capitolo 12

3331 Words
Pov Lilith I miei giorni all'inferno sono quasi al termine. E mi chiedo cosa ne sarà di me dopo. Dove andrò, cosa farò. Ma soprattutto chi sarò. Sospirando, osservo fuori dalla finestra. Oggi non ho voglia di fare niente. È uno di quei giorni, in cui la nostalgia mi divora. In più sia Luxy che Lucifer sono al tempio, per una riunione di emergenza. Insomma, oggi la solitudine è la mia unica compagnia. Vorrei uscire fuori, fare una passeggiata. Ma non conosco bene questi luoghi, e sono un po' diffidente verso i suoi abitanti. Un bussare insistente, riscuote la mia porta. Chiunque sia, ha molta fretta. Apro la porta con controllo, preoccupazione. Finché non incontro un viso molto giovane e in lacrime. Che supplica aiuto. Una giovane demone di invidia, che mi guarda con le mani giunte in preghiera. In lei sento il forte desiderio che io la segua, tanto è forte che mi soffoca. Xx:" La supplico Contessa. Mi deve aiutare. Mia sorella... Scomparsa... Andata in un magazzino." Parla tra i singhiozzi, rendendomi la comprensione difficile. Mi avvicino a lei, accarezzandole una spalla, facendola irrigidire. Qui all'inferno non devono essere abbituati a gesti gentili. Lilith:" Ora respira e parla con calma." Lei annuisce, facendo lunghi respiri. Ma il tremolio nella sua voce, mi fa capire che è troppo nervosa e spaesata. Cosi la invito nella mia camera. Facendola sedere sulla poltrona. Xx:" Mi chiamo Stella. Io e mia sorella eravamo sulla terra per lavoro. Stavamo tornando a casa, quando è scomparsa, lasciando le sue ultime tracce vicino a un vecchio magazzino. Sento che le è successo qualcosa di grave. Ma..." Ricomincia a piangere, lanciandosi sul mio petto. A me non resta che consolarla, accarezzandole la schiena. Stella:" Non posso andare da sola, non ne ho le capacità. E il sovrano e i suoi consiglieri sono fuori. Ordinando che nessuno lasci il regno. Non so cosa fare. Lei, mia contessa, è la mia unica speranza." Alza il viso, incrociando i miei occhi. Vedo disperazione e paura in lei. Trabocca dai suoi occhi in lacrime. Lilith:" Fammi strada." Non posso sottrarmi ad aiutarla. Ne come Contessa, ne come essere umano. E nella mia natura aiutare chi me lo chiede. La ragazza piange, ringraziandomi in continuazione. Stringendo nei pugni la maglia, ormai fradicia della sua tristezza. In volo, sorvoliamo tutto il regno, stranamente tranquillo nonostante la sparizione di una ragazzina. Ma credo che: O sono troppo egoisti, o ancora ignoti dell'accaduto. Davanti ai cancelli, due guardie alzano le loro spade, bloccandoci il passaggio Guardia:' Il sovrano ha ordinato che nessuno lasci il suo regno, fino al suo ritorno." Mi dispiace per loro, infondo stanno solo facendo il loro lavoro. Ma io devo uscire dai quei cancelli, e loro non mi fermeranno. Spalancò le mie enormi ali, facendo apparire nelle mani le spade. Mostrandone il pregio e lo status. Lilith:" Sono la vostra Contessa. E vi ordino di farci passare." Uno dei due indietreggia, mentre l'altro non distoglie lo sguardo da me. I miei occhi si incendiano di inferno, bruciando letteralmente le lenti a contatto. Quando la guardia incrocia i miei occhi, i miei veri occhi, trema. Sembra stia guardando gli occhi del suo sovrano. E forse è così. Perché tanto è terrorizzato, che apre all'istante le porte, lasciandoci passare. Xx:" Hai visto i suoi occhi?' Sento i loro sussuro, ignari che i miei sensi sono sublimi. Xx:" Si amico. Ricordano quelli del re. Che sia la sua regina?" Mi allontano, perdendo il loro discorso. Ma l'ultima frase rimane impressa nella mia mente. "La sua regina". Io? Io una regina? No, mai potrei esserlo. Sul mio capo c'è già troppo peso, una corona ci starebbe scomoda. Terribilmente scomoda. Sento la preoccupazione della ragazza che viaggia al mio fianco. Cammina a testa bassa, torturandosi le mani, puzzando di preoccupazione. Infondo, se mia sorella fosse scomparsa, anche io starei così. Forse starei