12 Elle «Ho detto che mi dispiace, Elle». Sento la voce di mia madre, ma la ignoro mentre controllo di nuovo i conti. Non posso crederci, cazzo. «Non posso permettermelo!», urlo interrompendo quello che stava per dire. Sono seduta alla mia scrivania e alla fine mi giro per guardarla. È pallida e magra. Non si è presa cura di se stessa. Non di recente né mai, ed è evidente. Ha i capelli biondi raccolti in una stretta coda di cavallo che rende la sua pelle ancora più raggrinzita e il viso più scavato. Stento a riconoscerla. «Certo che puoi. Non mi avrebbero concesso di prenderli in prestito se non potessi permettertelo». «No! Non posso!». Non riesco a evitare di ribollire di rabbia. Dovrò lasciare la scuola. Non c’è modo che possa permettermi di vivere con lo stipendio da specializzand

