II UN ALTRO BICCHIERINO Sono le dodici e venticinque e procedo lungo Rue des Grecs. Tengo gli occhi bene aperti per non dar di capo contro le colonnette dei lampioni. Credetemi se vi dico che questo oscuramento di guerra è una vera seccatura. C’è qualcosa à Parigi che m’incanta sempre. Qualcosa che mi piace e che pure mi lascia un po’ inquieto. E ciò succede a me, a un tipo che non soffre di nervi e che, mi dovete credere, non si emoziona facilmente. Ma nello stesso tempo quell’atmosfera misteriosa, dove i fanali azzurri ammiccano fra le ombre, ha un che di suggestivo. Non ve l’ho forse detto che ho un temperamento poetico? Sí, do una grande importanza all’ambiente... specialmente quando c’entrano le belle donne. Perché ho sempre notato che le donne si lasciano influenzare molto dall’am

