Pov Michele
Sono ancora in questo luogo, quando sento qualcuno atterrare dietro di me.
So chi è.
La riconosco dall'odore.
Un odore che ho imparato ad amare e a vivere.
Michele:" Credo tu abbia scelto."
Guardo fisso il lago, troppo debole per incrociare il suo sguardo.
Perché ho paura di leggervi ciò che già so.
E preferisco vivere ancora un po' nell'illusione.
Nell'illusione che lei abbia scelto me.
Lilith:" Io credo di amarti Michele.
Mi dai sicurezza e amore, tutto ciò di cui ho bisogno.
Mi dai la forza di vivere nel giusto e nella luce.
Mi fai stare bene..."
Si ferma prima di aggiungere altro.
Ed io so perfettamente come andrà a finire.
Michele:" Ma ami anche lui."
Mi giro lentamente verso di lei.
Bellissima come sempre nella sua essenza.
Anche ora, con le mani strette al petto.
E lo sguardo triste e colpevole.
Per quanto possa essere una colpa amare.
Lilith:" Non so come sia possibile, ma hai ragione.
Io vi amo entrambi, più di quanto amerei me stessa.
Entrambi mi siete entrati nel cuore, anche se in modo diverso.
Ed io non so scegliere.
Non mi è possibile."
Si avvicina a passo cauto verso di me.
Ha paura che possa crollare, e ha ragione.
Sento che potrei crollare da un momento all'altro, senza aver nulla a cui aggrapparmi .
Lilith:' Non sei secondo a lui, non lo sei mai stato.
Entrambi avete il mio cuore, per metà esatta.
Non so se sia per la mia natura, ma è così.
E non posso mentire né a te, ne a me stessa."
È assurdo, non si è mai visto un amore così.
E come se il suo cuore fosse davvero così grande da reggerci entrambi.
Una forza tanto grande, da lottare per entrambi.
Michele:" Sono discorsi inutili Lilith.
Hai scelto di usare il bacio per lui.
Non potrai più diventare un angelo per me."
Abbasso lo sguardo sulla terra bagnata, fino a vedere i suoi piedi davanti a me.
Fino a sentire la sua mano sulla guancia, spingermi ad alzare il viso.
Lilith:" Mi avresti voluto vivere con il cuore a metà?
Secondo te sarei potuta essere felice con il cuore strappato?"
La sua carezza da solievo alle mie ferite.
La freschezza della sua pelle è acqua per gli assetati.
E il suo sorriso triste, ti entra nell'anima.
Anche se le sue parole sono giuste, mi fanno male.
Guardo i suoi occhi, la fonte del mio amore per lei.
Mi sono innamorata della sua diversità, eppure incosciamente volevo cambiarla.
Michele:" Io ti amo Lilith.
Come non ho mai amato nessuno.
E se mi stai chiedendo tempo.
Se mi stai dicendo che sei confusa.
Io saprò aspettare."
Lei sorride, posando anche l'altra mano sul mio viso.
Avvicinando la mia fronte alla sua.
In un tocco profondo e intimo.
Lilith:" Ti sto chiedendo di ritrovare te stesso.
Perché sento che ti sei perso.
Che desideri ritrovare la tua dritta via.
Ho bisogno che tu ritorni a essere il mio angelo custode."
Sorridendo, posa la sua bocca sulla mia.
Un bacio dolce e delicato, bagnato e salato.
Sono le sue lacrime a renderlo intimo.
L'amore che sta riversando sulla mia bocca, è tanto che mi fa chiudere gli occhi.
Accarezza il mio viso, insinuando con gentilezza la lingua nella mia bocca.
Accarezza la mia, la invita a danzare.
Con gentilezza e dolce.
Non è volgare, ma accogliente e piena d'amore.
Lilith:" Trova la forza di ritrovare te stesso."
Mi bacia ancora, lasciandomi tramortito.
Tanto da non sentire un paio di ali prendere il volo, e lei allontanarsi da me.
Quando apro gli occhi, lei non c'è più.
Mentre non è scomparso il suo sapore sulla mia bocca.
Quando mi rendo conto della sua fuga.
Spicco il volo per trovarla, per chiederle spiegazioni.
Ma lei non c'è già più.
Cos'era quel bacio?
Un ti amo, un addio, o entrambi?
L'unica cosa che posso fare è esaudire le sue richieste.
Ritrovare me stesso.
Credo che questa esperienza mi ha fatto perdere la retta via.
Fatto provare quei sentimenti umani, che io non dovrei provare.
Devo tornare con la mente lucida.
Devo tornare ad amare il signore.
