Pov Lilith
Il mio corpo è un pezzo di carne macellato.
Non un angolo di esso è sano e indolore.
Io mio cervello e i miei sensi sono frastornati, a causa del dolore che scorre sulla mia pelle.
Non so da quanto tempo sono qui, a farmi torturare gratuitamente.
So solo che la mia mente da un bel po' è scollegata.
Durante le ultime torture, mi sono concentrata sul rumore delle gocce di sangue, che cadono nella pozza sotto di me.
Scollegandomi del tutto dalla realtà, diventando quella pozza che si smuove a ogni goccia.
Pultroppo non posso trattenere un urlo quando una freccia mi trapassa la caviglia.
Strappando tutti i tendini e lesionando l'osso.
Incrocio gli occhi del mandante dell'arma, fulminandolo con lo sguardo.
Ma lui non è minimamente preoccupo, anzi sorride indicando con il capo la bambina, ancora nel grinfie di Ivan.
L'unico motivo per cui sopporto la tortura.
La mia vita in cambio della sua.
Forse così finalmente sarò libera dalla mia maledizione.
Le torture si fermano, ed io mi scollego nuovamente.
Pensando a dove finiro una volta morta.
Se è vero che noi esseri eterni, diventiamo polvere nel vento.
Mi chiedo a chi mancherò, non avendo nessuno a cui tengo e che tiene in me.
Bugiarda, lo vorrei, ma in realtà ho molte persone a cui tengo.
Tengo a Luxy, che è diventata la mia migliore amica.
Tengo agli arcangeli, che mi hanno aiutato e dato affetto.
Tengo al mio angelo custode, come tengo anche al mio diavolo tentatore.
L'unica cosa di cui mi pento.
E non aver avuto il tempo di capire il mio cuore.
Il tempo di scegliere tra i due.
Mani e piedi vengono tirati, ed io torno alla realtà, urlando per come la pelle viene tirata quasi fino allo strappo.
Le catene ai polsi e caviglie, bruciano e corrodono la carne.
Le ferite si riaprono, e lasciano via libera al sangue che scorre.
Il mio corpo è diventato la culla di un fiume di sangue.
E il centro del mio corpo, e prossimo allo strappo, a dividere la mia vita in due.
Ironia della sorte, morire per essere stata strappata in due.
Io che ho vissuto la mia piena vita divisa tra due mondi, ora morirò allo stesso modo.
Le catene tirano di nuovo, questa volta per minor tempo.
Ma ciò non significa che soffra di meno.
Ormai mi sento prossima alla morte, qualunque essa sia.
Fino ad ora mi hanno inflitto ferite superficiali, appunto per non farmi morire.
Ma ora credo che abbiano cambiato idea.
Perché manca davvero poco allo strappo della mia vita.
Decido di tornare alla realtà, per incrociare gli occhi di quella bambina, magari pregando per lei.
Ma quando riesco ad alzare lo sguardo, non vedo quegli occhietti terrorizzati.
Ma due occhi rossi incazzati.
Lucifero...
Cosa ci fa lui qui?
Quando è arrivato?
Con fatica, cerco di guardarmi intorno.
Notando che ci sono tutti.
Sia i consiglieri che gli arcangeli.
Incrocio gli occhi bianchi di Michele, vendendoli di questo colore per la prima volta.
Che mi guarda con tristezza e preoccupazione.
Due regni totalmente diversi, contro un nemico comune.
Con un comune desiderio che spinge verso di me.
Salvarmi.
Provo a cercare le forze dentro di me, per aiutarli.
Ma le ferite sono arrivate fino alla mia anima.
E il dolore, intriso di veleno, mi rendono già perduta.
Inutile, non posso aiutarli a salvarmi.
E questo è peggio della morte.
Ho accettato da ore la mia morte.
Ma la loro, a causa mia, mai l'accettero.
Mai.
Nonostante ciò, non mi resta che guardare impotente.
Non mi resta che pregare che almeno loro si salvino.
Lucifero scambia uno sguardo con Luxy, che all'istante annuisce capendo.
Hanno un piano.
