Baciami cazzo, sono qui che ti imploro con gli occhi.
Siamo ancora stretti uno all'altro, sono in completa adorazione, in attesa di una sua mossa, baciami, sto aspettando solo che unisci le nostre labbra.
È teso, è la prima volta che lo vedo in difficoltà, ha il respiro irregolare.
Lo sento che lo vuoi perché non mi baci, abbassa lo sguardo e scuote la testa a dare una risposta alla mia tacita richiesta.
" Carlo dovresti starmi alla larga. Non sono l'uomo per te" cosa? mi ha appena rifiutato? dovrei deciderlo io se è adatto a me.
E poi perché proprio ora ha deciso di passare a darmi del tu, lo guardo di traverso, completamente spiazzato dal suo rifiuto.
" Respira Carlo. Vuoi rientrare in hotel e sederti un po'" chiede preoccupato, scuoto la testa.
Voglio solo andare via.
Sono imbarazzato dal suo rifiuto, come siamo arrivati a questo punto.
Ero convinto di piacergli.
Mi allontano da lui " Grazie"
" Per cosa?"
" Per il pranzo e per le foto" salgo in auto e lo lascio lì al centro del parcheggio che mi guarda andare via.
Appena svolto l'angolo, le lacrime cominciano a scendere.
Sentirsi rifiutati è la sensazione più brutta in assoluto, non lo vedrò più.
Come ho potuto pensare che un uomo come lui potesse interessarsi ad una persona insignificante come me.
Asciugo le lacrime prima di entrare in casa, Piero è al tavolo della cucina assorto nei sui disegni.
Attira la sua attenzione il suono del mio cellulare che decido di ignorare.
Non voglio parlare con nessuno, voglio solo dimenticare questa giornata, dimenticare quel rifiuto, dimenticare Mister50sfumaturedisesso, ma non ho fatto i conti con la curiosità di Piero.
" Allora come è andato il pranzo?"
" Bene" alza lo sguarda perché la mia voce dice altro rispetto alle parole.
" Oddio Carlo ma tu hai pianto" mi abbraccia e poi mi guarda negli occhi.
" Dimmi che quell'uomo non ti ha fatto niente"
" Tranquillo Pie, non mi ha fatto niente" ed è quello il problema vorrei aggiungere, avrei voluto mi facesse qualcosa e invece mi ha rifiutato e invece non lo faccio, me lo tengo per me.
Per la prima volta da quando conosco Piero non riesco ad essere completamente sincero con lui, a mostrare la mia debolezza.
" Allora perché hai pianto? Non lo fai mai" non so cosa rispondergli e dico la prima cosa che mi sovviene.
" È che ho avuto un piccolo incidente"
" Oh Cristo Ca stai bene?" chiede apprensivo, mi tocca per controllare che sia tutto in ordine e non ci sia nulla di rotto.
" Sto bene. Mirko ha evitato che mi facessi male" sembra quasi una presa in giro, mi ha salvato da una rovinosa caduta ma non mi ha salvato dal male che poteva farmi lui stesso.
" A proposito di Mirko vuoi vedere le foto?" no non vorrei affatto rivedere il suo viso, dovrei solo dimenticare i suoi occhi profondi, le sue labbra carnose, le fossette che si formano ai lati della bocca, le rughe intorno agli occhi quando sorride.
" Certo" lo dico con davvero poco entusiasmo, ma Piero ne ha per entrambi e sembra non notare il mio disagio.
A guardare quelle foto mi rendo finalmente conto del motivo del suo rifiuto, non sono alla sua altezza, lui è troppo per me.
Nei giorni successivi mi dedico allo studio, l'articolo è andato in stampa ed è stato molto apprezzato, domani discuterò la tesi e finalmente potrò mettere la parola fine al mio percorso di studi.
Ancora una notte agitata, ancora Mirko Sebastiano che alberga nei miei sogni, ancora le sue mani che mi accarezzano, ancora le nostre bocche vicine, ancora il suo rifiuto ed io che mi sveglio affannato e sudato come da circa una settimana a questa parte.
Mi preparo al meglio per presentarmi davanti alla commissione d'esame, Piero è come sempre al mio fianco, mi accompagna in università e aspetta la fine della mia discussione, in attesa di sapere come è andata.
" Allora?"
" 110 dieci Pie e mi hanno dato anche la lode. La lode capisci? "
" Sei un fottuto genio amico mio. Stasera dobbiamo festeggiare. Andiamo ad ubriacarci" gli sorrido, Piero c’è sempre.