E so che poi, riuscirò ad amare lei.
Lei si è innamorata di me, del vecchio me, ed io ho bisogno di tornare quell'uomo.
Risalgo verso il paradiso.
Ma non prendo la strada per i grandi cancelli dorati.
Ma verso la fonte del pentimento.
La fonte di luce.
Vivrò nel tempio del perdono.
Chiedendo perdono al signore per i miei pensieri.
E a me stesso per aver lasciato che l'odio mi toccasse.
Davanti all'entrata della fonte di luce, trovo Raffaele.
Sa già perché sono qui, anche se non so come.
Credo abbia visto il mio sguardo, quando lei ha scelto lui.
Raffaele:" È la scelta giusto fratello, ed io ti resterò accanto."
Lo abbraccio, ringraziandolo per essere qui.
Per avermi capito.
Per essere mio fratello.
Michele:" Grazie Raffa.
Ma ho bisogno di stare da solo.
Di trovare da solo le risposte che cerco."
Lui annuisce, abbracciandomi ancora.
Non so quanto tempo servirà per redimermi, potrà passare un giorno come un anno.
Tutto dipende da quanto è corrotta la mia anima.
Sospirando, osservo la fonte davanti a me.
Essa dopo avermi depurato mi porterà direttamente al tempio.
Sono pronto ad affrontare le mie colpe e i miei peccati.
Sperando che Dio perdoni i miei pensieri impuri.
E mi dia le risposte che cerco.
Mi immergo nella fonte, con il suo viso nella mia mente.
E le sue parole nel mio cuore .
"Ho bisogno che tu ritorni a essere il mio angelo custode."
Lo faccio per te, mio amore.
Per me.
E perché spero ancora in un futuro insieme.
Mi immergo totalmente.
Lasciando che la luce di Dio, mi dia finalmente pace.
E raseneri il mio cuore confuso...
O_o_O_o_O_o_O_o_O_o_O_o
Pov Lucifero
Sono in un sogno bellissimo.
So che è un sogno, ma è troppo bello per svegliarmi.
Non c'è nulla intorno a me, se non pace e serenità.
Il dolore nel corpo è scomparso.
Come la paura di perderla.
Mentre stringevo quella catena, pregavo per aver la forza di non lasciarla.
Nonostante fosse pesante e forte.
Anche quando la prima freccia mi ha colpito, ho continuato a resistere.
Avevo la sua vita nelle mie mani, e mai avrei mollato.
Ne meno dopo la seconda freccia.
Ma pultroppo la terza ha sfiorato il cuore, e la forza di resistere è scomparsa.
Credo che lei sia ancora viva.
Ho ricordi confusi sul dopo.
Ricordo la confusione, le urla, il suo profumo invadente e ovunque.
Ricordo la sua voce, senza ricordarne le parole.
Il suo bacio, che ha scaturito nel mio petto un calore mai sentito prima.
Sentivo il desiderio di scelta, la possibilità di scelta.
Non so come descrivere la confusione che mi circondava.
Ma ho seguito l'istinto, scegliendo di vivere.
Per lei.
Sentivo che c'era lei vicino a me.
Ed io ho scelto di vivere per lei.
Poi ricordo nuovamente il dolore, le sue carezze, il suo calore.
Fino a risvegliarmi qui.
Non capisco, dovrei essere morto.
Forse è qui che finiscono i morti eterni?
Il luogo intorno a me muta.
All'improvviso mi ritrovo in un giardino bellissimo.
Steso sull'erba guardo il cielo.
Godendomi l'erbetta che mi tocca la pelle.
Lilith:" Credi di amarti Lucifer."
Mi giro verso la sua voce.
Lei è apparsa al mio fianco, stesa come me sull'erba.
Girata però sul fianco, con il gomito piegato per tenere sollevata la testa.
Ma la cosa sorprendente è un'altra.
Mi ha appena detto che crede di amarmi.
E vorrei dirgli che anche io provo qualcosa di forte.
Ma la voce non mi esce, non riesco a parlare.
Posso solo fissare i suoi bellissimi occhi.
Lilith:" Tu mi fai sentire così viva.
Mi dai adrenalina e passione.
Basta un tuo sguardo per farmi sentire al sicuro.
Nonostante tu sia il mio inferno personale."
Stranamente lei sta parlando, ma la sua bocca rimane ferma.
Sembra che stia parlando con gli occhi, con l'anima.
Lilith:" Ma devo essere sincera.
Gli stessi sentimenti li provo per Michele."
Ma va fan culo.
Lo sapevo che quello stronzo era in mezzo.