Ivan, coperto dai suoi uomini, gioca con la catena, che potrebbe segnare la mia vita.
Lucifero:" ORA."
Luxy lancia uno dei suoi pugnali verso la catena.
La sua mira è sublime, e la blocca contro il muro.
Ivan cerca di liberarla, per porre fine alla mia vita, ma il pugnale è troppo in alto.
E quando fa per arrivarci, viene tempestato da frecce, Raffaele lo ha in scacco matto.
E mentre inizia la battaglia tra i miei amici e i nemici, Ivan cerca di scappare via.
Ma viene fermato da Luxy, trasformata nella sua natura di serpente, che gli punta i suoi pugnali adosso.
Cerco di seguire ogni mio amico.
Trovandoli per ora tutti salvi, lottare contro 3 nemici ciascuno.
L'occhio mi cade su Michele, che para ogni colpo e colpisce con la sua eleganza e precisione.
Illuminato dalla luce del mattino.
Vicino a lui, una catena di muove furiosa, cercando di colpire più nemici possibili.
Lucifero, infuocato dalla luce del tramonto, combatte con furia e crudeltà.
Entrambi hanno un solo scopo.
Arrivare da me.
La catena ai polsi tira leggermente.
Facendomi guardare allarmata il pugnale.
Il meccanismo al di sopra è stato colpito da una freccia nemica.
Ciò ha corrotto la ruota rendendola instabile.
Il pugnale cederà.
Salvatore:" LA CATENA."
Ringrazio di non essere la sola ad essermene accorta.
Lucifero alza all'istante gli occhi sul meccanismo, capendo la situazione.
Quando il pugnale mollerà la presa, per me sarà la fine.
Baal:" VAI."
Baal appare al suo fianco, coprendolo contro i nemici, portandosi anche i suoi.
Lucifero corre verso la catena, afferandola appena in tempo, prima che il pugnale cada a terra.
La tiene con entrambe le mani, tanta è la forza che la tira verso l'alto.
Ma ciò lo rende vulnerabile agli attacchi nemici.
Sta per essere colpito da una mazza a palla doppia, ma il colpo viene subito parato dalla lancia di Samuel.
Il mio cuore ormai e una vostra impazzita nel petto.
L'intera battaglia vige nel caus.
Non ha più un ordine o un senso.
E i nemici, grazie alle loro armi, sono difficili da buttare giù.
Uno di essi, libero dal combattimento, punta lo sgaurdo su Michele, che sta lottando contro 4 uomini-demoni.
Dall'espressione del nemico capisco le sue intenzioni.
Ed io non posso lasciare che succeda.
Cerco di recuperare le ultime energie rimaste, facendo apparire nelle mie mani giunte, una delle mie spade.
Stringo i denti per il dolore causato dal movimento.
Ma resisto, non permetterò che muoia a causa mia.
Non so grazie a quale forza riesco a fare girare la spada tra le mani, dandogli velocità.
Il nemico carica la mano con il pugnale, verso Michele ancora ignoto di tutto.
Non posso più aspettare, e con le ultime forze rimaste, lancio la spada verso la sua schiena.
Trafiggendolo.
Michele si rende conto dell'accaduto, e mi guarda ringraziandomi.
Ma il nostro sgaurdo dura pochi secondi, perché il mio viso crolla verso terra.
Ho speso le mie ultime energie, ed ora non posso che rimanere immobile,
Osservando quella maledetta pozza del mio sangue.
Questo rimarrà di me, un alone di sangue su un pavimento sporco e abbandonato.
Non male come destino scritto caro il mio Dio.
Sento le urla di Luxy, ma subito dopo quelle di Ivan.
Almeno lei credo ce l'abbia fatta.
Anche le urla di Samuel arrivano ai miei sensi.
E vorrei con tutto il cuore sapere come sta, e soprattutto come se la cava Lucifero.
Ma ormai ho appena la forza di respirare.
Osservo ulteriore sangue versarsi nel mio, cosa che mi fa sorridere.
Almeno i bastardi stanno morendo.
Almeno morirò, sapendo che loro sono vivi.
Sono pronta a morire, a dire addio a ciò che ho vissuto e visto.
