8 . Diamond

1542 Words
A Natale la prima persona che bussò alla porta di casa fu Isaak, Raziel Isaak, adesso sapendolo, quando me lo trovai di fronte spiccò la stessa carnagione e la mascella squadrata di Thomas, gli occhi come i miei e un sorrisone a trentadue denti, compresi che era veramente mio fratello. "Ciao! Come mai già qui? E questi?" Chiesi indicando i pacchi. "Auguri anche a te Diamond." Disse entrando. "Mi sono offerto di cucinare il pranzo di Natale per tutti." Come sempre, ma quella spesa? "Wow! Un pranzo cucinato dal neo chef Raziel Isaak Keller." Esultai. "Devo darti una mano." "Per l'amore del cielo. Mi basta she mi aiuti a portare la spesa." Rispose divertito. "Ciao Samuel, buon Natale anche a te." "Buon Natale Isaak." Rispose mio fratello venendo ad aiutare il nostro ospite con i pacchi. Io chiusi la porta e tornai a sistemare i regali sotto gli alberi. C'erano quelli della mamma, quelli degli zii della t-KCG e quelli dei miei fratelli. In più, come sempre tutti gli anni, c'era un pacco gigante indirizzato a Joel, al suo interno c'erano tanti regalini che poi mio fratello divideva per tutti noi. Dopo circa mezz'ora bussarono di nuovo alla porta, con sorpresa scoprii che era Vanessa Smith. La salutai augurandole buon Natale. "Mi dispiace non ho nulla. Tom ha detto che bastava la presenza..." Disse entrando. Le feci spazio. "Basta che non ci siano frecciatine alla citronella e siamo a posto." Scherzai. Thomas mi aveva detto che i genitori di Vanessa litigavano continuamente dai fatti del ventidue dicembre. Provai un po' di pena verso la ragazza. Vero si era fatta mettere incinta di proposito. Ma era stata manipolata dai suoi familiari. Lo stesso Thomas ci raggiunse dopo un po', le augurò buon Natale dandole un pacco da mettere sotto l'albero. "Non si può non aprire un pacco più tardi." Le disse. "Vieni ti presento gli altri." Intanto mamma e Joel mi raggiunsero per sistemare la tavola. Isaak iniziò a portare vassoi in tavola accompagnato da Vanessa che indossava un grembiule. Mentre Thomas, come sempre, era in video chiamata con qualcuno. L'ennesimo trillo annunciò l'arrivo di un nuovo ospite, Joel andò ad aprire. Quando il ragazzo dai tratti orientali e la pelle d'ambra entrò in casa si illuminò la stanza. E noi donne, compreso Samuel, restammo affascinate. Occhi a mandorla grigi scuri, capelli lisci, neri portati a caschetto sotto l'orecchio. Naso orientale, mascella leggermente squadrata e zigomi alti, fisico snello e asciutto, non muscoloso ma stava benissimo. Si tolse il cappotto nero e ci raggiunse dandoci un buon Natale generale e ringraziando la mamma dell'invito. "Lady Cooper grazie mille per il suo invito. Dio! Lei è bellissima, questo si che è un regalo di Natale coi fiocchi." Concluse coi saluti. "Ah io sono Rafael Keller e... TOMMY!" Urlò Appena vide mio fratello che sempre al telefono non diede peso al suo arrivo. Rafael però corse da lui e lo abbracciò. Thomas col suo solito distacco lo ignorò, quasi come lo incontrasse tutti i giorni. "E abbiamo qui anche Rafael." Disse alzando la voce allo schermo del telefono. "Ciao fratellone." Urlò con una smorfia Rafael. "Chi te lo ha detto?" Chiese Thomas voltando il telefono e mostrando il bel viso di un ragazzo moro. -Ciao Rafael, buon Natale.- salutò l’interlocutore mentre Rafael prendeva il suo telefono e componeva un numero. "Questa è un'occasione da non perdere fratellone, ci siamo tutti." Disse con uno sguardo birichino ora a Tom, ora al monitor del suo cellulare. "Sto chiamando Miki, una videochiamata tutti insieme." Annunciò indicando la sala. "C'è anche la bambina di Thomas." Affermò. -La compagna intendi. - Disse Gabriel mentre Thomas alzava il telefono per fare una panoramica della stanza. -Auguri a tutti anche chi non conosco.- "No fratellone." Disse Rafael. "Mi riferisco alla bambina che ha in grembo. Un po' come te che aspetti un..." -Ehi zitto.- ordinò Gabriel frenando l'eccentrico Rafael. -Rafe ti rendi conto che sono le sei di mattina. Che ti chiami?- Si lagnò una vocina. "Buon Natale sorellina!" Esultò Rafael eccitato. "Guarda con chi sono." Disse appoggiandosi sulla spalla di Thomas che mostrava ancora il cellulare. -Gabe... oh tu sei Thomas... ma che fortunati voi li. - disse la ragazzina all'altro capo. "Brava sorellona, sono da Tom e Joel." Le disse Rafael. -Posso fare gli auguri? Fammi vedere chi c'è!- Gli ordinò la giovane. Anche Rafael fece una panoramica. Vidi una ragazzina con i capelli neri in disordine e lo sguardo scuro vivace, augurava a tutti una giornata felice e quando la camera si fermò su di noi esultò. "Ci sono anche tre bellissime donne. Io invece sono in compagnia di papà e nonno. Che sfiga!" -Mikiii.