Lo sapevo che non sarebbe mai stata completamente mia.
Lilith:" So che può sembrare una pazzia, ma è vero.
Provo lo stesso sentimento in ugual quantità.
Anche se è scaturito da due condizioni diverse."
Insomma siamo a un pareggio.
Basterà solo fare calare la bilancia verso di me.
Un piccolo sforzo e lei sarà mia.
Lilith:' Non posso scegliere.
Non voglio scegliere.
Vi amo allo stesso modo.
Tanto che preferisco non amare nessuno dei due."
Si avvicina lentamente a me.
Non posso muovermi, nonostante ci stia provando con tutte le mie forze.
Posa la sua bocca sulla mia, senza insistere.
Semplicemente la posa, me la fa assaggiare.
Mentre io vorrei prenderla dalla nuca e consumarla fino a renderle goffie e di fuoco.
Lilith:" Non posso scegliere Lucifero.
Posso solo amarvi entrambi con lo stesso cuore."
Si distacca dalla mia bocca, lasciandomi in astinenza.
Fissandomi ancora con quegli occhi, di cui mi sono innamorato.
Si cazzo, innamorato.
Lilith:" Ti prego di rimanere l'uomo di cui mi sono innamorata.
Forte e sicuro di te, quanto testardo e sfrontato."
E scompare, come se non ci fosse mai stata.
Lasciandomi confuso e frastornato in balia delle sue parole.
Con quel bacio ancora sulle labbra, senza saperne il significato.
Rimango immobile, a fissare il cielo sereno.
Che mi fa pensare a lei.
Come ogni cazzo di cosa.
Non so cosa mi ha fatto quella maledetta donna.
Ma so che ha fatto qualcosa dentro di me, ha acceso qualcosa nel mio petto.
Più la penso, più la desidero.
Più la desidero, più la sento lontana.
Mi condanna all'eterno bisogno di lei.
Ho capito di amarla quando avevo tra le mani quella maledetta catena.
Quando avevo la sua vita tra le mie mani.
Ho capito di amarla, quando ho deciso di rinunciare alla mia vita, pur di salvarla.
Ho capito di amarla, quando lo vista guardare quel parco con tristezza.
E lo stretta a me, perché ne avevo bisogno quanto ne aveva bisogno lei.
E la amo, da quando ho incontrato i suoi occhi, davanti a quel maledetto pub.
Non so se lo ammetterò mai.
Non so se glielo dirò.
Ma glielo dimostrerò, finché non sarà pienamente mia.
Finché non sarà la mia regina.
Samael:" Sveglia amico.
Svegliati."
Ritorno di nuovo nella luce, con soltanto la voce del mio amico a farmi compagnia.
Mi tira verso l'alto.
Samuel:" Andiamo.
C'è bisogno di te cazzo."
Guarda che lingua biforcuta.
Aspetta che mi svegli, poi vedi come te ne faccio pentire.
La forza che mi attira verso l'alto aumenta.
Fino a sbattere contro la realtà.
E fa male cazzo.
Apro piano gli occhi, ma li chiudo subito, a causa della luce che mi colpisce le pupille.
Samuel:" Finalmente ti sei svegliato, ci hai fatto preoccupare."
Riapro piano gli occhi, trovandomi davanti il mio amico.
Anche troppo vicino al dire il vero.
Lucifero:" Spostati, sembra tu voglia baciarmi."
La mia voce è roca, secca tanto che mi fa male la gola.
Samuel si sposta, porgendomi una sacca di sangue.
Che afferro subito, portandola ai denti.
Sono assetato come se non bevessi da mesi.
Il sangue scende in gola, rinforzando e nutrendo ogni cellula del mio corpo.
Rinforzando ogni muscolo.
Una volta sazio, cosa successa dopo 4 sacche, mi guardo intorno.
Sono nella mia camera, sul mio letto.
Con una cazzo di flebo attaccata al braccio.
La guardo con odio, e Samuel sembra capirlo, perché si affretta a staccare quel maledetto coso.
Lucifero:" Cosa è successo?"
Mi solevo a sedere, cercando di capire cosa sia successo.
E soprattutto quanto tempo sia passato.
Samuel:" Stavi per morire, una freccia a sfiorato il tuo cuore.
Eravamo pronti a dirti addio."
Il ricordo della freccia che trapassa il mio petto mi torna alla mente.
Sbottonò la camicia, osservando la cicatrice sul petto.
Il segno che è successo davvero.
Io stavo per morire.
Samuel:" Ma Lilith, non so come, ti ha riportato in vita.
Uno dei pennuti ci ha detto che ha usato il bacio di Eva."
