32«Ci sono visite per te, Anna» le disse Lella indicandole la porta del bar con un cenno della testa. Anna stava sistemando le tazzine nel cestello estraibile della lavastoviglie; alzò lo sguardo nella direzione indicata da Lella. Sul momento fece un po’ di fatica a riconoscere quella figura in controluce, ferma sull’ingresso. Strizzò gli occhi per mettere a fuoco. Ma fu sufficiente una manciata di secondi per farle realizzare chi era la persona che stava in piedi, pochi metri di fronte a lei; i secondi sufficienti a riconoscere la linea delle caviglie sottili e dei polpacci; i secondi sufficienti a ripercorrere con lo sguardo la linea sensuale del collo. Anna ebbe un attimo di mancamento. Erano tre mesi che aveva lasciato il negozio e, da altrettanto tempo, aveva tagliato ogni tipo

