." Si chinò verso di me, ma questa volta non era solo desiderio; era un profondo rispetto professionale che brillava nei suoi occhi. "Marcus non saprà nemmeno da dove lo abbiamo colpito." Benner non perse un istante. Prese il telefono e chiamò il suo capo officina, la persona che gestiva i sarti più esperti del suo atelier. "Vincenzo, ferma tutto. La collezione per l'inaugurazion