anche peggio. Al dire il vero, la sua reazione è anche troppo misurata. Troppo limitata. Continuano per ore. Ci potrebbero essere umani, quindi possiamo solo viaggiare a piedi. Fino ad arrivare in un angolo sperduto del bosco. Stella:" Di qua, non siamo lontani." La sua voce trema, come la mano che indica un punto poco distante. Un magazzino abbandonato, da così tanto tempo, che l'edera gli fa da tetto. Mi fermo, analizzando il suo perimetro. Silenzioso e fermo, anche troppo. Gli uccelli volano tranquilli, evitando però l'edificio. Nell'aria puzza di cenere, forse la ragazzina è ancora qui. Pultroppo non riesco a sentire altro, perché la ragazza al mio fianco puzza di desiderio. Confondendo i miei sensi. Come ho già detto, posso leggere i desideri dei miei simili. Ma in questa situazione, è una lama contro di me. Perché i miei sensi sono intorpiditi da lei. Lilith:" Rimani qui, e se dovesse succedere qualcosa corri al tempio. Di che ti mando io, ok?" Lei annuisce, portandosi le dita alla bocca. Torturando le mani, mordicchiando le unghie e le pellicine. Lilith:" Tranquilla Ti riporterò tua sorella." Lei annuisce assente. E vorrei consolarla di più, ma credo non ci sia tempo da perdere. A passo lento mi avvicino all'edificio, camminando con attenzione, per non inciampare nelle radiche. Nell'aria, la puzza di cenere non aumenta o diminuisce. Presente e stabile dentro e fuori dal magazzino. Apro la porta con attenzione, ma è inutile, perché i cardini creano un frastuono stridente. Alla fine la spalanco facendola sbattere con forza contro il muro. È un grande stanzone vuoto. Illuminato grazie a dei buchi nei soffitti. La puzza di muffa e animali morti e soffocante, tanto da portarmi la manica alla bocca. Essendo in parte Angelica, questi odori mi creano fastidio. Al contrario della parte demoniaca, che quasi se ne nutra. Osservo per intero la stanza, ma rimane vuota e silenziosa. Inizio a credere che quella ragazzina non sia più qui. Forse l'hanno già portata via. Do un'ultima sguardo, prima di girarmi per uscire. Ma non compio mai quel passo in avanti. Una grossa catena entra velocemente da un buco nel soffitto. Salto per evitarla, ma non sfuggo alla seconda catena, che mi afferra il polso. Sussulto al bruciore, provocato dai veleni con cui è imbevuta. Il dono fatto dai due fratelli, mi evita di morire, ma il dolore che provoca rimane. La smorfia di dolore, mi costa un'altra catena intorno alla vite. E non è finita qui. Prima che me ne accorda, sono legata peggio di una bestia. Dal collo fino ai piedi, le catene stringono e bruciano la pelle. Provo a muovermi, ma è tutto inutile, rimango legata al soffitto peggio di un salame. In più il movimento, non fa altro che strofinarmi contro le catene. Scorticando la pelle, quasi fino alle ossa. Xx:" È inutile dolcezza, non ti libererai. Queste bellezze, sono figlie delle catene di Lucifero." Un corpo, mosso da due ali abbastanza grandi, scende. Fino ad atterrare davanti a me. Quando incrocio il suo viso, non posso nascondere una smorfia di disgusto. Lilith:" Tu viscido..." Le catene stringono, facendomi mordere la lingua tra i denti. Xx:" Fai la brava Lilith. Non è da te un tale linguaggio." Si avvicina, prendendomi il mento tra le dita. Fissando con i suoi occhi i miei. Xx:" I tuoi occhi sono leggenda tra molta gente. Ma vederli da vicino... Non so se essere disgustato o ecitato." Senza pensarci, gli sputo in un occhio, sorridendo soddisfatta per la sua espressione sorpresa. Lilith:" Lascia che ti mostri anche quanto sia leggendaria la mia forza." Stringendo i denti per il dolore. Spingo le mie ali ad uscire. Sapendo che sono talmente forti, da spezzare anche queste catene." Xx:" Non lo farei se fossi in te." La sua voce suadente, è seguita da un urlo e un pianto. Spalancò gli occhi, fermando la mia manovra evasiva. Tiene tra le braccia una ragazzina. Più che altro una bambina che avrà appena 12 anni. Piange e suplica pietà, mentre