«Oh cazzo!» esclama Hero.
«Che succede?»
«I nostri cellulari... si sono bagnati».
Mi porto la mano davanti alla bocca. «Cazzo...»
«Ci inventeremo qualcosa... Hai fame?» mi chiede.
Meglio non pensare ai cellulari ora. Sono l'ultima cosa che mi interessa.
Vorrei tanto, Hero. Non sai quanto! Ma non posso caderci ancora. Non così presto.
«No, grazie comunque. Ora devo andare»
«Oh, Va bene. Ci vediamo domani allora». Mi accompagna alla porta e guardo un’ultima volta il suo viso pensando che forse questo ragazzo sarà in grado di rubarmi il cuore.
Ma perché ne sono quasi convinta? Probabilmente sono proprio io che glielo sto cedendo.
ANTEPRIMA PROSSIMO CAPITOLO:
23 - HERO
Non vedo l'ora di raccontare tutto a Chiara!
Posso farlo? Ciò che è successo è stato bellissimo, ma non me la sento di condividere questa esperienza con chi non l'ha vissuta.
Io e Jo ci conosciamo solo da un giorno. È davvero amore quello che provo oppure ero solamente preso dal momento?
Torno in camera, prendo il salvadanaio a forma di porcellino che mi regalò mio padre quando ero molto piccolo e lo rompo gettandolo a terra.
Conto i soldi che nel tempo ho accumulato e noto che sono abbastanza da potermi permettere un cellulare migliore di quello che avevo fino a qualche ora fa.
Decido di andare al negozio e di acquistarlo.
Dopo essere tornato a casa, memorizzo nel telefono tutti i numeri delle persone a me più care che ho scritto all'interno di un taccuino e mi accorgo che non ho ancora il numero di Jo.
Decido di chiamare Odette perché non saprò mai se ha risposto al mio messaggio inviatole questa mattina.
Il cellulare squilla, ma lei non risponde. Allora chiamo Tommy.
«Ciao Hero!» mi saluta «devo dirti una cosa»
Sembra allarmato.
«Dimmi tutto» rispondo.
«Ci possiamo vedere?» mi chiede.
Rispondo di sì e mi dice di incontrarci nella piazza con la fontana a forma di sirena tra quindici minuti.
L'arco temporale più lungo della vita.
Arrivo e mi siedo su una panchina.
Vedo arrivare Tommy che appena mi vede inizia a correre.
«Così mi fai preoccupare» gli dico appena mi raggiunge.
Prende fiato e si passa la mano tra i capelli. «Si tratta di Chiara. Quando eravamo in macchina, lei e Chris hanno iniziato a litigare e ho sentito che è stato lui a stamparle quel brutto livido sull’occhio. Le ha tirato un pugno».
Rimango senza parole. In Chris rivedo mio padre e mi tornano in mente i litigi tra lui e mia madre. È una fortuna che ora siamo solo io e lei. Senza di lui.
La rabbia prevale sulle altre emozioni. «Non so cosa dire… Sono così... incazzato!»
«Hero, ora calmati» dice ed io faccio dei respiri profondi.
«Che ore sono?» gli chiedo.
«Le sei in punto» risponde.
Decido di mandare un messaggio a mia madre in cui le dico di non aspettarmi per cena.
Tommy, vedendo il mio nuovo cellulare, mi chiede informazioni su di esso.
Rispondo scarsamente alle domande perché riesco solo a pensare ad un ragazzo che mette le mani addosso alla mia migliore amica.