Sa di cosa ho bisogno e sta al mio fianco sostenendomi ed appoggiando le mie scelte.
Torniamo a casa e davanti alla porta troviamo un corriere " Il Signor Carlo Silvestri?" chiede guardando prima uno e poi l'altro.
" Sono io"
" Questo è per lei. Può mettermi una firma qui?" firmo la ricevuta, sarà un regalo di laurea dei miei genitori o di mio fratello.
Prendo il pacco ed entriamo in casa " Chi te lo manda" chiede curioso Piero.
Guardo la scatola ma non c'è nessun mittente.
" Non so. Forse la mia famiglia"
Apro la scatola e c'è un biglietto.
Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si consumano al primo bacio. Il più squisito miele diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, e basta assaggiarlo per levarsene la voglia. Perciò ama moderatamente: l'amore che dura fa così.
William Shakespeare.
Avvolto nella carta c’è una copia originale di Romeo e Giulietta risalente al 1597.
Piero si sporge per vedere cosa contiene la scatola, mentre le mie dita accarezzano la copertina di questo meraviglioso e altrettanto costoso pezzo della letteratura inglese.
" È un'opera prima" dico ancora incredulo.
" Mirko Sebastiano?"
" Credo di si. Non conosco nessun altro che potrebbe permetterselo" perché farmi un regalo del genere se poi non vuole avere nulla a che fare con me.
" Cosa vuol dire il biglietto?" alzo le spalle.
" Non ne ho idea" Piero è ad armeggiare con il computer.
" Cristo santo Ca sai quanto vale quel libro?"
" Non mi interessa tanto ho intenzione di restituirlo" lo ripongo nella scatola, proteggendo per bene la copertina e lo lascio sul tavolo.
Non ho più voglia di pensare a Mirko, quindi io e Piero ci prepariamo per la serata.
Indosso un jeans attillato ed una delle mie camice stravaganti, stasera voglio solo divertirmi e non pensare a niente.
Io e Piero ci sediamo al primo tavolo libero, ci raggiunge anche Gianluca.
Il locale è molto affollato, Gianluca ci offre la prima caraffa di Margarita e brindiamo alla mia laurea.
" Piero ti ha parlato della mia mostra Carlo?" scuoto la testa.
" Mi hanno proposto di esporre alcune mie foto verrai?"
" Certo che verrò Gianluca. Allora dobbiamo brindare anche alla tua mostra" alziamo i bicchieri e li facciamo tintinnare tra loro.
Gianluca mi riempie ancora il bicchiere.
" Stai tentando di farmi ubriacare? Perché ci stai riuscendo" scuote la testa divertito.
E dopo 5 bicchieri di Margarita e due di champagne mi rendo conto che mischiarli non è stata una grande idea.
I miei amici hanno una resistenza all'alcool che mi lascia ogni volta a bocca aperta, bevono il doppio di me e sono ancora lucidi, forse Gianluca un po' meno.
Mi alzo dalla sedia e devo aggrapparmi allo schienale per non cadere.
" Ca sei completamente andato" mormora divertito il mio migliore amico.
" Lo so Pie" e scoppiamo a ridere.
" Ho bisogno del bagno" mi avvio e mi rendo conto che non è stata una grande idea, c'è la fila ma almeno l'aria è fresca.
Recupero il cellulare dalla tasca e ammazzo un po' il tempo in attesa del mio turno, guardo le ultime chiamate e c'è un numero senza nome.
Faccio mente locale per cercare di ricordare a chi appartenga, ah già a mister maniaco del controllo.
Non nel pieno della mia lucidità decido di avviare la telefonata, non so nemmeno che ore sono, forse potrei svegliarlo, ma me ne frego, magari gli chiedo perché mi ha mandato quel libro.
" Carlo" sembra sorpreso
" Perché mi hai regalato quel libro?"
" Sai che ore sono, stai bene sembri strano?" sbuffo.
" Mirko, il libro perché" farfuglio strascicando le parole.
" Carlo hai bevuto?" sembra preoccupato.
" A te cosa importa"
" Ca dimmi dove sei"
" In un locale" non ricordo il nome, Piero conosce questo posto, per me è la prima volta.”
" Che locale Carlo? Come si chiama?"
" Non me lo ricordo"
" Come torni a casa?"