Sono pronta, almeno finché non sento un urlo venirmi adosso.
Riconoscendo la voce, il mio corpo viene investito da una scarica di adrenalina.
Alzo lo sguardo, che trema di rabbia e paura.
Samuel è stato allontanato da Lucifero.
E quest'ultimo urla, per una freccia conficcata nella schiena.
E nonostante senta il suo dolore, come se fosse il mio, non molla la presa sulla catena.
Un'altra freccia colpisce la sua carne, altre urla, altro dolore.
Arricchite dal sorriso dell'arciere soddisfatto.
Molla quella catena Lucifero.
Mollala cazzo.
Salvati almeno tu.
Ma la mia voce non esce, e lui non si smuove da lì.
Tenendo tra i pugni quella dannata catena.
L'arciere si prepara a tirare l'ultima freccia, quella che arriverà al cuore di Lucifero
La spada di Michele gli trafige il petto, ma è troppo tardi, la freccia è già stata lanciata.
Ne seguo il tragitto, cercando di liberarmi, di evocare le mie armi.
Ma è troppo tardi, e la freccia trapassa la schiena di lucifero, colpendo vicino al cuore.
Il tempo sembra fermarsi.
Non un rumore, se non quello dei suoi battiti che rallentano.
No.
No.
Lilith:" NO."
Il mio urlo crea un onda d'urto, che fa volare via sia amici che nemici.
Guardo Lucifero cadere lentamente, perdere pian piano la presa sulla catena.
Che non vuole ancora mollare.
Ma la sua lotta è inutile.
Perché ormai la bestia dentro di me si risveglia.
Richiamando sangue e vendetta.
Le mie ali si spalancano, più forti che mai.
Le ferite si rimarginano, lasciando solo qualche cicatrice per ricordo.
Le catene iniziano a tirare.
Ma lottano contro la mia forza contraria.
Tanto dolore mescolato a rabbia, che mi fanno trasformare nella mia vera essenza.
Non demoniaca, non angelica, ma un mix perfetto delle due.
Tiro con tutta la mia forza le catene, che lacerano ancora la mia pelle.
Ma la visione di lucifero a terra sofferente, supera il dolore fisico.
Le catene si spezzano, ed io atterro perfettamente a terra
In tutta la mia letale bellezza
I nemici si preparano ad affrontarmi.
Ma non sanno che ormai hanno la morte davanti a sé.
I miei amici cercano di venirmi in aiuto.
Ma la stanchezza è tanta, che rallentano il loro arrivo.
Lilith:" PENSATE A LUCIFERO.
A loro ci penso io."
La mia voce mette i brividi persino a me.
E i miei occhi, fanno tremare i miei nemici.
Li sento ardere e maledire tutti loro.
Uno luminoso di luce.
E l'altro iniettato di sangue.
Con le mie spade ne traffigo uno a uno.
Volendo fargli provare il mio stesso dolore.
I nemici non hanno scampo, tanto sono veloci i miei movimenti, che non riescono a vederli.
Devo provare il mio stesso dolore.
Devono sapere come mi sento io.
Le spade si sporcano di sangue.
La mia coscienza delle loro morti.
Ma la mia sete di vendetta, non si sazia.
Ogni parte di me combatte.
Ogni parte di me colpisce
Ogni parte di me uccide, senza pietà o pentimento.
Sono diventata l'arma che tutti vogliono.
La creatura che tutti cercano.
L'angelo della morte eterna.
Non provo sollievo ne meno quando l'ultimo nemico, viene colpito dalla mia spada in mezzo al petto.
Spalanca gli occhi, portandosi la mano sulla mia spada, che entra passo dopo passo nel suo cuore.
I suoi occhi chiedono perdono.
Pietà, per la sua anima che scomparirà, perché ne meno l'inferno aprire le sue porte a lui.
Ed io, nonostante il dolore che vedo, non provo pietà.
Non sento la mia umanità.
Mi ritrovo al centro di venti cadaveri, al centro di una pozza di sangue.
Senza sentire nulla.
Sono diventata ciò che Dio voleva.
Un'arma perfetta, senza ne cuore ne mente.
