9 - Diamond

1031 Words
Partii in contemporanea alla mamma e una volta a Edimburgo conobbi il miglior amico di Rafael. Chamly e la sua famiglia, i McAllister. Mi piacquero tutti subito nonostante non mi aspettassi che da quel momento il mio destino sarebbe stato legato a quel ragazzo. Lui e Rafael stavano sempre insieme, vivevano in simbiosi. O almeno questo era ciò che sembrava a me. Ero quasi gelosa di quel loro rapporto. Rafael era mio fratello, ma si completava con Chamly. Fortunatamente fu proprio quest'ultimo a rassicurarmi. L'amore era talmente immenso che c'era posto per tutti, soprattutto quando si trattava di Rafael. "Fin quando non sono storie d'amore. Il suo cuore è già impegnato sotto questo punto di vista." Mi rivelò lasciandomi sorpresa. "Ha la ragazza?" Gli chiesi. "Non ancora! Data la distanza ci stanno andando piano. Ma lui ci tiene veramente, la tua amica potrebbe solo essere una conoscenza. Non aspettarti che ci provi con lei." "Era una storia a senso unico in partenza." Dissi. "Sai cosa c'è di più bello delle storie d'amore?" Mi chiese lui. Lo fissai cercando di scrutarlo oltre la frangia. "Cosa?" Gli chiesi. Lui mi sorrise. Dio se era bello quando sorrideva. Potevo non vederlo negli occhi, ma nonostante la barba la bellezza traspariva. "L'amicizia Di! Mi piacerebbe essere vostro amico come con tuo fratello." Mi disse rendendomi la mano. Gli sorrisi stringendogliela. "Mi piacerebbe molto essere tua amica." Gli dissi. Si instaurò così una sorta di gruppetto. Non riuscii all'università, però grazie a Raven e Rafael con Chamly eravamo amici. Le uniche persone che conoscevo ai corsi erano i ragazzi, dopo una breve relazione sessuale però li lasciavo non trovandoli interessanti. Non mi interessava proprio conoscerli. A luglio nacque la mia prima nipotina, Kristal Elisabeth riempiendo tutti noi di gioia. Rafael non c'era, aveva raggiunto la sua famiglia in Australia e Chamly anche era tornato in Scozia ad aiutare i suoi col pub. Purtroppo dopo il parto Vanessa si scoprì soffriva di depressione post parto. Tom si dedicava completamente a lei e alla bambja. Tanto che ad agosto quando Raziel tornò dal suo stage, lo rapii trascinandolo in piscina tutti i giorni. "Vorrei fare un po' di vacanza." Gli dissi anche se trovavo ridicolo che ogni mattina doveva informare Molly dei suoi movimenti. Assurdo! Successivamente il nostro mondo tranquillo, fu scosso dal suicidio di Vanessa. D'accordo con mamma e Thomas presi la piccola Kristal e andai nelle highland dai nonni. Non potevo permettere che la bambina vivesse in quel caos e avvertisse la tensione che si respirava. Restai lì con lei per quasi due mesi, studiando dai libri ciò che non potevo seguire durante i corsi. A gennaio avrei comunque tentato di fare i miei primi esami. A metà dicembre venimmo raggiunti dalla nostra famiglia, Kristal appena vide suo padre gli saltò in braccio senza mai lasciarlo. Scoprii che sarebbero partiti, andando in America da papà. Rimasi delusa, anche se non lo diedi a vedere. "Mi dispiace non aver potuto conoscere Gabriel." Dissi sinceramente. "Ti prego non dite a papà di me. Voglio avere successo come voi prima che lui lo sappia." Conclusi rivolta ai miei fratelli. Mi sentivo leggermente demoralizzata. Io chiusa lì, mentre i miei fratelli, Rafael compreso, sarebbero stati a Boston con papà. I gemelli invece per il secondo anno consecutivo sarebbero stati ospiti dei loro amici ad Aspen. Quel Natale fu decisamente diverso dal solito., mamma andò dei nonni in Scozia, poiché aveva l in programma un viaggio a Edimburgo con Raziel dove io non ero inclusa. Sapevo che anche Chamly non c'era per cui non provai neanche ad aggregarmi e andare al pub dei nonni ad Edimburgo. Quindi decisi di restare a Londra per studiare in vista degli esami. Quel Natale lo trascorsi con Raven, Dove e la loro famiglia. Quando mamma tornò, e anche i gemelli passarono a salutarci, mi informò dei fatti dell'ultimo periodo a Londra, quando ero andata a Munz con la piccola Krystal. Mi disse che probabilmente non avrei visto i Sinclair per un po' di tempo rivelandomi tutta la verità sulla nascita di Raziel e sulla sua crescita. Ma ciò che più mi ferì fu che... "Molly mi ha veramente usata in modo così meschino?" Chiesi disgustata. "Come può essere stata così cattiva nei confronti di Raziel. È un ragazzo così buono che sicuramente quella poverina si si è innamorata." Affermai. "Che modo brutto di separare due persone." Sfortunatamente da allora non avevo più visto Raziel. Mi aveva mandato gli auguri di Natale, ma non lo avevo sentito. Speravo non ce l'avesse con me. "Molly aveva una cotta per tuo padre già quando lo conoscemmo. Però poi ci eravamo messi insieme io e lui, quindi non pensavo che ce l'avesse con me per lui." Disse mamma. "Mamma tu gli hai portato via tutto." Affermai. "Sicuramente quando ha scoperto che papà ha lasciato la custodia di Raziel a te, ha continuato a fermentare l'astio nei tuoi confronti." Supposi. Lei annuì. "Oh è stata molto chiara in merito durante il confronto. Ciò che mi ha fatto stare male è il modo in cui ha trattato Sean. Credo che anche lui non vedesse l'ora che Raziel venisse a conoscenza della sua storia." Annuii. "Quindi Chamael è ancora vivo e ancora lo cercate." Mi chiesi che tipo di donna potesse essere la sua mamma naturale. Perché aveva abbandonato Raziel e perché aveva tenuto Chamael per poi abbandonarlo in un collegio. "Chamael era così coccolone. Anche se discutevamo sempre." Dissi malinconica. "Tu hai sempre voluto avere ragione. Non ti piaceva quando di dimostrava che sbagliavi." Disse mamma. "Anche a Raven non piaceva." Affermai offesa. "Perché le portava via Dove. Raven è convinta che Dove voglia fare la sua stessa vita da super modella e volto pubblico. Ma Dove si sente costretta in questo mondo, lei lo trova un momento di passaggio." Sospirai. "Vero. Comunque non vedo l'ora che tornino anche Tom e Joel." Dissi. "Spero rientrino presto altrimenti non riusciranno a salutare i gemelli." Disse la mamma. Tornarono! Tornarono tutti e partirono anche. Le gemelle stavano crescendo, speravo in un futuro di avere modo di stare di più con loro. Erano le mie sorelle ed ero riuscita a godermele solo al collegio.
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