Boston - Summer 2014
Mia sorella Adelaide era scomparsa all'improvviso. In realtà non mi sarei aspettato che col suo caratterino si lasciasse manipolare facilmente da papà. In realtà non mi aspettavano neanche che papà fosse a favore dei matrimoni combinati. Non quando lui aveva conosciuto mamma in Brasile e per lei aveva rinnegato tutto, il successo, i soldi e la fama. Tutto per amore! Un amore di quelli veri che raramente si vedevano, i miei genitori erano infatti insieme da ventiquattro anni e in tutta la mia giovane vita non li avevo mai visti vacillare come coppia. Cosa era preso a papà per appoggiare quel matrimonio? Con un Hoffman poi?
Lo sapevano tutti che Roland tradiva la moglie apertamente, i figli avevano un esempio non proprio ineccepibile da seguire. Infatti sia Ronald che Philip erano maledettamente viziati e senza spina dorsale. La loro sorella di mezzo, Jane invece sembrava il fantasma di sé stessa.
proprio come la mia età.
Però Adela non sarebbe dovuta scappare, avrebbe dovuto chiedere a noi fratelli il suo sostegno, non includevo Brooklyn, lei sembrava approvare la buona educazione e le regole imposte dalla società bostoniana. Per cui i nostri genitori avevano fatto bene a organizzare quella sorta di incontro per far conoscere meglio Ronald e Adelaide.
Sinceramente io non stavo seguendo molto quella situazione. Ero preso dalla società di recupero aziende che avevo aperto con Gabriel a inizio università e dovevo organizzarmi per gestirla da solo ora che Gabe partiva per Monaco. Un anno di stage voluto dal padre e dal nonno nella sede tedesca. Gabe ne avrebbe approfittato per ampliare i nostri affari li in Europa. Io invece sarei stato a Boston, nella mia zona sicura, a gestire la G&L e a prendere il mio posto e addando a papà nell'amministrazione delegata della Thompson & sons.
Papà aspettava da tanto che mi laureassi, da quando il nonno era venuto a mancare infatti era da solo a gestire la Thompson, con lo zio Cedric, suo cugino, che quando era libero dal suo lavoro riusciva ad aiutarlo un po'.
Eravamo molto legati noi Thompson, ma Cedric non era mai stato molto attratto dal lavoro nel settore mercantile e navale. Neanche io lo ero, però cercavo di sfruttare ciò che sapevo fare in favore della società di famiglia. Quando avevo scelto di studiare economia e finanza infatti, papà non aveva rifiutato per farmi fare il MIT, come lui. Mi aveva però chiesto di non dimenticarmi della Thompson. Gli avevo assicurato che non lo avrei abbandonato! Con i corsi universitari infatti mi ero dato anche alla gavetta in azienda, cominciando dai piani bassi a capire come funzionava la Thompson. Non eravamo solo una società di costruzioni navali, sicuramente se papà mi aveva chiesto di aiutarlo c'era dell'altro. Infatti in quei quattro anni avevo scoperto non solo che c'erano degli uffici dietro la gestione dei cantieri, ma anche che si lavorava sodo lo stesso dietro una scrivania.
L'amministrazione era ben seguita, scoprii iniziando a lavorare alla Thompson che era mamma a seguire l'ufficio amministrativo. Scoprii così che era laureata in matematica all'Università del Brasile. Purtroppo non c'era sempre, poiché come ben sapevamo doveva seguire anche casa e i miei fratelli.
Mamma mi insegnò tutto ciò che c'era dietro il funzionamento della Thompson.
Papà pensava a trovare i clienti e gestire i cantieri e preparare dei progetti che potessero andar bene a chi ne faceva richiesta. Ma senza amministrazione tuffo andava a farsi benedire. L'ufficio amministrativo contata infatti più di un dipendente, c'era chi si occupava degli ordini e dei preventivi, chi si occupava della gestione interna del personale, chi seguiva il sindacato dei dipendenti, mamma supervisionava i loro lavori. Era il contado tra i fornitori e i clienti ai quali presentava i preventivi. Era la persona che lavorava a stretto contatto con papà che una volta presentato il disegno del progetto le diceva cosa serviva come materiali, manodopera e tempistiche.
I due uffici funzionavano in simbiosi l'uno con l'altro, se non funzionava uno l'altro cadeva e automaticamente la società andava a rotoli.
Ma non finiva lì l'ufficio amministrativo. Mamma, che seguiva i clienti burocraticamente, era anche il tramite tra i legali aziendali, papà e i clienti nel momento stesso in cui si dovevano decidere i contratti.
"I due legali sono esterni e vengono da uno studio con cui collaborava il tuo bisnonno Calvin all'inizio." Mi informò mamma.
Aveva ragione quando diceva che non si poteva lasciare nulla al caso. "Quanto stavate aspettando che crescessimo?" Chiesi all'epoca a mamma.
"Tanto! Ma l'idea di lavorare con te mi esalta ancora di più che lasciarti il timone." Mi disse.
Imparare da lei che di finanza ne sapeva poco era stato per me un grande onore. Scoprire che ci fosse realmente bisogno di me alla Thompson e che non ero solo un tramite per far continuare ad esistere l'impero della Thomson era stata una gioia.
Quando due anni dopo Chester si iscrisse a ingegneria meccanica al MIT iniziò il mio stesso percorso e compresi che nel bene e nel male io e mio fratello saremmo stati sempre insieme. Io e tutta la mia famiglia in realtà. Brooklyn mia sorella appena diplomata infatti entrò a far parte del nostro staff amministrativo, era una persona molto organizzata anche se mamma puntava su di lei piuttosto per le sue conoscenze linguistiche. "La useremo come interprete e gestione con i rapporti esteri. Sarà lei a seguire la clientela europea e orientale, daremo a lei la gestione con i contatti italiani." Mi rivelò mamma.
Ero sicuro quindi che anche Adelaide avrebbe avuto un ruolo in quel contesto.
Ma purtroppo Adelaide era scomparsa nel nulla.
Perché Adelaide era così sconsiderata ed impulsiva? Perché non pensava alle azioni che compiva prima di farle? Io concordavo solo su una cosa, Ronald Hoffman per quanto fosse un papabile socio finanziario, non era il tipo adatto a mia sorella, anche se forse ero di parte. Gabriel amava mia sorella da una vita ed ero sicuro che fosse l'unico a poterla gestire.
Ma da qui a darsi per dispersa ce ne passava, udii le ruote di un auto sull'asfalto, dovevano essere arrivati gli Hoffman segno che era tardi.
Osservai l'orario sul mio iPhone 2G e ne ebbi conferma. Le diciannove e trenta, a breve avremmo cenato, erano arrivati i nostri ospiti e speravo vivamente che Adelaide fosse rientrata.
Con un paio di falcate salii le scale del soppalco che portavano alla residenza di famiglia ed entrai in casa. Alaska aveva lasciato la porta aperta, ai nostri ospiti. Pensai che lei fosse una ragazzina responsabile, sempre al posto giusto ad assecondare tutti. Proprio come me!