V Il percorso automatizzato rasentava la piazzola di sosta in quasi tutti i corsi del centro città. La luce filtrava a scaglie dorate tra le fronde dei platani piantati un decennio prima, tappezzando il tappeto di metallo di una fantasia a chiazze brune e chiare. Il professor Victor Poole abbandonò l’uscio dove si stava riparando dal sole per raggiungere il suo Servitore, diretto al palazzo del governo. La città cresceva a vista d’occhio; ormai era arrivata a superare abbondantemente i limiti che i primi pianificatori avevano tracciato sul progetto della sua fondazione. Quando vi era giunto diversi anni prima, Poole aveva trovato un gioiellino incastonato in uno dei posti più inaccessibili del pianeta, al punto da mettere in dubbio la sopravvivenza di un fiore così bello a latitudini tan

