Chapter 3

870 Words
Brasile, Stato di São Paulo – Litoral Sul Paulista. Città di Praia Grande, Venerdì 17 maggio 2013 - “L’incontro con Pierre Louis Cartier” Andando a vivere in riva al mare, ai precedenti interessi di Learco - lo scrivere ed il dipingere - s’era aggiunto, da poco, il piacere d’andare a pescare. La pesca era stata una “riscoperta” che lo riportava indietro nel tempo. Da ragazzo, a Genova nella sua città natale, che s’affaccia sul Mar Ligure - uno dei mari del Mediterraneo - andava sovente a fare battute di pesca con gli amici. L’Oceano Atlantico è molto pericoloso e non è un mare interno come il Mediterraneo, seppure anch’esso pericoloso, in maniera differente. Learco aveva, tuttavia imparato a conviverci ed una certa dose di rischio gli causava delle scariche di adrenalina che lo facevano sentire, quando ciò accadeva, ancora vivo. «Un giorno di questi accadrà… la mia barca tornerà a riva sbattuta dalla risacca con il mio coltello piantato sulla chiglia capovolta. Così finirà, una volta per tutte» si diceva, nei giorni in cui il mare si gonfiava, improvvisamente a dismisura e lo sorprendeva al largo, lontano dal litorale. Quella del coltello piantato sulla chiglia era stata una cosa appresa da un pescatore. Era un bretone conosciuto una sera in un barzinho alle spalle della spiaggia. Avevano subito fatto amicizia e, tra un bicchiere di birra e l’altro, i loro discorsi presero la via di quel che può accadere in mare. Learco venne affascinato da quell’uomo dalla pelle bruciata dal sole e dalla salsedine, ma ancor di più dai racconti di questi e dall’esperienza di mare che, indubbiamente, doveva essere tanta. «Genovese! Se ti si capovolge la barca col mare grosso, pianta il coltello sulla chiglia, con tutta la forza che hai e stacci attaccato il più possibile… o almeno, fino a quando non riesci a salirci sopra a cavalcioni» gli aveva detto Pierre Louis. Sì, si chiamava, proprio, Pierre Louis Cartier -“Pedro” per gli amici brasiliani- ed era nativo di Saint Malo, o meglio di “Sant-Maloù” come amava specificare lui, pronunciandolo alla bretone. Learco incuriosito da quella frase, gli aveva chiesto maggiori lumi. L’dea del coltello piantato sulla chiglia evocava racconti tragici ma anche una possibile realtà. «È così che fate in Bretagna! In quanti riescono a sopravvivere a cavalcioni di una barca capovolta?» Era una domanda più che logica e dettata dal buon senso. «In pochi! Sono di più le barche che tornato con i coltelli piantati che gli uomini attaccati a quei coltelli, unico sostegno della loro disperazione» aveva concluso Pedro. Da quel giorno, Learco aveva preso, comunque, l’abitudine di portare con sé un coltellaccio da pescatore, ogni qual volta varava il “Caipirinha” in mare. Non voleva pentirsi di non averlo fatto anche se sperava di non doverlo mai usare quel coltello, da piantare sulla chiglia. Una cosa non era ancora riuscito a fare con sicurezza: orientarsi con le stelle della “Croce del Sud”. Un giorno nel quale il mare era più minaccioso del solito e tutte le barche restarono tirate su a riva, pensò di chiedere alcuni chiarimenti al buon Pedro che stava seduto al tavolino del solito bar. Il marinaio prese a spiegare la cosa, con la sua “erre” moscia che usciva da una voce cavernosa dovuta alle molte sigarette di tabacco simile a quello delle“Gauloise” fumate l’una dopo l’altra. «La costellazione della Croce del Sud (in latino Crux, “croce”; così chiamata in contrasto con la Croce del Nord, la costellazione del Cigno), è la più piccola delle 88 costellazioni moderne, ma anche una delle più famose. È circondata da tre lati dal Centauro, mentre a sud si trova la piccola Mosca. La stella principale della Croce del Sud - “Acrux”- è la tredicesima stella più brillante del cielo. La costellazione si osserva per intero a sud del 27° parallelo nord, mentre dall’emisfero sud è circumpolare nelle sue regioni temperate: in queste zone si può affermare che la Croce del Sud fa da contraltare australe all’asterismo del Grande Carro, in quanto è visibile in tutte le notti dell’anno e consente di far individuare il polo sud celeste. Infatti, dato che il Polo Sud celeste manca di una stella brillante che lo marchi, come fa la Stella Polare con il Polo Nord - Sigma Octantis è la più vicina, ma è così debole da essere inutile - due delle stelle della Croce del Sud (α e γ “Acrux e Gacrux” rispettivamente) sono normalmente usate per trovarlo. Seguendo la linea definita da queste due stelle, per approssimativamente 4,5 volte la distanza tra loro, porta ad un punto molto vicino al Polo Sud celeste.» Una spiegazione da manuale, ma troppo circostanziata per Learco che amava la semplicità anche nelle parole. In effetti, Learco non aveva capito molto di quella lezione di astronomia. Ringraziò Pedro, ma questo fu uno dei motivi per i quali rinunciò alle battute di pesca notturne. Si ripromise di uscire a pescare solamente di giorno. Per orientarsi e tracciare la rotta, il sole, una mappa, la bussola ed il suo orologio da polso erano più che sufficienti.
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD