“Matteo prenderà in considerazione l’idea di venire con noi alla Gotha, sabato prossimo.” annunciò Laura, ansiosa di cambiare argomento. Nica le rivolse un’espressione sbigottita e furiosa. “Ma Laura… che cazzo…” “Che cazzo ne so che gli piacerà!? Io dico di sì. Lo vedi che è un po’ tenebroso, no? Ha bisogno di farsi le ossa. I caz–zarri se la fanno addosso se sanno che è entrato nel nostro gruppo.” “Seee! Capirai, a quelli basta poco per rivoltarcisi contro peggio di prima. Ma è sicuro che lui…” A Matteo non piacque che parlassero senza neppure interpellarlo, come se lui non ci fosse. Perché Laura si era messa in testa una scemata del genere? A volte aveva paura di inimicarsela deludendola o contrariandola in qualche modo, perché era l’unica persona che, simbolicamente, gli fosse vici

