-sai già quale sarà la tua squadra?- chiese Mikasa, una ragazza corvina che assomigliava molto al Caporale Levi
-no- rispose TN, cominciando a bere la zuppa -non me l'hanno ancora detto, forse dovrei chiedere-
-hai seguito il corso d'addestramento, vero?- chiese Eren
-certo, mi sono impegnata al massimo e mi sono classificata prima- gli occhi della C/C si illuminarono di felicità -ma è stato 1 anno fa- divenne improvvisamente triste
-come!?- dissero tutti all'unisono
-sì, dopo che mi sono diplomata, i miei "genitori" mi hanno detto che se non fossi andata nella gendarmeria, non mi avrebbero mai fatto arruolare, quindi io, che volevo andare nel corpo di ricerca, non mi sono più arruolata- speigò lei brevemente
-e quindi ora perchè sei qui?- chiese Mikasa
-i miei "genitori" mi hanno mandato qui a patto che accettassi di sposarmi con un nobile-
-quindi tu... non sei libera di innamorarti?- chiese Connie
-tecnicamente no, ma chi lo sa, potrebbe anche succedere-
-e se succedesse?- fu Armin a parlare questa volta
-in tal caso, nessuno dovrà saperlo o, semplicemente, dovrò cercare di convincere "loro" a lasciarmi libera, per una volta- TN si alzò dal tavolo -ora vado in camera, ci vediamo- iniziò ad incamminarsi per i corridoi, con una sola cosa in mente: quel patto.
Era convinta di poter mantenere quella promessa, cioè di non innamorarsi di nessuno e sposare un nobile, ma chi poteva saperlo...
...magari si sarebbe potuta innamorare di qualcuno senza volerlo.
Facendo questi pensieri, arrivò davanti alla porta della sua camera.
Ci entrò dentro e si mise sul letto, mancava ancora un'ora prima della prova, quindi non sapeva che fare.
In qualche modo le pareva strano stare là, dato che forse era la più grande, tutti avevano 15 o 16 anni, mentre lei 20.
Voltò lo sguardo verso una mensola, dove c'era un cofanetto, contenente le sue cose più personali.
Con grande sforzo, data la sua altezza, lo prese e lo aprì, dopo essersi seduta a gambe incrociate sul letto.
Dentro non c'era nulla di particolare, alcuni regali dei "genitori" come bracciali o anelli, un diario che teneva quando era più piccola, il suo libro preferito e...
...quella collana.
L'unico ricordo che le rimaneva della madre, l'unica cosa che lei era riuscita a comprarle.
Una semplice collanina, un po' arrugginita, che raffigurava un cuore.
"Dovrò pulirla" pensò, passandosela tra le mani.
Gliela diede, dicendole una semplice frase, che però lei continuò a portare nel suo cuore:
Non permettere a nessuno, mia cara bambina, di tenere il tuo cuore in gabbia, abbine cura e fa sì che nessuno lo comandi, perchè il cuore è solo tuo.
A disturbare quel momento di riflessione, fu il continuo sbattere di un pugno sulla porta e il costante ripetersi quasi urlando della parola "mocciosa".
-la porta è aperta- disse lei, stando ancora seduta sul letto
Subito entrò il Caporale che, con sguardo serio, guardò la ragazza.
-devi fare la prova- le disse, appoggiandosi al muro, e sbirciando la collana che aveva TN tra le mani
-certo- subito la C/C ripose la collana nel cofanetto, per poi richiudere quest'ultimo, scendendo dal letto e uscendo dalla stanza, seguita dal Caporale.
Levi si chiese cosa potesse essere quel gioiello e perchè, mentre lo guardava, TN sorrideva.
Era forse un regalo di un qualche pretendente?
Lo infastidiva pensarlo, eppure non ne capiva la ragione.
I due uscirono dal quartier generale, avviandosi poi verso il campo dove TN avrebbe fatto la prova in religioso silenzio.
Levi guardò meglio la ragazza, i capelli C/C che si muovevano lentamente seguendo il vento, gli occhi C/O puntati davanti, come a non voler perdere di vista l'obiettivo.
C'era determinazione nel suo sguardo, determinazione che non aveva visto mai negli occhi dei cadetti provenienti dal Wall Sina.
Ma d'altronde, lei proveniva anche dalla città sotterranea.
A questo comunque non sapeva darsi spiegazione, una ragazza così delicata come lei, che viveva nella capitale per di più, proveniente dal sottosuolo.
Assolutamente bizzarro, molto bizzarro.
-eccoci- sussurrò lui, indicando alla ragazza il campo
Lei si mise il dispositivo per la manovra tridimensionale e si posizionò sulla riga di partenza.
-eccoci nanooooooo!- arrivò da dietro una Hanji eccitata, con dietro Erwin
Il "nano" rispose con uno schiocco di lingua e un'occhiata omicida verso la donna, prima di ritornare a guardare TN.
-al mio tre dovrai partire e volare tra gli alberi, tagliando le collotole dei giganti di cartone che troverai sulla tua strada- spiegò il Caporale, tenendo le mani dietro la schiena
La C/C annuì, mettendosi in posizione, e, quando Levi diede il via, lei partì, sorprendendo tutti per la velocità con la quale si muoveva tra gli alberi.
Faceva capriole e volteggiava, girava fra gli alberi cercando giganti come se volare fosse la cosa che più le piaceva.
Ma la cosa che più colpì i tre superiori fu che, quando trovò un gigante, tagliò la collottola perfettamente, ruotando di 360°, proprio come Levi.
Continuò così per 10 minuti, nei quali abbattè 8 giganti, un numero molto alto per una recluta.
Quando tornò, finita la prova, si posizionò davanti ai tre superiori e Levi, guardandola negli occhi, le disse, scandendo bene le parole -non male, mocciosa-