11 Vince La guardo muoversi nella doccia, le mani che scorrono sulla sua pelle mentre si insapona il corpo. Vorrei entrare con lei e scoparla contro la parete, ma è troppo dolorante. Mi sento un coglione per essere stato tanto rude. Ogni volta che mi guarda sorride in modo dolce, perciò non può farle poi così male. «Sei sicura di non voler andare fuori a pranzo?». Alzo la voce abbastanza perché riesca a sentirmi oltre il rumore dell’acqua. Non ha mangiato niente per colazione; dovrei almeno portarla a pranzo. Sospira pesantemente. «Mia mamma vuole che vada a casa. Pensa che sia arrabbiata con lei». «E non lo sei?». Dovrebbe esserlo. «Sì, ma non voglio che si senta in colpa». Mi strofino la mascella, decidendo quanto voglio essere coinvolto in tutto questo. Fanculo. È troppo dolce per