Figurarsi anima.
(+_+)(+_+)(+_+)(+_+)(+_+)(+_+)
Pov Michele.
La sua figura sporca di sangue e odio, mette i brividi.
Non l'ho mai vista in questo stato, ne meno quando si è trasformata in demone.
E nella sua forma naturale, nella figura con cui lo conosciuta la prima volta.
La sua vera forma.
Ma molto più potente e crudele.
Sento che qualcosa in lei si è spezzato.
Che la sua anima è intrappolata nella sua rabbia.
Ed io desidero solo salvarla.
Lascio Lucifero alle cure di Luxy, correndo verso Lilith.
Che mi guarda, come se non mi riconoscesse.
Come se la sua mente fosse chissà dove, senza trovare riparo.
Michele:" Sei più forte della tua natura Lilith.
Torna da me.
Torna da noi."
Con un movimento di ali, mi spazza via.
Riesco a non cadere a terra, solo grazie alle mie ali, che fanno da contraforza.
Mi guarda, piegando il capo lateralmente.
Nei suoi occhi leggo il nulla.
Il niente.
Il vuoto.
Come se fosse un involucro di sola vendetta.
Non so che fare, come fermarla.
Come farla tornare da me.
Ho solo un idea, che può sembrare stupida, ma è l'unica che mi viene in mente.
Lanciandomi su di lei, non la colpisco, non la combatto.
Ma la stringo a me.
Sento i suoi artigli infilzare i fianchi per staccarmi.
Ma io non mi arrendo.
Chiudendola a bozzolo tra le mie ali.
La stringo a me, cercando di assorbire la sua rabbia.
Il suo dolore.
Michele:" Va tutto bene.
Sono qui Lilith.
Siamo qui per te."
Continua a lottare con denti e unghie.
Ma io non ho nessuno intenzione di mollare.
Stringendo i denti per il dolore, non mollo la presa.
Michele:" Sarò la carezza per ogni tua tristezza."
Le sussurro all'orecchio, facendola fermare di colpo.
Le ho detto spesso questa frase durante la sua permanenza in paradiso.
E ci credo veramente, perché lei è diventata davvero importante per me.
E lei lo sa.
La sua rabbia si trasforma in dolore.
Che si trasforma in lacrime che versa sulla mia spalla.
Sfoga tutto ciò che è tornato in lei.
Ed io allentò la presa, senza però lasciarla sola.
Aprendo lentamente le ali, per poter guardare il suo viso, tornato "umano".
Michele:" Lilith...
Io..."
Sto per dirgli ciò che provo.
Ciò che da giorni mi divora il cuore.
Ciò che la mia mente mi ripete ogni momento della giornata.
Ma la mia dichiarazione viene fermata dai lamenti di Lucifero.
E succede ciò che più temevo e ciò per cui mi sento egoista.
Lei scappa dalle mie braccia, per correre da lui.
Ho capito ormai da tempo che lei, si prova qualcosa per me, ma anche per lui.
Per mio fratello.
E sono certo che nemmeno lui è indifferente a questo sentimento.
Lo dimostra quella freccia ancora nel petto.
Subita, solo per tenere in salvo lei.
Lei si inginocchia di fianco a lui.
Ed io sento cadermi adosso tutti i peccati legati all'amore.
L'invidia, perché vorrei essere al suo posto.
Superbia, perché io potrei dargli molto più di lui.
Ira, per come lei lo guarda con devozione.
Lussuria, nel desiderare che lei mi tocchi come ora sta toccando il suo petto.
Mi sento così sbagliato, addolorato dai miei stessi pensieri.
Un dolore sia fisico che spirituale.
Abbandono la mia mente quando la vedo fare uno strano gesto.
Mi avvicino a mio fratello che, con gli occhi chiusi, respira ormai a fatica.
Lilith si porta due dita al petto, sussurando una antica preghiera in latino.
Una preghiera che son bene cosa invoca.
Ed istinto fermo la sua mano.
Michele:" Non farlo.
Non potrai più scegliere.
Dovrai rimanere per sempre un ibrido."
Lei alza lo sguardo su di me.
