Mentre mia madre esce dalla stanza, prendo lo zaino e me lo metto in spalla.
Chris striscia sul pavimento, si alza e mi raggiunge. «Sicura che non vuoi restare qui con me?»
Sbuffo una risata. «Sono sicura. Non voglio cominciare l’anno scolastico da assente».
Lui guarda il pavimento e il sorriso sul suo volto svanisce.
«Qualcosa non va?» gli chiedo. Lui scuote la testa, ma non mi guarda. Gli tengo il viso spigoloso con le mani e lo costringo ad alzare il capo e a guardarmi negli occhi. «Se qualcosa non va puoi dirmelo, lo sai».
«Spero che questa tua voglia di andare a scuola non dipenda dal voler vedere Hero, tutto qui».
Ci risiamo! «Sai già che Hero è il mio migliore amico, è ovvio che mi fa piacere vederlo».
«Certamente», risponde, «quello che intendevo… è che spero che questa voglia di andare a scuola non dipenda solo dal voler vedere lui».
Faccio un passo indietro alzando gli occhi al cielo, poi sbuffo in maniera silenziosa. «Vado a scuola perché devo, non per vedere qualcuno».
Lui annuisce.
«Esci dalla finestra, come sei entrato» gli dico, «senza farti beccare».
Faccio per uscire dalla porta quando mi chiede: «Ci vediamo più tardi?»
Resto immobile, poi annuisco. «Si, certo». Forzo un sorriso, esco dalla camera e chiudo la porta. Lasciandolo solo.