Sia io che Micaela ci chiedemmo se ci sarebbe mai stata una seconda occasione per i nostri genitori, anche se ci promettemmo che adesso che ci eravamo trovate avremo mantenuto tra di noi un bel legame.
Mik rimase con noi fino agli esami di fine anno di Rafael, aiutò lui e Isaak al bar andando a sfare nell'appartamento al piano di sopra dove Rafael viveva quando non era ad Oxford.
Quando partì, direzione Firenze dove vivevano i nonni materni e papà aveva una casa di proprietà, ci lasciammo i numeri di telefono.
"Avverti papà che prima di incontrarlo voglio realizzarmi. Quindi prima mi laureerò, poi vi raggiungerò ovunque voi sarete." Le promisi.
Mi ci misi d'impegno! Nello studio e nell'associazione. Mamma come promesso ci fece da terzo socio, con una quota cospicua per giunta. Si era data disponibile anche come testimonial in quanto vittima di abusi da parte di Andrew. A Natale di quello stesso anno, la women's smile aprì ufficialmente la sua attività con un'asta benefica.
Avevo colto l'occasione quando Eleonora mi aveva chiesto di prendere dalla vecchia casa Smith tutto ciò di cui avevo bisogno per l'associazione. Vedendo dei quadri e dei candelabri l'idea dell'asta venne da sé.
Anche mamma offrì dei quadri da casa di cui da tempo voleva sbarazzarsi e i nonni ci mandarono dei cimeli dalla Scozia e dal palazzetto nel Surray.
Fu un gran successo, un evento di Natale a cui parteciparono tutti con piacere. In quell'occasione Thomas si presentò all'evento in compagnia di Eleonora. In un attimo le loro foto iniziarono a comparire ovunque. Erano in pratica stati definiti una tra le coppie più belle e invidiate della Gran Bretagna, al pari di William e Kate, lo stesso lo eravamo diventati io e Rafael dal momento che nessuno a Londra conosceva il nostro legame fraterno. Ovunque andassimo mi facevo accompagnare da lui, i ragazzi con cui uscivo erano così sfuggevoli che nessuno poteva seguirmi agli eventi. Stessa cosa dicasi di Rafael fedele alla sua ragazza in America. Flirtava un po' con tutte, soprattutto al bar, ma non andava mai con nessuna.
Il tempo trascorreva e con esso un nuovo anno. Quell'anno a febbraio Thomas ed Eleonora lasciarono casa di mamma per trasferirsi alla vecchia, non più, casa Smith. Adesso quella era la casa di Thomas Uriel Keller, quindi casa loro. La ristrutturazione era finita e l'abitazione era irriconoscibile. Se all'esterno era sempre in stile classico, dentro tutto cambiava.
Samuel aveva arredato casa in uno stile contemporaneo, con tonalità pastello e mobili in ciliegio. Qualche pezzo di antiquariato dava un tocco di classe qua e là. Anche la cucina era moderna, larga, spaziosa e luminosa.
La casa si apriva con un open space, che dava modo agli ospiti di venire accolti. La camera che precedeva le scale e che portavano al piano superiore, era stata adibita a ufficio, dopo le scale c'erano la sala da pranzo, un bagno e la cucina. Sul lato opposto un altro bagno e tre camere da letto. Così le stanze del piano di sopra, sempre con la stessa struttura non venivano toccate. Era tutto chiuso e le finestre avevano le ante in legno semi aperte giusto per far entrare un po' di luce. Segno che col tempo un'impresa di pulizia avrebbe comunque rinfrescato anche quel piano. Infine c'era la mansarda, mai usata neanche dagli Smith e che Tom aveva deciso di usare come ripostiglio per il momento.
Senza Tom, Eleonora e la bambina che iniziava a sgambettare e chiacchierare per casa, improvvisamente il palazzetto in cui abitavamo a south Kensington sembrò troppo grande per tutti noi. Mamma stava prendendo in considerazione l'idea di spostarsi nella sua casa a Isglinton, così anche Hannah si sarebbe stancata di meno con le pulizie.