" In qualche modo farò"
" Che vuol dire in qualche modo farò. Carlo dimmi dove cazzo sei" oddio mister maniaco del controllo ha detto una parolaccia.
" Te l'ho detto in un locale"
" Ca cazzo dimmi il nome, ti vengo a prendere"
" Non puoi è fuori città. Ti saluto Mirko buonanotte" e richiudo la telefonata senza dargli modo di dire altro.
Mi sono stancato di sentirlo voler controllare ogni cosa.
Trascino i piedi per andare al bagno, finalmente è il mio turno, avevo deciso di ubriacarmi e l'ho fatto ma non credo ripeterò l'esperienza mi sento uno schifo.
Mentre libero la vescica il mio telefono squilla è Mirko " Sto venendo a prenderti " e riattacca.
Come sta venendo a prendermi? Non sa nemmeno dove sono.
Torno da Piero barcollando, Gianluca è intento in una conversazione sul calcio.
" Pie ho bisogno di una boccata d'aria, esco solo cinque minuti"
" Carlo sei un disastro" mi prende in giro mentre butta giù l'ennesimo bicchiere.
“Come cazzo fai a bere così tanto"
Piero alza gli occhi al cielo.
Mi faccio spazio tra la folla, il passo è insicuro e la testa mi gira vorticosamente credo che vomiterò.
L'aria fresca sul viso mi da ancora più consapevolezza di quanto sia ubriaco.
Gianluca mi raggiunge " Hey tutto bene?"
" Credo di aver bevuto un po' troppo"
" Si anche io" mi sorride con fare ammiccante.
" Hai bisogno di aiuto?" mi cinge le spalle.
" Ce la faccio" e provo a spingerlo via ma le poche forze a causa dell'alcool mi rendono la cosa impossibile.
Porta una mano alla base della schiena e avvicina ancora di più i nostri corpi "Gianluca smettila".
Mi lascia baci lungo la mascella fino all'angolo della bocca, cerco di spingerlo via e quando prova a baciarmi sulle labbra urlo " Ho detto di no lasciami" ma lui non accenna a farlo.
" Togligli le mani di dosso. Ha detto di no" Gianluca mi lascia immediatamente ed io tiro un sospiro di sollievo.
Mirko è dietro di noi.
" Oddio sto per vomitare" Gianluca si allontana schifato mentre Mirko mi accompagna verso un aiuola.
Il mio stomaco si svuota completamente e quando ho smesso mi porge un fazzoletto per farmi ripulire.
" Mi dispiace" sussurro
" Per cosa esattamente" mi chiede con un sopracciglio alzato.
" Per la telefonata. Per averti disturbato, per questo" indico il mio vomito oltre l'aiuola.
Finalmente un po' più lucido.
" Ci siamo passati tutti. Andiamo ti accompagno a casa"
" Aspetta Mirko devo avvisare Piero"
" Ci sta pensando il mio migliore amico" non capisco, quale migliore amico e che ci facevano insieme di notte.
Vede il mio sguardo confuse e interrogativo e anche se con tono infastidito mi spiega.
" Marco, il mio migliore amico è appena arrivato da Milano, dobbiamo concludere degli affari insieme, ero con lui quando mi hai chiamato. Dai su andiamo"
" Ti prego fammi avvisare Piero altrimenti si preoccupa".
" Ok andiamo" rientriamo nel locale e Piero sta flirtando spudoratamente con un ragazzo che non ho mai visto prima e che scopro essere il migliore amico di cui parlava Mirko.
Mi avvicino a lui " Pie io torno a casa mi accompagna Mirko"
" Ok” si avvicina e sussurra al mio orecchio “ Fa attenzione" e poi a tono più alto mormora un “a domani allora" mi da un bacio sulla guancia ed io e il mio maniaco del controllo ci allontaniamo da quel posto infernale.
Prima di uscire si avvicina al bar, lo servono immediatamente mi porge un bicchiere di acqua gelata .
" Bevila..... tutta" è così autoritario, faccio come mi dice.
Mi prende per mano e mi accompagna fuori dal locale, quel contatto mi rievoca tutte le emozioni che ho provato da quando lo conosco, ci vorrebbero giorni interi per analizzarle tutte.
La testa continua a girarmi vorticosamente, l'ultima cosa che sento prima di svenire tra le braccia di Mister50sfumaturedisesso è la sua esclamazione.
" Oh Cazzo".