Prefazione
Prefazione
Il racconto ed i personaggi, descritti nelle pagine che seguono, sono tratti dalla fantasia dell’autore. Ogni riferimento a persone, pseudonimi e fatti veramente accaduti sono, quindi, del tutto casuali e nulla hanno a che vedere con la realtà.
L’autore ha preferito definire genericamente “sito”, senza per altro dettagliare i nomi delle società che gestiscono il luogo virtuale d’incontro dei personaggi, le cui storie hanno intessuto un intreccio che, sebbene realistico, non manca di una certa originalità in un contesto fantasioso di possibili incontri attraverso “Internet”.
Non vuole essere questo racconto una condanna del sistema né del servizio offerto da talune società specializzate in incontri tra persone sole in cerca di amicizia e talvolta speranzose di instaurare un rapporto basato anche sull’amore.
È più facile raccontare i fatti propri davanti al monitor di un computer, protetti dall’anonimato, piuttosto che guardando negli occhi il proprio interlocutore. La diffidenza e talvolta la voglia di apparire differenti da come si è fan sì che il più delle volte non si giunga ad un incontro “faccia a faccia”.
Nella trama del racconto vi sono personaggi la cui mendacia viene punita ed altri che vengono premiati per la loro onestà e questo dovrebbe fare riflettere chi è uso fare incontri nel mondo virtuale.
Dovrebbe far riflettere soprattutto sulla vita d’oggi e sulle barriere che si tende a frapporre con i propri simili presso i quali si cerca amicizia, comprensione e solidarietà.
La causa delle delusioni non nasce dallo strumento bensì dall’uso che se ne fa e dalla maniera con la quale ci si propone. Va del resto considerato che gli attuali strumenti di comunicazione, costituiti da “siti” che attraverso“Internet” permettono comunicazioni immediate e plurime, si sono semplicemente affiancati alle agenzie matrimoniali ed agli annunci che ancora appaiono sulle ultime pagine dei quotidiani cittadini dove vigono identiche regole. Ciò che ci si auspica è che ogni utente sia conscio delle proprie responsabilità morali. Trattandosi il più delle volte di “un gioco tra adulti” è bene che ognuno si ponga volontariamente dei “paletti” di etica comportamentale.Uno di quesiti è costituito dalla volontà di non “barare” in una partita che coinvolge la sfera sentimentale degli individui. Dall’altro capo della connessione vi sono persone con dei sentimenti, con alle spalle storie vere talvolta rappresentate da drammi personali. Non è bene, quindi, calpestarne la sensibilità.
Un altro, non meno importante, riguarda la lealtà con la quale si fa la dichiarazione d’intenti che viene espressa nella propria auto-presentazione nonché tutte le notizie personali che —seppur protette, giustamente, dalla privacy— non debbono contenere menzogna di alcun genere.
La lettura di questo romanzo non mancherà di divertire, soddi-sfacendo la curiosità del lettore, con il racconto di alcune storie di coppia e di situazioni decisamente intriganti.
Non mancherà tuttavia di aprire una finestra sul lato più serio degli argomenti che sono stati oggetto di uno studio comportamentale in questo spaccato della società del terzo millennio.
Elisa Savarese
Presidente dell’Univertà Avalon