Levi rimase sbigottito, come poteva una ragazza proveniente dal Wall Sina, aver avuto a che fare con la città sotterranea?
-c-città sotterranea?- chiese Levi, incredulo, con gli occhi spalancati
-sì- TN abbassò la testa -per favore, non fatene parola con nessuno- lo pregò, congiungendo le mani in segno di supplica
-certo- il corvino tornò alla sua espressione normale -anche se non mi spiego come una ragazza proveniente dalla città sotterranea sia riuscita ad arrivare nel Wall Sina e a diventare una nobile, come hai fatto?- ricominciò a camminare, guardando davanti a sè
Lei pure ricominciò a camminare, però senza parlare e con il labbro inferiore leggermente tremante.
-ehi- il Caporale la prese per un polso -ti ho fatto una domanda, mocciosa- il suo tono divenne arrabbiato, odiava quando un cadetto non gli rispondeva, dopo che lui gli aveva posto una domanda
-io... non voglio raccontarglielo- disse lei, guardandolo negli occhi, mentre sentiva la stretta del corvino aumentare sul suo braccio, quasi a far fermare la circolazione
Levi posò l'occhio sul polso che stava tenendo stretto, si stava facendo violaceo, ma nonostante questo, la ragazza cercava di trattenere i versi di dolore.
Subito tolse la mano, lasciando che TN si massaggiasse il punto dove aveva stretto, continuando a camminare piano per i corridoi.
-fra poco arriveremo nella palestra- le annunciò lui, per poi schioccare la lingua contro il palato, provocando un forte rumore
La C/C si chiese il perchè di quel gesto, tuttavia decise di non chiedere niente per mantenere la sua incolumità.
Il polso pulsava, ma fortunatamente il colore violaceo era sparito, lasciando spazio ad un segno rosso che indicava la stretta ferrea del Caporale.
-ti ho fatto male?- chiese lui, provocando stupore da parte della ragazza
-no- rispose secca TN, girando la testa dal lato opposto, per non incontrare gli occhi del Caporale
Lui tuttavia la affiancò, prendendole delicatamente il braccio e alzandole la giacchetta sul braccio, guardandolo, tastando la zona dove aveva stretto, notando l'evidente rossore.
-vuoi che ti porto del ghiaccio?- chiese, continuando a tastare il polso, provocando un brivido lungo la schiena di TN
"Perchè mi ha percorso un brivido?" Si chiese, chiudendo gli occhi sotto il tocco delicato del Caporale
-non c'è bisogno, passerà da solo- riaprì gli occhi, sforzando un sorrisetto, per far vedere di stare bene
Il corvino non disse niente, lasciò semplicemente il polso, dopo aver fatto scendere nuovamente la manica, maledicendosi mentalmente.
Perchè si era preoccupato di averle fatto male? E se fosse stato troppo duro con lei sull'argomento "città sotterranea"? Forse lei semplicemente non voleva ricordare come aveva vissuto là sotto, ma lui la voleva costringere a pensarci.
-siamo arrivati, questa è la palestra- le disse Levi, aprendo la porta della stanza, per poi richiuderla dopo che la C/C ebbe dato un'occhiata veloce alla stanza
Continuarono a camminare in silenzio, fino a che non arrivarono di fronte ad una stanza dove stavano entrando molti cadetti -questa è la mensa- le disse lui, entrandovi dentro, seguito dalla ragazza, la quale era vittima degli sguardi dei cadetti, che la guardavano con un misto di odio e curiosità, avendo capito che fosse lei la ragazza proveniente dal Wall Sina.
Si iniziò a sentire un vociare nella stanza e ogni tanto qualcuno indicava la C/C, facendo una faccia disgustata.
-che avete tanto da parlare?- Levi assottigliò gli occhi, guardando truce i cadetti presenti nella stanza; se uno sguardo potesse uccidere, in quel momento tutti sarebbero morti sul colpo.
Tutti i cadetti smisero di parlare all'improvviso, ma continuarono a guardarla e indicarla.
TN posò gli occhi su un gruppo di ragazzi che non stavano parlando o indicando lei, semplicemente la guardavano e uno di loro, moro con due grandi smeraldi al posto degli occhi, le fece un piccolo sorriso, salutandola con un veloce gesto della mano.
-posso andare da quei ragazzi?- chiese la ragazza a Levi, che, in risposta, schioccò la lingua contro il palato, facendole un gesto con la mano che stava ad indicare che poteva.
Lei subito iniziò a camminare velocemente verso quel tavolo e, non appena vi fu abbastanza vicina, disse, in modo timido -ciao-
Subito tutti la salutarono allo stesso modo e il ragazzo dagli occhi verdi le chiese -vuoi pranzare con noi?-
Lei annuì e si sedette vicino al ragazzo, che iniziò a presentare i suoi amici.
-io sono Eren Jeager, loro sono Mikasa Ackerman, mia sorella, Armin Arlert, Jean Kirschtein, Sasha Blouse, Connie Springer, Christa Lenz e Ymir- li indicò uno ad uno
-piacere- TN sorrise -io sono TN, TN TC-
-lo sappiamo- disse Jean -provieni dal Wall Sina, giusto?-
Lei abbassò la testa e disse -sì- prese un respiro -anche se speravo non lo scopriste- l'ultima parte la disse in un sussurro, ma comunque sentirono
-Perchè speravi non lo scoprissimo?- chiese Eren
-Perchè pensavo non avreste voluto fare amicizia con me, come in effetti stanno facendo gli altri cadetti in questo momento-
-tranquilla, a noi non importa da dove provieni- Eren le mise una mano sulla spalla
"E se scoprissero che provengo dalla città sotterranea?" Pensò la ragazza, non voleva che qualcuno lo scoprisse, eppure era stata così stupida da dirlo al Caporale Levi.
Perchè gliel'aveva detto? Non lo sapeva.
In quel momento si girò verso il tavolo dei Caporali, incontrando con lo sguardo quelle due pozze argentee di quell'uomo basso e scorbutico, che stava guardando il tavolo dove era seduta.
Si guardarono per poco, poi si rigirarono entrambi nello stesso momento, un'ultima sbirciata, e quel contatto finì.
Eppure non sapevano che presto quelle occhiate fugaci e segrete sarebbero state quello che entrambi avrebbero desiderato di più.