- la rimproverò Gabriel dal telefono. "Papà c'è Micky?" Chiese Rafael. "Così gli facciamo gli auguri." -Qui sono le sei di mattina Rafe, papà è a fare la sua corsa mattutina. - Affermò. - Non puoi essere il cinquantenne più figo di Boston se non alleni il fisico.- Concluse allusiva facendomi ridere. "Per essere fighi si deve aggiustare l'anima." Affermò Rafe serio. -Torna a casa e aiutami a farlo. Oggi con nonno, papà e Denise andiamo a pranzo dalla zia Terry e Joan sta sempre sulle sue. Sai che due scatole giganti farò!- -Mikiiii- -Gabe zitto! Io dovevo essere lì a farti da damigella.- Rispose la giovane. Certo che essere il fratello maggiore di due ragazzi così invadenti doveva avere il suo bel da fare. "Auguri per il tuo matrimonio Gabriel." Urlai per farmi sentire. -Grazie Diamond, visto che ci sei insegna un po' di educazione londinese a mia sorella. - -Gna gna gna...- Fece il verso Micaela. "Che nome bellissimo Diamond...- Disse sospirando. Sorrisi, quella ragazzina era mia sorella. "Anche il tuo è bellissimo." Le dissi avvicinandomi a Rafael iniziando a chiacchierare con lei, era tutto un vociare tra noi e gli altri dall'altra parte. Qualche volta si inserivano nella conversazione anche Isaak e Samuel. Mamma quando Gabriel la includeva nel discorso. Facendo gli auguri a tutti li salutammo quando bussarono alla porta, erano Molly ed Ebony. Era tempo per tutti di partecipare al pranzo di Natale o prepararsi nel caso si Micaela. Durante il pranzo ci divertimmo tutti, Rafael sedeva con Joel indicando Vanessa che scodinzolava dietro Isaak. Thomas quando lo sentiva gli dava dei lievi colpetti alla testa e lui rideva. "Smettila Rafael." Disse Joel. "Ricorda non c'è due senza tre." "Si ma questa volta deve averlo capito che è nostro fratello." Sussurrò Rafael. Ad un certo punto mi ero chiesta come facesse Rafe a sapere certe cose. Poi compresi che come Joel aveva una certa empatia per cui percepiva la verità. Quando fu il momento di aprire i regali mamma ne fece trovare anche per Rafael e anche nel pacco gigante di Joel c'era un regalo per lui. "Il vecchio non si smentisce mai." Disse Rafael aprendo un libro prima edizione assoluta di Alexander Dumas. Lo odorò e se lo strinse in un abbraccio. "Adoro." Disse. Thomas dalla scatola ebbe un portachiavi d'argento con un ciuccio, un augurio per il bambino sicuro. A Samuel arrivò un modellino della torre di Pisa, amando lui l'architettura il regalo ci stava a pennello. A me anche arrivò un libro, La Verità Sul Caso Harry Quebert. Non potevo crederci, un libro su un caso giudiziario. Infine Joel ebbe una cartolina, la solita di sempre che apriva, leggeva e posava con gelosia insieme alle altre. "A te il vecchio non fa regali Isaak?" Chiese innocentemente Rafael. "Chi sarebbe il vecchio?" Chiese lui scettico. "Nessuno. Non lo consoci." Intervenne svelto Joel sulla difensiva. E allora dopo tanti anni compresi forse per la prima volta . Quei regali venivano da mio padre. Incrociai lo sguardo con mamma che stava stringendo tra le mani la seta della sciarpa regalatale. Era stato il primo regalo che Joel, come ogni anno, aveva consegnato. Papà ogni anno aveva un pensiero per tutti noi. Erano indirizzati a Joel. Ma non era suo complice poiché anche mio fratello riceveva un regalo ogni anno. "Mamma?" Le chiesi sparecchiando. "Come arrivano qui 'i regali'? Sappiamo che babbo Natale non esiste." "Credo che tuo padre dica a Hanna di comprarli per lui." Mi rispose lei secca, quindi aveva sempre saputo. "E Isaak perché..." "Isaak non lo accetta come padre. Anche se è riuscito a frequentare l'accademia di cucina grazie a lui. Molly voleva che studiasse qualcosa di più concreto." "Bisogna capirlo."'Le dissi. "A differenza di tutti noi, Isaak è amato dai genitori." Affermai. Lo sguardo di mamma però era cupo. Probabilmente ignoravo molto del passato dei miei fratelli. Perché Raziel stava con Molly e Sean, anzi, la domanda era: come poteva mamma essere così gentile con l'amante di papà. Perché Molly era la madre di Isaak! Non glielo chiesi! Lei in compenso mi ricordò che sarebbe andata nel Kelderdorp anche se non c'erano le gemelle. Probabilmente voleva chiudere quel capitolo della sua vita. "Rafael mi ha proposto di andare in Scozia con lui e penso che accetterò." Gli dissi. "Porto anche Raven con noi." "Vuoi fare cupido?" Mi chiese mamma. "Non penso." Ammisi. "Se le fosse piaciuta non sarebbe stato a chiacchierare con te per tutto il pranzo." "Non sempre una ragazza bellissima ottiene le attenzioni dei ragazzi." Confermò mamma. "Vedremo dopo questa settimana in Scozia." Dissi.
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