In Svizzera mi sentivo al sicuro. Era tanto che non rivedevo Brooklyn. Precisamente da quando l'avevo lasciata nell'ufficio di Gellert anni prima. Ed ora eccola, bella come il sole e con un pancione che la rendeva ancora più perfetta. Dormimmo insieme la nostra prima notte a Zurigo. La sua casa era piccola e confortevole, se avessi potuto scegliere probabilmente anche io ne avrei preso una simile. Con un bel giardino, un'altalena per i bambini e perché no, un cane. Da piccoli avevamo avuto dei cani, crescendo però mamma e papà si erano attenuti a non averne più. I cani, per via della loro crescita più rapida, morivano prima di noi umani, per chi si affezionava poi diventava una sofferenza. Però mi sarebbe piaciuto che i miei figli ne avessero almeno uno. Mi stesi nel letto accanto a B