una lama simile a quella di Michele, minaccia la sua gola. Xx:" Non vorrai averla sulla coscienza." Spinge leggermente la punta sulla spalla, facendo gridare la bambina per il dolore. Una scena che mi spezza l'anima e la volontà. Fermando ogni mio movimento di fuga. Lilith:" Lasciala stare E me che vuoi, e ora mi hai. Ora mandala via." Lui scoppia a ridere, continuando a muovere la lama, a pochi millimetri dalla sua pelle. Xx:" Non sono stupido. So che potresti liberarti da quelle catene, e ucciderci tutti." Guardandomi intorno, noto che non è solo. Una trentina di uomini, demoni e angeli sono intorno a lui. A godersi la scena. Xx:" Diciamo che è la mia garanzia. Una sicurezza che farai tutto ciò che voglio." Uno dei uomini-demoni, tira fuori un coltello. Facendomi tremare dentro. No. Non di nuovo. Xx:" Il mio socio desidera fare qualche esperimento su di te. Vuole testare le nuove venti armi. E tu da brava bambina, starai buona. Altrimenti..." Spinge nuovamente la lama sulla spalla. Riempiendo la stanza di nuove urla di dolore. Lilith:" No Va bene. Va bene." Lui sorride soddisfatto, allontanando l'arma. Senza però lasciare la bambina. Xx:" E la giusta decisione. Forza cominciamo." La catena che mi circonda per intero, scivola giù. Lasciandomi immobilizzata solo dai polsi, verso il soffitto. E i piedi legati verso il pavimento. Senza che il mio corpo tocchi terra. La lama si avvicina a me. Ed io mi preparo a stringere i denti e subire. Con gli occhi fissi su quella bambina, stringo i denti per ogni ferita inflitta. Mi concentro su quegli occhi innocenti. Trovando nella sua speranza la forza di resistere. (^^)(^^)(^^)(^^)(^^)(^^)(^^) Pov Lucifero Baal:" Non abbiamo un cazzo. Non una merda di traccia." Spinge via la sedia, facendola cadere a terra rumorosamente. Tanto che le serve umane sussultano. Vorrei contradirlo, ma è vero. Tra Paradiso e Inferno, i rapimenti sono arrivati a 27. Ciò ci ha portato a questa riunione di emergenza al tempio. Dobbiamo fare qualcosa e in fretta. Luxy:" Lilith ha detto che i laboratori sono sotto terra. Con edifici da copertura, molto usati tra gli umani." Ricordo ancora il dolore che aveva nel ripercorrere quei ricordi. Una notizia futile, che ha riaperto in lei ferite profonde. Gabriele:" Lucifero sei tu il sovrano del sottoterra. Non dovresti avere problemi a trovarli." La sua insinuazione mi fa stringere i denti. E infiammare gli occhi di furia. Lucifero:" Sono re degli inferi. Non un topo che vive nelle fogne cazzo. E non osare insinuare il contrario." Io e il pennuto ci guardiamo con sfida. Alzandoci dalle sedie, pronti a combattere. Tra noi non è mai scorso buon sangue e ogni scusa è buona per arrivare allo scontro. Purtroppo, come sempre, c'è il guasta feste che si mette in mezzo. Michele:" Calmiamoci, non è amazzandoci tra di noi, che troveremo una soluzione." Io e Gabriele torniamo seduti. Senza però smettere di sfidarci con lo sgaurdo. Cosa che fa sbuffare il re dei pennuti. Ormai esausto. Sono ore che siamo chiusi qui dentro, senza cavare un ragno dal buco. Samael:" Dobbiamo aumentare le sentinelle. Coprire più perimetro possibile." Ne io, ne Michele siamo d'accordo. Sicuramente per lo stesso motivo. Lucifero:" Non possiamo mandare ulteriori soldati. I regni rimarrebbero scoperti. E non sappiamo quali siano i loro piani." Non sappiamo chi, come o perché. Non sappiamo un cazzo. Niente. Siamo completamente al buio. Raffaele:" Non riusciamo ad arrivare a nulla." Esattamente. Le discussioni inutili vengono interrotte dall'ingresso di corsa di una delle guardie. Che, essendo il loro comandante, si rivolge a Baal. Gli sussura qualcosa, che gli fa spalancare gli occhi. Baal:" Sparisci, e preparati a una punizione per mano del re. E lo stesso trattamento riceverà il tu amico." Attira completamente la mia attenzione. Fa apparire tra le mani la sua arma. Pronto a colpire il soldato, che scappa via terrorizzato. Lo sguardo di Baal si