Senza spostare l'altra mano dalla fronte di Lucifero.
Lilith:" Devo farlo Michele."
Non lascio la sua mano, supplicandola con lo sgaurdo di ripensarci.
Ma il suo sguardo lucido e triste è irremovibile.
Lilith:" Non potrò mai essere felice, se lui morirà."
Le sue parole sono lame nel petto.
E danno certezza a tutti i miei dubbi.
Lei lo ama, più di quanto ama la sua libertà.
A testa bassa, mi allontano da lei.
Non voglio assistere alla sua disfatta, eppure non distolgo lo sguardo.
Si riporta le dita al petto.
Chiude gli occhi, invocando nuovamente quella antica preghiera.
Sotto le dita, una piccola luce esce dal suo petto.
Dal suo cuore.
Tremante, porta le dita alla bocca, posandoci sopra la piccola luce
Non lo fare, ti supplico mia cara.
Se gli donerai quel bacio, non potrai diventare mai un angelo.
Non potrai vivere in paradiso al mio fianco.
Ma lei è sorda alle mie parole.
E si avvicina lentamente alla bocca di lucifero.
Non lo fare, ti prego.
Troveremo un'altra soluzione.
Il signore saprà salvare il suo figlio prediletto.
Ma ormai è tardi.
Lei bacia le sue labbra, rubandogli l'ultimo respiro.
Donandogli il suo.
Lucifero spalanca gli occhi, respirando con fatica.
La freccia si sfila lentamente dalla sua schiena.
Il tutto sotto lo sguardo speranzoso di Lilith, che non sposta la mano dalla sua fronte.
Lo accarezza, mentre Lucifero soffre per la ferita che si rimargina lentamente.
Lo prega di resistere, mentre ogni ferita di cicatrizza.
Sorride, quando lo vede finalmente vivo, anche se svenuto.
Spalancò le ali, scappando via.
Con il petto che è incendiato di rabbia.
La fatto.
Gli ha donato il bacio di Eva.
Il bacio del libero arbitrio.
Abbiamo scoperto quel bacio, durante la sua permanenza in paradiso.
E mi aveva detto che l'avrebbe usato, per diventare un angelo a tutti gli effetti.
E vivere con me nel mio regno.
Il bacio da una scelta a chi lo riceve.
Nel caso di Lucifero, la scelta di vivere.
Per lei.
Si, è sicuro che l'abbia fatto per lei.
Perché il bacio ti fa scegliere in base alla persona che te lo dona.
E lui ha scelto di vivere per lei.
Mi ricordo quando mi disse, che dopo aver sconfitto gli atei, l'avrebbe donato a me.
Ed io avrei scelto di farla diventare un angelo.
Non che mia regina.
Arrivo nella raduna dove lei mi ha invocato con l'Alleluia.
È passato un mese dall'ora, forse più, e sono cambiate davvero troppe cose.
In più di un mese:
Io mi sono innamorato di lei.
Lei si è innamorata di me.
Lei è dovuta andare via.
Lei si è innamorata di lucifero.
Lui si è innamorata di lei.
Lei è al centro di un cambiamento, che vale sia per l'inferno che per il paradiso.
Lei è il tutto.
Guardo il cielo, occhi negli occhi per la prima volta con il mio caro Dio.
Su cui mai ho dubitato.
Fino ad ora.
Michele:" Questo è il tuo disegno per me?
Farmi innamorare, per poi diventare per l'ennesima volta la seconda scelta?
Ho amato te, e tu hai preferito Lucifero.
Ho amato lei, e lei ha preferito lui.
Questo è il disegno che hai per me?
Io dovrò essere sempre il secondo?"
Sento molta rabbia nella mia voce.
Una rabbia che mai ho riversato verso di lui, tanto l'amore che per lui provavo.
Ma ora, solo la rabbia governa nel mio cuore.
Perché, per l'ennesima volta ho amato.
E sono finito secondo a lui.
Mi sento così male per questi pensieri impuri.
Dovrei essere felice che lucifero è vivo.
E invece nella mente solo lei.
Lei che ha scelto lui a me.
Un amore già vissuto in passato...