Capitolo 29Aveva atteso con trepidazione che ‘lo zoppo” le consegnasse le risposte alle lettere inviate. Le aveva aperte con mani tremanti, trattenendo il respiro. Afferrò quella inviatale dal cugino e nonostante fosse certa di ciò che vi era scritto non riuscì a calmare il battito veloce del cuore. Eugenio si era mostrato, sin dall’inizio, enormemente entusiasta del piano d’evasione, considerandolo una secchiata di colore sulle loro esistenze sbiadite. Ne avevano discusso a lungo, galvanizzati all’idea d’infrangere le regole solo a parole. All’inizio era stato semplicemente un gioco, una scappatoia mentale, un progettare, architettare, sognare qualcosa che alla fine non avrebbero mai realizzato. Ma col trascorrere del tempo si erano scoperti dipendenti da quei pensieri, da quella leggerez

