37 - HERO

625 Words
Raccolgo alcuni piccoli ramoscelli da terra. «Cosa vuoi fare?» mi chiede tremando a causa del vento fresco sulla pelle bagnata prima di stampare piccoli baci sulla mia spalla. «Voglio accendere un falò» rispondo e infine ci sediamo intorno al fuoco. Continuiamo a parlare di noi e delle nostre famiglie. «Non mi hai ancora parlato di tuo padre, come mai?» mi chiede. Faccio un respiro profondo. «Grazie a lui ho capito che tipo di uomo non voglio diventare». «Cos'è successo?» chiede con il mio giubbino sulle spalle. «Qualcosa di grave?» «Beh lui...». Tiro su con il naso. «Lui e mia madre, dopo il matrimonio, non sono mai andati molto d'accordo e... litigavano molto e spesso e per la maggior parte delle giornate, io - che ero molto piccolo di età - dovevo trattenere mio padre che picchiava mia madre e abbracciare lei mentre piangeva. Era terribile» spiego. Non mi piace far conoscere i lati meno allegri della mia vita, l'unica a conoscere questa triste storia è Chiara. «Ricordo ancora che una sera mio padre aveva bevuto molto e voleva... fare cose con mia madre. Dopo anni ho capito cosa. Ovviamente lei non voleva, quindi ha opposto resistenza» i miei respiri diventano affannati e il cuore batte in maniera irregolare. «Lui non era felice della ribellione di mia madre e quindi le tirò uno schiaffo. Cercò di toglierle il vestito, ma lei provò a spingerlo e quel gesto fece infuriare lui al tal punto da sbattere il volto spaventato e in lacrime di lei contro lo schienale del letto». Una lacrima riga il volto di Jo. «Mi dispiace tanto». Cerco di far tornare i respiri regolari prendendo fiato. «Già, anche a me. Ma la cosa che mi fa più rabbia è il fatto che mio padre non le ha mai chiesto scusa... Nemmeno quando ha cercato di ricostruire le basi di una famiglia ormai distrutta dopo essere andato via di casa. Sono anni che non lo vedo, e va bene così». Lei mi stringe la mano e appoggia la testa sulla mia spalla mentre il calore del fuoco brucia insieme all'ardore nel mio petto. . Accompagno Jo a casa e prima di scendere dall'auto mi bacia delicatamente sulle labbra. Torno a casa e - davanti alla porta d'ingresso - le mando un messaggio con scritto "Buona Notte". Quando arrivo in cucina trovo mia madre che dorme sul divano; prendo una coperta e la copro per bene. Sono veramente felice e spero che tra me e Jo non ci saranno altri problemi. Stiamo insieme ora? «Spero di vederti in questi giorni» dice mia madre mostrando il sorrisino più dolce che riesce a trovare. L'avrò svegliata io rientrando a casa. «In che senso?» Alza il busto e rimane seduta sul divano. «Da quando è iniziata la scuola non sei mai a casa». Ha ragione... «Che ne dici se domani facciamo un giro solo io e te?» mi chiede. Avevo intenzione di stare con Jo tutta la giornata di domani e di passare la domenica più bella della mia vita, ma lei andrà a trovare sua nonna malata che vive nella città vicino a quella in cui viviamo noi. Sorrido. «Mi piacerebbe molto». Corro in camera mia, mi butto sul letto e arriva la risposta di Jo: "Buona Notte anche a Te" Non si può descrivere la felicità che provo in questo momento! Di lei mi piace tutto... Il suo sguardo intenso, il suo sorriso fottutamente perfetto, la sua personalità travolgente e il dolce suono della sua voce. Fin dalla prima volta che l'ho vista ho percepito una specie di connessione tra noi che forse ha sentito anche lei. Col sorriso stampato sul volto, chiudo gli occhi e sogno occhi azzurri e capelli biondi nella fredda acqua salata di notte.
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