Tom però propose di ristrutturare anche il palazzetto ed eventualmente se Samuel diceva che era fattibile tirarne fuori più di un appartamento, così un domani ognuno di noi avrebbe avuto uno spazio per se.
Effettivamente era una bella proposta, ma dal momento che quella restava casa dei nonni, mamma doveva chiedere a loro il permesso. A differenza di Isglinton che aveva avuto per eredità diretta da sua nonna Gwendolyn. Era diventato un bed and breakfast molto raffinato, ma avrebbe sempre potuto usufruire di una stanza sua in quel luogo.
"Comunque è una soluzione anche solo per dare modo a Samuel di ristrutturare le mura di questa casa." Dissero Thomas e Joel.
Effettivamente loro non avevano problemi. In fondo avevano ognuno una casa, chi a Londra e chi a Monaco.
Ovviamente i nonni ci diedero il loro benestare per ristrutturare il palazzetto e poterlo anche dividere per quattro o cinque a seconda del caso.
"Ma io non ne ho diritto." Affermò Samuel sorprendendo tutti noi.
Mamma non parlò, al io ribattei. "Ne hai diritto tanto quanto noi." Gli dissi.
Lui sospirò. "Siamo sinceri, abbiamo un'età in cui le storie che ci raccontavano da piccoli non possono più essere credute." Ci disse.
Al che mamma intervenne. "Sei figlio di Andrew. Al momento non hai proprietà purtroppo, l'unica
è quella dove vive tuo padre. Quindi tu avrai una parte di questo palazzetto come gli altri, perché io lo voglio." Affermò.
"Non posso accettare." Disse lui.
"Samuel ti abbiamo voluto con noi, sapevo che crescendoti mi saresti stato figlio, che avessimo o meno lo stesso sangue. Tu e Joel siete fratelli." Affermò mamma.
"Si certo! Ho visto come mi ha voluto papà." Disse per una volta con tono cinico Sam. Non era da lui usare quel tono.
"Forse non hai capito." Intervenne ancora mamma. "Ti abbiamo voluto noi! Io e Thomas Keller, tua nonna Elisabeth e nonno Oscar." Rivelò lasciandoci sorpresi.
Perché ancora mi sorprendeva sentire delle scelte fatte da mamma e papà insieme?
"Sei seria?" Esclamò Samuel. "E quando lo avreste deciso? Voi due non vi parlate da anni." Affermò Samuel.
"Ti prego Sam non offendere la tua intelligenza." Disse mamma indicandomi. "Non si fanno figli stando in due parti diverse del mondo."
"Oh... oh!" Affermò Samuel.
E io risi. "Quindi è deciso, questa sarà casa tua, quanto mia e di tutti noi altri." Gli dissi.
Ci eravamo trasferiti. Io ero andata a stare da Rafael o Isaak a seconda dei casi, la presenza di Chamly non aiutava il mio rapporto con Dove, la sorella di Raven. A lungo andare però Chamly si era trasferito da Raziel per evitare di litigare con la sua ragazza. Stavamo abbastanza tranquilli io e Rafe avendo entrambi bisogno di studiare in vista della laurea. Samuel era andato a stare invece dal ragazzo, il pasticciere Garrett, socio di Patty e Chamly.
Mamma non era andata a Islington, Tom si era offerto di ospitare lei e Hannah dal momento che per Hannah continuava ad aiutare lui ed Eleonora.
"Qui hai la tua vita e i tuoi amici." Le disse Tom. "Dal momento che Hannah già viene da noi, potresti farlo anche tu." Propose.
Cosi ci eravamo separati. Mi ero impegnata al massimo negli studi insieme a Rafael che da Oxford si era trasferito al Kings per prendere il master. Per l'occasione passai tutta l'estate a studiare, avevo la tesi a settembre e non volevo farmi cogliere impreparata.
Quell'anno con Micaela avevamo organizzato una vacanza post laurea per me e post diploma per lei.
I gemelli invece sarebbero tornati in Inghilterra, Edward avreste studiato avrebbero evitato l'ingresso in società. Elisabeth aveva altri programmi,
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