sposta su di me, e lo osservo ingoiare a vuoto. È terrorizzato. E questo può voler dire solo, che la situazione è grave. Baal:" Si tratta della creatura." Solamente io e i miei consiglieri capiamo di chi sta parlando, e tutti ci alziamo sotto lo sguardo confuso dei pennuti. Luxy prova a chiederle qualcosa, preoccupata per il suo tono serio. Ma io non le do il tempo. Perché velocemente sono davanti a Baal. E la mia mano stringe il suo collo, alzandolo da terra. Lucifero:" Dov'è?" Parlo tra i denti, stringendo la presa. Con le sue mani sui polsi, che cercano di lottare contro la mia presa, nonostante sappia benissimo che non mollerò la presa. Lei è il pericolo. Lei è in pericolo. Lei è in pericolo. Ed io sono furioso. Michele sembra finalmente capire di chi stiamo parlando. E si avvicina con la sua solita diplomazia del cazzo. Michele:" Se lo ammazzi, non ti potrà rispondere." Osservo il pennuto, che si finge calmo e calcolatore. Ma i suoi pugni sono stretti quanto i miei. Anche lui è preoccupato quanto me. Comunque ha ragione cazzo. Pultroppo i morti non parlano, o almeno non i morti demoni. Lascio la presa, facendolo cadere a terra. Passandomi le mani tra i capelli con disperazione, aspettando una cazzo di risposta. Anche gli altri sembrano in ansia, persino Samael. Baal:" È uscita dal regno insieme a una demone. I soldati l'hanno seguita, ma poco dopo hanno perso le sue tracce. Non sappiamo dove sia." La mia pelle diventa fuoco ardente, la sento surriscaldarsi tanta è la rabbia sotto la mia pelle. Non so ne cosa pensare, ne cosa dire. C'è solo un pensiero che mi scorre nelle vene: Lei è scomparsa. Lei è in pericolo. Io devo trovarla cazzo. Michele:" Dobbiamo trovarla. Ora." Per la prima volta nella mia esistenza, sono d'accordo con il pennuto. Anche gli altri corrono dietro di noi verso l'esterno, pronti a cercarla. Michele da le direttive, ma io sono già in volo, troppo incazzato per seguire ordini. Volo, coprendo più terra di ricerca possibile. Con la mente che vuole esplodere. Perché è uscite? Chi è la demone che la accompagna? Perché cazzo non riescono a rintracciarla? Non solo il cervello è in tilt. Anche il petto mi duole, come se avessi un peso enorme. E se l'avessero presa gli atei? Se fosse già nelle loro grinfie e laboratori? Le mie ali si muovono velocemente. Gli occhi scuotono ogni centimetro del bosco, nella speranza che sia ancora qui nei paraggi. Finalmente vedo qualcosa. Una demone che vola verso il cielo senza però allontanarsi dal terreno. Lotta contro una catena benedetta che la trattiene a terra. So per certo che non è lei, ma chiunque sia, forse può aiutarmi. Cado in picchiata verso di lei. Facendo tremare la terra al mio atterraggio. La donna, una demone di invidia, appena mi vede abbassa il capo tremante. Demone:" La supplico sire. La salvi. È colpa mia, e colpa mia." Le sue parole, traboccante di singhiozzi, mi fanno tremare le mani. Le stesse che porto ai suoi capelli. Costringendola a incrociare i miei occhi di fuoco. Lucifero:" Dov'è?" Stringe gli occhi, per il dolore che le causa alle orecchie la mia voce demoniaca. Manca davvero troppo poco alla trasformazione. Demone:" In un magazzino abbandonato a 150m a est." Mollo la presa, ripercorrendo il percorso che ho fatto fino a qui. Se non ricordo male ho sorvolato un vecchio e malandato magazzino. Deve essere quello. Afferro la catena che la tiene a terra Distruggendola senza difficoltà, per quanta rabbia sento dentro. Lucifero:" Vola. E cerca i miei consiglieri e gli arcangeli. Digli dove sono." Lei spicca il volo, senza perdere tempo. Ed io mi appresto a fare altrettanto verso il magazzino. Atterrò poco distante, cercando di studiare la situazione. Sembra deserto. Ma la puzza di demone si diffonde nell'aria, anche se ben nascosto dalla muschio e putrefazione di animale. Giro intorno alla struttura, riuscendo a sentire voci, molte voci. Che però non sono le sue. L'unico suono femminile è un