AURORA
Con una mano mi asciugo il sudore dalla fronte.
Sospiro alzandomi da terra.
Oggi è una di quelle giornate dove sembra di stare all'inferno, talmente è forte il caldo.
Ma almeno ho terminato anche l'ultima rampa di scale che mi restava da lavare.
Sorrido soddisfatta.
Bene, anche per oggi ho finito.
Mi appresto a raccogliere gli strumenti usati, la scopa, lo spazzolone, lo straccio e il secchio e cammino verso l'atrio del palazzo elegante.
Da un anno, ovvero da quando sono uscita dall' orfanotrofio questo è quello che faccio.
Lavoro presso un'impresa di pulizie, di Roma.
Lavoro per diverse ore al giorno, e di sicuro, questo, non si può definire un lavoro facile o poco stancante anzi tutt'altro.
Mi spacco la schiena quotidianamente, ma non mi lamento.
Sempre meglio dell'inferno in cui ho vissuto per tutta la mia vita.
Certo dopo solo un anno ho le ginocchia che chiedono pietà, e le mani arrossate e spaccate per via di tutti i litri e litri di detergenti chimici che uso ogni giorno.
Ma ehi... Va bene così.
"Oh ti stavo aspettando Auri..."
Rivolgo un sorriso gentile a Chiara, una ragazza che lavora con me.
"Eccomi...sono arrivata..."
"Bene, andiamo, per oggi abbiamo finito. "
Annuisco.
Carichiamo gli attrezzi sul retro del camioncino che ci fornisce la ditta e poi saliamo anche noi.
Di solito siamo sempre in due ogni mattina, l'azienda per la quale lavoriamo non si occupa di singoli appartamenti, ma di pulizie di interi stabili, quindi una sola persona ci impiegherebbe una vita, senza nemmeno terminare il lavoro.
Un'ora dopo arriviamo a destinazione.
Il traffico romano è delirio puro.
"Hola chicas!!!"
"Smettila di fare lo stupido Leon..."dice Chiara.
"Mamma mia....sempre acida di prima mattina eh?"
Trattengo una risata di fronte allo sguardo omicida che gli lancia.
"Ok ok...mi arrendo...Almeno tu, bellissima me lo fai un sorriso?"
Sorrido di istinto.
Leon è un bravo ragazzo, uno di quelli con cui ti trovi bene a parlare, un ragazzo capace di strapparti sempre un sorriso.
Ma è un casanova.
E questo è il motivo per il quale Chiara, che ha una cotta per lui da sempre, lo detesta.
Si fa per dire eh... Perché anche un cieco noterebbe che dietro ogni suo sguardo da serial killer, c'è molto più che del semplice affetto.
"Ah vedi? Aurora mi sorride... Dovresti prendere esempio pulcino... "
"Chiamami pulcino un'altra volta e ti strozzo..."
"Pul-ci-no"
"Leon!!"
Scoppio a ridere alla loro ormai sceneggiata di ogni giorno.
"Va bene ragazzi... Io adesso devo proprio andare a casa.."
"Arrivava oggi la bomba sexy della tua amica? "
Rimango scioccata dal modo naturale con cui dice certe cose.
Con la coda dell'occhio noto Chiara restarci male.
Mi dispiace per lei.
"Si arriva oggi, e bada bene a come parli di lei..."gli dico puntandogli il dito contro.
"Amo quando tiri fuori gli artigli bellissima..."
"Cretino.."
Mando ad entrambi un bacio volante per poi cominciare a fare strada.
Non posso permettermi un'auto, con il mio stipendio riesco a coprire le spese per la casa e a mangiare, quel poco che mi resta lo tengo per me.
Anche se... Mi resta veramente molto poco per poter anche solo pensare a qualsiasi altra cosa.
Cammino a passo svelto verso la fermata del bus.
Dopo la bellezza di ben quattro fermate arrivo a casa.
Abito in un quartiere popolare, in un monolocale.
Ma mi piace casa mia.
È la prima cosa che sento davvero mia.
Il primo posto che sento di poter chiamare casa.
"Finito per oggi? "
Alzo sguardo sulla signora Agata, una donna un po'avanti con l'età ma che si tiene sempre in forma.
È un tipetto sprint e super moderno, perfino molto più di me.
"Si, per oggi si..."
"Dai che siamo già al weekend. E poi non doveva arrivare Ilaria oggi? "
"Si!!" le rispondo come una bambina piccola.
Sono così felice di rivederla.
"Non vedo l'ora... "
Non faccio in tempo a finire la frase, che qualcuno, anzi qualcuna, mi salta addosso da dietro, e si aggrappa tipo koala.
"Ciao bestietta!!"
"Ma sei pazza!!! "
"Nah... O meglio...non più di tanto almeno.."
EMILIANO " Blake"
Giro e rigiro un po'di sano whisky nel bicchiere, mentre fumo l'ennesima sigaretta.
"Oh ma ancora così stai? Muoviti che tra un po' arriva mia nipote. "
Alzo lo sguardo verso il mio migliore amico, il mio socio, il mio produttore..Massimo.
"Ah giusto... A che ora doveva arrivare la piccoletta? "
"È già atterrata, è passata a salutare un'amica e poi veniva qui. "
Mi alzo pigramente dalla poltrona comoda sul quale ero seduto, e in un secondo termino sia il whisky che la sigaretta.
"Dimmi un po'... Tua nipote è rimasta la stessa rompipalle di sempre, oppure quest'anno passato fuori l'ha fatta calmare un po'? "
Vedo un sorriso spontaneo nascere sul viso del mio amico.
"Nah... È sempre la stessa. Anzi, a dirla tutta, credo che quest'anno fuori l'abbia peggiorata... Altroché. ."
Scuoto la testa, mentre il suono del campanello di casa ci avvisa che la nostra ospite è arrivata.
Massimo va aprire, e posso sentire da qua la voce starnazzante della ragazzina che ho visto crescere.
Non la vedo da un secolo, ma l'ultima volta che l'ho vista ho appurato che fosse totalmente pazza.
"Venite pure di qua ragazze..."
Venite?
Punto subito gli occhi sulla porta, notando tre figure entrare.
La nipote di Massimo mi salta subito addosso.
Bene.
Questo vizio non le è passato a quanto vedo.
Si aggrappa a me mentre la tengo dalle gambe.
"Quante volte devo dirtelo che non si sorprende una persona così?"
"Che c'è? Sei diventato troppo vecchio per questo? "
"Vecchio è una parola che nel mio vocabolario non esiste proprio ragazzina."
La faccio scendere da me.
"È bello rivederti Emi..."
"Non so se posso dire lo stesso io però Ilaria..."
"Noioso..."
"Pazza..."
"Ok ..stop. "
Alzo lo sguardo per fare una battuta delle mie ma mi paralizzo all'istante.
Una dea.
Venere scesa in terra.
Una bomba di sensualità.
Un angelo.
Ecco cos'è la ragazza che mi si palesa davanti.
"Emiliano ho il piacere di presentare anche a te la mia migliore amica...Aurora"
Aurora.
Aurora.
Wow...Aurora..
"Piacere di conoscerti..."
Rimango quasi quasi deluso quando mi saluta gentile e nulla più.
Di solito le persone, e le ragazze in particolare, che incontro non mi tolgono gli occhi di dosso, voglio toccarmi, sfiorarmi.
Lei no.
Afferro la sua piccola mano non togliendole mai gli occhi di dosso, poggiando le labbra sul dorso.
Leggermente.
Quasi impercettibilmente.
Tanto basta, per notare la sua sorpresa.
"Piacere mio, Aurora...piacere mio..."