2Quando l’aveva progettata, in effetti il commissario aveva in mente tre settimane da godere giorno per giorno: mare, sole, passeggiate, qualche escursione nei dintorni. Nella scelta della meta aveva coinvolto anche Clara, ovviamente, non avrebbe potuto fare niente senza di lei. L’aveva conosciuta durante le indagini di un caso, il primo davvero importante da quando era ad Ivrea, e la loro storia durava da qualche mese. Entrambi venivano da una serie di legami che li avevano delusi e, per quanto non si fossero giurati amore eterno, stavano bene insieme. Di comune accordo avevano deciso di passare a Montemarcello l’ultima settimana di luglio e le successive due di agosto. Il paesino sulle alture che circondano il golfo della Spezia offriva vari vantaggi: per prima cosa là il commissario poteva contare sull’appoggio di un vecchio amico, Vittorio Andreini, con cui aveva frequentato il Liceo a Genova e con il quale aveva mantenuto ottimi rapporti. Vittorio avrebbe sicuramente indicato un appartamento da affittare oppure un B&B gradevole e conveniente. In secondo luogo Montemarcello era un paese piccolo, poco mondano, situato tra il mare e la collina: Clara ed il commissario avrebbero potuto fare i bagni senza dover necessariamente fare anche vita di spiaggia; inoltre avrebbero potuto continuare nella loro abitudine alle lunghe passeggiate. E in ultimo, per raggiungere la loro meta non avrebbero dovuto sobbarcarsi troppi chilometri: soprattutto Clara, che di mestiere faceva la tour operator, ne aveva abbastanza di lunghi viaggi e di posti lontani. A lui, poi, non pareva vero di ritornare nella sua Liguria, da cui si sentiva esiliato. Un week end di maggio erano andati in avanscoperta.
– Ma è bellissimo! – aveva esclamato Clara quando era scesa dalla Volvo. Il commissario era affascinato dal modo in cui la ragazza dimostrava il suo entusiasmo: nella sua bocca l’aggettivo “bello” diventava un vocabolo dalle mille sfaccettature semantiche – Non immaginavo proprio che fosse così.
Il paese è posto in alto, su di un pianoro da cui si può raggiungere il mare sottostante tramite sentieri scoscesi, è fornito di negozi dove comprare il necessario, però non brulica di botteghine di souvenir e di localini che occupano le strade fino a tarda sera. Le case sono di due tipi: o addossate le une alle altre attorno alla vecchia chiesa, a sostenere il campanile che svetta su tutte, dando forma ad un borgo simile a tanti altri nella zona, o circondate da giardini più o meno grandi man mano che ci si sposta dal centro e si procede verso la ripida scogliera che sovrasta il mare.
Di fronte alla sorpresa della ragazza, anche Vittorio sorrise, salutandoli calorosamente.
– Sono contento che vi piaccia. Solo pochi decenni fa il paese era in piena decadenza: molti hanno venduto le vecchie case ai milanesi e ai parmigiani per trasferirsi in nuovi condomini a Lerici o a Sarzana. Chi ha comprato, ha ristrutturato senza rovinare il paesaggio.
– è difficile trovare un ambiente così ben conservato: la Liguria vanta posti splendidi, però il cemento ha fatto i suoi danni.
– Forse si è mantenuto così anche per merito di intellettuali di buon gusto, come l’editore Bompiani e Franco Fortini, che sono stati tra i primi ad innamorarsene, già negli anni Cinquanta.
Il commissario pensava al paese dove era nato, tra Camogli e Bogliasco: si diceva dovesse il suo nome agli inglesi che, nei primi del Novecento, avevano costruito le loro ville sul fianco della collina. Gli inglesi erano stati imitati dai genovesi, poi dai milanesi, fino a che il piccolo borgo affacciato sul mare era cresciuto, ma non eccessivamente.
Vittorio aveva preparato un elenco e i due, seguendo gli orari degli appuntamenti, visitarono alloggi finché trovarono quello che faceva al caso loro: tre comode stanze con un grande terrazzo affacciato sul mare e un piccolo giardino. Prima di sera avevano concluso anche gli accordi con l’affittuaria.
– Siamo stati fortunati: abbiamo tutta la domenica per noi, per gironzolare nel paese e fare i turisti – disse Clara.
– Veramente, io avrei una promessa da mantenere, visto che ne ho il tempo.
Sapendo che il commissario sarebbe andato nella provincia della Spezia, i suoi amici Parodi gli avevano chiesto un favore e lui non se l’era sentita di dire di no: Mario e Clementina, oltre ad essere stati dei padroni di casa più unici che rari, erano anche le persone che, insieme a Clara, gli erano più care ad Ivrea. Per non parlare di Amapola, la “piccolina” dei Parodi, che aveva avuto una parte molto importante nella risoluzione del caso della Mugnaia; era stata Amapola, tra l’altro, a dargli il soprannome di Dylan Dog. Ma questa è un’altra storia. Ritorniamo alle nostre pecore, come direbbero i francesi.
Il favore che gli avevano chiesto era quello di andare a trovare l’anziana zia di Mario, che si trovava in una casa di riposo tra Lerici e La Spezia.
– è stata per me come una madre – gli aveva detto Mario – avremmo voluto ospitarla a casa nostra, ma lei ha rifiutato, non le piace dipendere. Ora però sono preoccupato: al telefono l’ho sentita vaga, quasi assente. Anche se la direzione mi ha assicurato che tutto procede bene, che non ci sono problemi, non sono tranquillo. Se ti accorgi che qualcosa non va, chiamami, verrò a rendermi conto di persona.