- Non dovresti essere così dura con lei, Lotte. - Ha già vent’anni. Quanto ancora pensa che ci vorrà, prima che le rughe comincino a sfigurarla? - Lotte! – tornò a rimproverarla il professore, senza riuscire a trattenere un sorriso. Quello che lo attraeva di Lotte Swartz era la capacità di distoglierlo dai pensieri più ansiogeni e ossessivi per lasciarlo sprofondare in un appagante, viscido e tiepido stagno di crudeltà femminili, seduzioni illecite, atroci delitti in tonalità pastello. - Ha ragione, Victor caro. – fece un passo indietro la ragazza, mordendosi un dito dall’unghia curata come per sottolineare il suo mea culpa. – A volte divento spietata, lo so. Ma che vuole farci? È la noia. E poi che vita sarebbe senza un minimo di godimento sulle disgrazie altrui? Non succede mai nulla

