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494 Words
2La Ragazza supera di poco il metro e sessanta. Ha capelli sciolti, scuri, lunghi fino a metà schiena. Il Re azzarda: «Are you American?». Le americane non vedono l’ora di darlo via… Che mandolino… Dio buono… «Signorina! Miss! Donna! Qua ghe xe el Leon!», esclama il titolare della Magón Laterizi srl. La Ragazza sbircia alle proprie spalle. Ride. Accelera il passo. Magón chiude la bocca, memore di atavici discorsi tra maschi. Shhh!, bisbiglia tra sé. Con le donne bisogna far silenzio! Annuire! Dir qualche “sì”. …Finché le fai bere. Basta un’ombra di vino. Due, xe mègio… ehm… è meglio. Appena sono ubriache, tiri fuori il pistolone… …E dentro! …E fuori! …E dentro! …E fuori! …E dentro! …E… Ahhh… Che sodisfassión… «Qua c’è Arlecchino Battocchio!», grida Il Re Incoerente. «Orbo da una gamba, zoppo da un occhio. E pronto a farti gustare ’sto… fiore di roccia!». La presunta americana si volta di nuovo. Scuote la testa. Accelera ulteriormente. Magón la perde di vista. A tratti rivede l’obiettivo mandoliniforme. «Però! Hai due gambettine svelte! Studentessa universitaria?», ansima l’uomo tappezzato di rombi. «Cos’è che studi? Architettura? Lettere? Come diceva Dante, io ho tante canoscenze nel settore edilizio!». Oltre il Ponte de la Cortesia, Arlecchino non sa più dove andare. S-ciaf! L’acqua sculaccia il marmo d’Istria. È eccitante. «Dove sei, malandrína?», domanda Il Re al buio. Echeggiano risate di femmina. «Di là!», esclama l’inseguitore. In men che non si dica imbocca Calle dei Assassini. Scansa tre maschere: una fata turchina, un medico della peste, una bauta; queste ultime, tipicamente veneziane. Qualche decina di metri dopo… «Eccoti!», grida con la foga di un satiro. «Quanta Grazia di Dio! Che culo! Che bel culo, Dio Madonna! American Girl! Give it to me!!». Col potere dell’immaginazione spoglia la giovane da capo a piedi. Gli sembra di vederla a gattoni in una stanza d’albergo. Con gli avambracci tra le lenzuola. Il deretano per aria, pronto a ricevere poderosi colpi da tergo. Signor culo… Candido come un giglio… Con due brufoletti rossi su una chiappa. Un neo piccolissimo sull’altra… Sei l’ideale supremo di tutta la mia vita. Ti amo più dell’evasione fiscale. Mi sembra di vederti… Un po’ sodo, un po’ flaccido… E là, là in mezzo… Cos’è che vedo? Là in mezzo… Ecco il buchetto renitente alla leva!! In Campo San Samuele, la giovane trova il cammino sbarrato dal Canal Grande. Sulla destra, Palazzo Grassi sembra confermare lo stop. La Ragazza si guarda attorno. Individua una via di fuga: fra il teatrino del palazzo e la chiesina di San Samuele. Prima di infilare Calle de le Carrozze, si gira verso Il Re Impertinente. Urla: «Magnasboràe!! Cossa vusto da mi?!». Batòcio/Magón si blocca sorpreso. «La tua parlata ti tradisce! Non sei americana… ma di Chioggia! Di Chioggia, in provincia di Venezia... Come Cavàrzere!». TAC! TAC! TAC! I passi si allontanano. Il Re, invece, si trattiene in Campo San Samuele: ha notato il capanno dei gondolieri. La porticina è spalancata.
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