pianto che chiede pietà. Ma è una voce infantile, lontana da quella da donna di Lilith. Non ci sono finestre o buchi da cui spiare, almeno non lateralmente. Non posso entrare dalla porta principale. Non so cosa possa trovare all'interno. Ho bisogno di calcolare la situazione e essere razionale. Ma la mia logica se ne va a puttane, quando un suo urlo mi arriva dritto all'anima. Lei è lì, sta urlando, sta soffrendo. E il piano d'azione va a farsi maledire. Spiccando il volo in aria, cado in picchiata per attravarsare un dei buchi nel soffitto. Atterrò a pochi passi da un viso, che conosco bene. Bastardo, lo sapevi che tramava qualcosa. Ok lo ammetto, è sempre stato un sudditi che ho apprezzato. Finché non lo visto troppo vicino a Lilith. Ivan:" Mio sire, qual buon vento vi porta qui." Lo stronzo ha anche il coraggio di prendermi per il culo. Non si rende conto di quanto io sia furioso. Nella mia mano faccio apparire la mia amata catena. Che aspetta solo di toccare la sua gola per spezzarla. Ma lui si sposta indietreggiando, usando come scudo una povera bambina ormai disperata. Ivan:" Non vorrai averla sulla coscienza. E solo una bambina di 10 anni." In relata non ho coscienza, non è la prima bambina che vedrei morire. Ma un pensiero mi blocca. Lilith è qui, anche se non la vedo, e non voglia che mi veda come un mostro. Anche se in realtà lo sono. Ivan sorride soddisfatto. Sa che in qualche modo mi tiene in pugno. Ivan:" Ora, sire, le sarei grato se tornasse nel suo castello, e che dimenticasse il nostro incontro. È solo una discussione privata." Mi prende per il culo, o mi crede davvero così deficente? Sono io però a sorride, quando vedo due ali bianche atterrare dietro di lui. Lui che ora declutisce, sentendo la punta di una spada sulla sua nuca. Michele:" Lascia andare la bambina, lei non c'entra nulla. È innocente." Io non lo sopporto questo suo lato benevole cazzo. Perché non gli taglia la testa e basta? Infatti, Ivan ne approfitta. Si gira di colpo verso di lui, lanciandogli adosso la bambina. Michele evita che cada a terra, spingendola per scappare via. Io sono già al suo fianco, con lo sgaurdo fisso su Ivan. Che però si è già posizionato dietro ai suoi uomini-demoni. Giro la catena tra le mani, pronto a fare una strage. Bloccato dalla risata divertita di Ivan, che mi mostra nella mano una catena. Intanto sono arrivati anche i miei consiglieri e il resto degli arcangeli. Tutti dietro di me, e pronti a combattere. Ivan:" Vi conviene fare i bravi, se non volete che la vostra Contessa soffra." Non capisco di cosa stia parlando. Finché non molla un po' la presa sulla catena. Essa sale verso alto, e non so come provoca urla strazianti che fanno eco in tutto il magazzino. Girandomi verso l'urlo, finalmente la vedo. Ma mai avrei voluto vederla in queste condizioni. Nascosta in un angolo in penombra, pende dal soffitto, con il viso stanco e chinato verso il basso. II suo corpo, sporco di terra e sangue, è pieno di tagli, non molto profondi, di diverse forme. Ha persino una freccia che trapassa la caviglia. Un immagine che mi riporta con lo sguardo di fuoco su Ivan. Che sorride soddisfatto, giocando con la catena tra le mani. Ne seguo il tragitto, che porta a una ruota che crea il meccanismo. Ivan:" E semplice amici. Se io lascio la presa, la nostra cara contessa si strapperà in due." Lascia di nuovo la catena, per puro divertimento. Le urla strazianti di Lilith tornano a torturarmi. Mentre il suo corpo viene tirato dai piedi e dai polsi in direzioni opposte. Oltre al dolore della catena, le ferite si aprono ogni volta che la pelle si tende. Ed il sangue sulla sua pelle aumenta, fino a gocciolare nella pozza di sangue sotto di lei. Manco fosse un cazzo di animale al macello. Immobile, cambio uno sguardo con gli altri. Nessuno di loro sa cosa fare. Ma una cosa è certa. Dobbiamo trovare un modo per salvare. E al più presto...
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