"Non parlerò di sua madre. Dio! Mi dispiace tanto per lei." Affermai.
Rafe annuì. "Diciamo che lei ne ha risentito meno di tutti. È stato più traumatico per papà che ha dovuto farle da entrambi i genitori." Mi disse indicandola. "È venuta su bene anche da sola. Ha carattere e non si fa mettere i piedi in testa."
"Anche tu sei così." Gli dissi abbracciandolo.
"No, lei è tosta. Abituata ad avere tutto! Poi quando papà ha iniziato a darle delle regole ha dovuto lottare e farsi valere per ottenere ciò che voleva. Vuoi fare danza? Impegnati diventa la migliore e lo farai? Vuoi avere un vestito firmato? Sudatelo, lavora e poi con i tuoi guadagni compralo." Mi spiegò. "Papà è fatto così, vorrebbe che tutti noi non ci adagiassimo sul benessere della nostra famiglia. Vuole che tutti noi troviamo la nostra strada con le nostre sole forze. Micaela è stata cresciuta da lui e ha dovuto imparare presto, Gabriel stessa cosa. Io sono stato più fortunato perché quando mamma è morta, papà mi ha mandato dai nonni a Sidney." Continuò. "Sono un codardo! Ho deciso di studiare a Londra perché mi sono innamorato di un'amica di Miky e so che papà mi avrebbe controllato. Papà mi ama, ama tutti noi. Eppure ho paura che con le mie scelte lo stia deludendo."
Lo ascoltai affascinata. Era la prima volta che Rafael si apriva così tanto e parlava della sua famiglia, dell'altra mia famiglia. Quella che non avevo mai conosciuto.
"Perché dovrebbe? Ti ha lasciato queste posto, significa che ha fiducia in te." Gli dissi invitandolo a sedersi in un angolo appartato.
"Me lo ha lasciato perché ho sperperato duemila dollari in libri. Sai i cinquemila di cui ti ho parlato..." disse scrollando le spalle.
"Si ma una parte di quei soldi li metterai nella fondazione. Non sperperi, investi in ciò che ami fare." Gli dissi.
Probabilmente stavo sbagliando, non dovevo aprire l'associazione. "Dovresti dire a tuo padre che stai aprendo un'associazione benefica."
"Assolutamente no!" Disse subito. "Dopo si insinuerebbe anche lui. In quel caso entrerebbero anche bei soldi. Poi però, non sarebbe qualcosa di nostro." Mi disse risoluto.
"Il motivo per cui non lo dico a Thomas." Affermai.
"Non dovrai dirlo neanche a Micaela. Tra un anno compirà 18 anni e sicuramente papà darà anche a lei i cinquemila. Se sa della fondazione vorrebbe partecipare e non posso permetterlo. Siamo noi due Di."
Ero interdetta! Micaela era sua sorella e la stava escludendo. "Non vuoi fare questa cosa con tua sorella?" Gli chiesi.
"Certo che la voglio." Disse lui. "Ma non con quella sorella. Diamond io e te non siamo cresciuti insieme, questo è un modo per aver qualcosa di nostro, non so se mi capisci."
Ero emozionata alle sue parole. Certo che lo capivo. Impulsivamente lo abbracciai. "Ti capisco. Non vedo l'ora di fare questa cosa insieme e senza dire nulla a Tom."
"Si giusto." Disse lui.
"Ah Joel sta presentando Micaela a mamma..." disse indicandomi un punto del bar.
Mamma sembrava tornata quella di sempre e parlava tranquillamente con la coppia. "Stanno insieme? Chiesi.
"No. Joel non si è ancora accorto di ciò che prova, io stesso non so se sia i meno innamorato di lei. Micky sicuramente ha una cotta. Ma è talmente ingenua che, fortunatamente, ancora non ha metabolizzato." Mi disse. "Poi c'è da contare papà. Joel ammira tanto papà, ho tante foto di quando eravamo piccoli e Joel era sempre in braccio a papà. Credo che ci sia un rapporto filiale tra loro che va al di là del legame di sangue."
Annuii. "Si, a casa percepiamo tanto questo suo legame con papà. Probabilmente è riuscito a dargli più amore di Andrew."
"Vengono da questa parte." Mi disse Rafael con un sorriso. "Abbiamo fatto tavolini da due al fine di non disturbare la clientela dalla lettura. Un assembramento non sarebbe l'ideale." Scherzò Rafael mentre ci raggiungevano.
Micaela andò a mettersi vicino a lui dandogli un bacio sulla guancia. "Lady Cooper dice che posso dormire da loro durante la mia permanenza. Dice che anche tu dormi a casa loro!"
Rafe fece una smorfia, al momento dormiva da noi perché c'era Rae, la sorella di Chamly nel suo appartamento. "Non sempre, però si." Rispose infatti Rafe. "Questo vuol dire che stanotte qualcuno non dormirà da solo." Propose col suo solito savoir faire. Probabilmente non voleva dare fastidio alla mamma per questo lo disse.
"Oh si!" Esultò Micaela sbattendo le mani. "Trovo che sia una splendida idea." Annunciò guardandomi. "Possiamo dormire insieme, ho sempre desiderato dormire con..." concluse trattenendosi.
Oh Dio! Voleva dormire con me e io! Io stavo arrivando solo in quel momento alla conclusione che ancora non avevo legato realmente con mia sorella. Avevo sempre voluto una sorella ed ora era di fronte a me, chiedendomi semplicemente la stessa cosa che io non avevo. "Dormiamo insieme." Dissi eccitata.
Passammo la notte insieme a chiacchierare. Non dormimmo, lei mi raccontò della sua vita a Boston, di come spesso si sentiva soffocare poiché era molto amata anche se viveva in una bolla di sapone. Circondata dal papà, dal nonno e dai fratelli che volevano saperla al sicuro. L'unica presenza femminile fino ad allora era stata con gli amici, Alaska Thompson era la sua migliore amica, poi c'era il gruppo di amiche di cui faceva parte la ragazza di Rafael.
Miky mi raccontò che a casa sua c'era un aria leggera e tranquilla, proprio come da noi. Ma si sentiva forte la presenza della mamma di Ali, come chiamava Alaska lei, di sua sorella Heidi moglie di Gabriel e delle due sorelle che papà aveva in tutela.
"C'è equità! Un papà e una mamma, tre fratelli e tre sorelle. Papà ha Denise, ma ci ha rivelato che è solo una compagnia, nulla di serio." Mi confidò.
Al che le dissi che anche io mi sentivo come lei. Samuel più si avvicinava all'idea di sorella, ma solo per via delle confidenze che potevo fargli. Tutto il resto era uguale, protettivo con me e con la mamma, sempre in allerta. Inoltre, le dissi che anche per mamma Mark era una compagnia. Il suo compagno più importante dopo papà era stato Stefan, dal quale aveva avuto tre gemelli e che era morto precocemente. Entrambi, Stephan e Mark erano sicuramente più piacevoli rispetto al marito.