Capitolo 4
Se Andrew si fosse preso la briga di presentarsi alla festa stasera, mi avrebbe trovato in un angolo con una bottiglia di sidro, ed è talmente sconvolgente che dubito mi avrebbe riconosciuto senza il bicchiere di carta rosso.
Sam maschera la delusione per il fatto che Tate non sia venuto, chiacchierando con ogni tizio che non abbia il corpo, o le labbra, appiccicate a una ragazza. O a un ragazzo. Con il suo incoraggiamento, una parata infinita di rospi si avvicina al mio angolo. Non veri rospi. O rane. Anche se uno di loro ha gli occhi sporgenti e puzza come uno stagno, quindi potrebbe essere un ranocchio in incognito. Mi tornano in mente le sagge parole di mia nonna riguardo gli appuntamenti romantici.
“Devi baciare tanti rospi per trovare il tuo principe azzurro.”
Fa effetto detto da una donna che ha incontrato e sposato un ragazzo a diciassette anni. Quanti rospi potrà mai aver baciato nel Massachusetts occidentale? La sua città non aveva neanche un segnale di stop.
La maggior parte dei ragazzi rospi hanno nomi che iniziano con la E: Ethan, Eli ed Ev, seguiti da Eddie ed Edgar, l’ultimo non apprezza che gli si chieda se è stato chiamato così per via di Poe.
Nessun principe azzurro verrà a salvarmi stanotte. Farei meglio a tornare in camera a studiare.
Finisco il mio sidro e cerco Sam. La trovo in cucina a parlare con un tipo basso e magro che le sta raccontando, con entusiasmo, tutto ciò che riguarda il suo costume da ninja per Halloween.
«Sto lavorando sulle ventose per mani e piedi.»
«Davvero?» lei si finge interessata.
«Per scalare gli edifici.» Non dice “ovvio”, ma è implicito.
«Ah, giusto. Guarda c’è Madison!» Mi abbraccia e sussurra: «Aiutami.»
Quando ci separiamo, Ninja Boy si è spostato per condividere i suoi piani di scalata con la tipa alla sua sinistra.
«Andiamo» imploro.
«Potrebbero ancora venire.»
«È quasi l’una, non arriveranno. E nemmeno il principe azzurro.»
«Lo aspettavi stanotte? Mancano ancora un paio di settimane ad Halloween, è troppo presto per gli uomini in calzamaglia.»
Rido. «Non molto, ancora qualche settimana e tutta la città ne sarà piena.»
Geme. «Vorrei che scherzassi.»
New Orleans ha il Mardi Gras, Salem ha Halloween, una festa in centro che dura un mese, con tutte le versioni più sexy di ogni costume possibile. L’anno scorso abbiamo visto nove donne vestite nella versione sensuale dei componenti della Corte suprema, compresa la giudice Ruth Bader Ginsberg con i pantaloncini aderenti.
«Lo vorrei anche io» convengo.
«Dobbiamo iniziare a pensare ai nostri costumi.» Mi trascina fuori dalla cucina e lungo il corridoio stretto, dove una parte della parata di rospi è in fila per il bagno, con la birra in mano. Almeno sembrano addomesticati.
Sam continua a progettare il suo costume mentre torniamo a casa. La notte si è fatta fredda e vorrei aver indossato un cappotto invece del maglione.
«Non dovresti scegliere gli abiti adatti a un raduno della congrega nel bosco o qualcosa del genere? Non credo che le Wiccan approvino i costumi da gattina sexy» le dico
«Sono aperta a tutte le fedi, quando si tratta di Halloween.»
«E niente caramelle alle riunioni della congrega?»
Ridacchia. «Che fregatura. E nemmeno ragazzi carini.»
«Nessun uomo strega?»
«Ce ne sono alcuni, ma sono perlopiù anziani e puzzano di patchouli.»
Entrambe tiriamo fuori la lingua, disgustate.
«Magari invece del principe azzurro incontreremo un bellissimo mostro: un favoloso fantasma dell’Opera o una bestia supersexy.» Sospira.
«Stalker e rapitori? Sei sicura di non voler vedere i film con le principesse?» chiedo.
«Non hai alcun senso del romanticismo, Maddy. Zero. Sei troppo giovane per essere così cinica. E troppo carina.»
Sbuffo.
«Smettila di fare così» mi rimprovera.
«Come?»
«Respingere ogni complimento che ti viene fatto. Sei bellissima, tipo una Audrey Hepburn, molto sensuale.»
«Nel senso di seno piatto e appuntito?»
«No, minuta e sbarazzina, e per il modo in cui Andrew non riusciva a toglierti gli occhi di dosso prima, penso che anche lui approvi.»
È il mio turno di sospirare. «Ne dubito, non è neanche venuto alla festa.»
«Probabilmente lui e Tate avevano altri piani, tipo divertirsi con Dungeons & Dragons. O con Magic.» Ridacchia. «Riesci a immaginare?»
Sì. Il pensiero di quei due ragazzi fantastici coinvolti in giochi di ruolo è ridicolo e, al tempo stesso, piuttosto eccitante, dipende dal gioco.
«Non credi che abbiano delle ragazze, vero? O fidanzati? Non ho mai visto Tate con nessuno, ma quello non significa niente.» La sua incertezza le acuisce la voce, facendola diventare un piagnucolio da ragazzina insolito per lei.
«Farebbe schifo se ce l’avessero.»
«Tate è totalmente da sogno, è come un filosofo dei nostri giorni. Lo sai che va sullo skateboard?»
«Niente suggerisce filosofo, incredibilmente intelligente, quanto una lunga tavola da skate vecchio stile.» Le do un colpetto con il gomito. «Sei cotta di brutto.»
Sospira di nuovo e annuisce. «Non so perché, ma è così tanto “di brutto” che è persino bello. Forse quest’anno dovremmo imbucarci alla sua festa di Halloween e fargli un incantesimo.»
«Noi dovremmo?»
«Fidati, questo è il nostro anno, me lo sento.» Si dà dei colpetti in testa.
Fisso il cielo privo di nuvole sopra di noi, e trovo una stella per esprimere un desiderio.
Per favore, fa’ che Andrew sia etero e single.
E che non sia fanatico di Dungeons & Dragons.
Grazie.