Prefazione
Prefazione
La trama di questa storia si è suggerita da sola all’autore molti anni fa, anche se i dettagli sono interamente di recente invenzione. L’idea di associare marinai e selvaggi in incidenti che dovrebbero essere caratteristici dei Grandi Laghi venne riportata all’editore, e quest’ultimo ottenne dall’autore una specie di impegno a completarla nel futuro, impegno che è ora assolto, sia pure tardi e in modo imperfetto.
Il lettore potrà riconoscere nel protagonista della storia un vecchio amico alle prese con nuove circostanze. Se il fare mostra di questa vecchia conoscenza, nelle circostanze del romanzo in cui appare, non diminuirà il favore del pubblico nei suoi confronti, questo sarà fonte di enorme gratificazione per l’autore, visto il suo interesse per l’individuo in questione che è poco meno che reale. Tuttavia non è facile introdurre lo stesso personaggio in quattro diverse opere, e mantenere le peculiarità che sono indispensabili per l’identità, senza incorrere nel rischio di annoiare il lettore; e questo esperimento è stato rimandato così tanto proprio per i dubbi riguardo il suo successo che per qualsiasi altra causa. Questa, come in tutte le imprese, dovrà essere la fine che “coronerà” il lavoro.
I personaggi indiani sono così pochi che mi sono sforzato di non soffermarmici troppo; la loro alleanza con i marinai, temo, potrà essere vista più come una novità che altro.
Il neofita potrà ritenere un anacronismo le navi nell’Ontario alla metà del diciottesimo secolo; ma in questi particolari eventi è importante prendere una licenza poetica. Anche se le navi nominate in queste pagine potrebbero non essere mai esistite su quelle acque o in qualsiasi altro posto, altre molto simili a loro hanno navigato quel mare interno, anche in periodi molto precedenti quelli appena menzionati, da giustificare la loro presenza in un’opera di narrativa. Generalmente ci si dimentica, nonostante debba essere ricordato, che ci sono dei punti isolati lungo la linea dei grandi laghi che sono stati colonizzati nella stessa epoca dei primi insediamenti americani. e che furono civilizzati quando la maggior parte dei vecchi Stati Uniti era ancora allo stato selvaggio.
L’Ontario ai giorni nostri è stato lo scenario di importanti evoluzioni navali. Le flotte sono state portate in quelle acque che, mezzo secolo fa, erano deserte; e non è lontano il giorno in cui l’interezza di quei vasti laghi diventerà parte dell’impero, e gravida di tutti gli interessi della società umana. Una rapida occhiata, sia pur in un’opera di finzione, a cosa è stata fino a pochi anni fa quella vasta regione, può essere d’aiuto per conoscere e apprezzare i magnifici mezzi con cui la Provvidenza sta spianando la strada per il progresso della civilizzazione in tutto il continente americano.