Sezione omicidi

397 Words
Sezione omicidi Favaro è seduto sulla poltrona di Meucci quando un signore piuttosto distinto bussa alla porta. Trent’anni o giù di lì, vestito in modo elegante, con gli occhiali e un mezzo toscano in bocca. Ha le scarpe lucide e i gemelli d’oro ai polsini. «Posso?» Favaro si alza curioso e gli si avvicina. «Buongiorno. Mi chiamo Di Gaudio. Antonio Di Gaudio e sono il nuovo funzionario». Favaro ha un sussulto poi, avvicinatosi ulteriormente, gli stringe la mano presentandosi. Due parole di rito e il commiato. «Ora vada pure e chiuda la porta. Grazie». Favaro lo guarda di traverso come una faina in allerta. Esce piano e chiude la porta dietro di sé. «Ma chi cazzo ci hanno mandato? Un ballerino forse?», sussurra a voce bassa guardando il pavimento. La sua smorfia è eloquente. Rimane immobile per qualche istante per poi fiondarsi verso l’ufficio di La Porta. Entra con passo nervoso ed esclama «Ma tu sapevi che avevano già inviato un nuovo funzionario?» «No». «Beh, allora accomodati. Perché questa volta si casca male». «In che senso, scusa?» «Perché è uno di quei fighetti alla moda, tutto tirato, del tipo “so tutto io”. La vedo male. Molto male. Cazzo, ma perché non hanno aspettato?» La Porta si alza curioso e si infila nel lungo budello del corridoio. Passa di fronte all’ufficio chiuso e, dopo qualche istante, bussa. Entra e si eclissa alla vista. Favaro lo segue curioso e cerca di ascoltare da fuori ma nulla, non si sente nulla. Allora torna sui suoi passi e aspetta che La Porta faccia ritorno. Non deve attendere molto. Quando quest’ultimo rientra in ufficio, ha il volto scuro e le rughe appiccicate sulla fronte. «Quindi?», esclama Favaro impaziente, «cosa ne pensi? Cosa ti ha detto?» La Porta si accende una sigaretta e, dopo aver inspirato a lungo, risponde «Arriva da Novara. Era alla squadra mobile da un paio di anni». «E prima?» «Reparto Mobile di Milano». «Un celerino? Mi stai dicendo che ci hanno mandato un celerino del cazzo? Ma sono tutti impazziti? QMa qui bisogna fare le indagini, glielo avranno detto?» «Calmati, calmati. Non mi sembra così male. Con me è stato gentile e disponibile. Sì, appare un po’ stravagante, ma diamogli il tempo di ambientarsi». Favaro esce dall’ufficio imprecando. «Vado a comprarmi le sigarette!», esclama dal corridoio. «Ma se non fumi», replica La Porta. «Appunto. Appunto». 8
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