«Guarda un po’ chi ti abbiamo portato, un tuo compaesano per farti compagnia.» Così dicendo, lasciò passare un uomo sulla quarantina ben vestito che, visibilmente spaesato, fece il suo ingresso portando con sé il materasso e la dotazione del carcere. Si presentarono e dopo avergli preso debitamente le misure, anche il nuovo arrivato, un certo Enrique, grazie alla fluidità con cui Nevio snocciolava il suo costeño{3}, si convinse che nonostante i suoi caratteri somatici fosse davvero un suo compatriota. In ogni caso, dal linguaggio che usava, di sicuro era un malavitoso come lui. Approfondirono ulteriormente la conoscenza parlando di storie criminali e pur continuando a esaminarsi a vicenda con diffidenza, Enrique finì col raccontare la sua storia. Enrique faceva parte di una banda di narc