Conosco la leggenda di quel gesto, credevo fosse una cazzata.
Una cazzata che mi ha salvato la vita cazzo.
Lucifero:" Da quando la chiami Lilith?"
Fino a qualche giorno fa la odiava.
Ora invece sembra quasi devoto a lei.
Come farebbe con una regina.
Deficente io a farmi certe domande.
Samuel:" Diciamo che l'averti salvato la vita, la resa molto simpatica.
E poi dovevi vedere la faccia di Michele quando ti ha baciato.
Leggendaria."
Scoppia a ridere, facendo sorridere anche me.
Non dimentico che lei mi ha detto di amarti, come ama anche lui.
Non può essere stato solo un sogno.
Lucifero:" Lei è stata qui?"
Torna serio, annuendo.
Qualcosa lo turba.
Qualcosa che però ha paura di dirmi
Samuel:" Giorno e notte, finché non hai dato segni di miglioramento.
Cosa successa solo ieri."
Ne parla come se fosse passata una eternità.
Cosa che mi fa allarmare, e non poco.
Lucifero:" Quanto sono stato k.o."
Lui ingoia a vuoto, sa bene che la risposta non mi piacerà.
Samuel:" Più di tre settimane."
Spalancò gli occhi.
Tre settimane?
Nel sogno sono sembrate poche ore cazzo.
Mettendosi comodo, mi racconta di come sono andate le cose in mia assenza.
Hanno nascosto la mia debolezza ai sudditi, dicendo che mi trovavo in un viaggio di piacere, cosa non troppo strana in realtà e già successa in passato.
Mi ha detto che Ivan è scomparso, aiutato dalla confusione creata da Lilith.
Samuel:" Non ho mai visto una creatura tanto combattiva.
E pari merito con la tua trasformazione, ma il suo lato angelico la resa ancora più crudele.
Un angelo della morte."
Sembra confuso su cosa provare.
Passa dal divertito al preoccupato.
In realtà sono un po' invidioso, anche io avrei voluto vederla nella sua forma completa.
Anzi, ho voglia di vederla.
Subito.
E non capisco perché non sia qui.
Lucifero:" Dov'è lei?"
Se è vero che è stata due settimane al mio capezzale, perché non è qui?
Perché Samuel trema?
Perché so di aspettarmi il peggio?
Samuel:" Non so come dirtelo.
Ma..."
Lo sapevo che c'era qualcosa che non andava.
E so che non mi piacerà il seguito.
Samuel:" Lei è andata via.
Appena ha saputo che stavi migliorando è andata via."
Lei è andata via?
Lei non è più qui?
Mi ha detto che mi ama, per poi andare via.
Forse ho davvero sognato tutto?
No, era la realtà, anche se lontana era la realtà cazzo.
Perché se ne andata?
Dov'è andata?
Sposto via il lenzuola dal letto.
Devo cercarla, deve dirmi perché se ne andata.
Perché se ne ha andata se ha detto di amarmi.
Infilo un pantalone e una maglietta.
Non me ne frega nulla di essere impeccabile, devo trovare lei.
Samuel mi urla di tutto, cercando di fermarmi.
"Non sei ancora in forma".
"Non sappiamo dov'è."
"Devi riposarti."
Ma io non l'ascolto.
Devo trovare lei.
Ma da dove iniziare?
Dove?
La risposta mi passa davanti.
Cammina tranquilla verso la sala.
Non potrai scamparmi mia cara.
L'afferrò da dietro.
Spingendola verso il muro.
Lei trema all'istante, davanti ai miei occhi infuocati.
Lucifero:" Dove cazzo è Luxy.
Tu devi saperlo."
Samuel alle mie spalle cerca di allontanarmi.
Mentre io stringo ancora di più la presa sulla spalla.
Luxy:" Non lo so.
NON LO SO CAZZO, MA È COLPA TUA."
Spalancò gli occhi, allontanandomi da lei.
Mai mi aveva parlato così.
Mai mi aveva urlato adosso.
Mai l'avevo vista piangere.
Samuel:" Andiamo nello studio.
Non puoi farti vedere così Luxy."
Lei annuisce, ringraziando che nessuno l'abbia vista così debole e ferita.
Lontano dall'idea che tutti hanno di lei.
Arriviamo nel mio studio.
Silenzioso e confuso mi siedo sulla poltrona.
Solo una volta l'avevo vista piangere, un tempo lontano in cui eravamo ancora in paradiso.
Aveva pianto per la perdita della madre, morta per mano di un angelo diventato folle.
La osservo asciugarsi le lacrime.
E le sue parole mi tornano adosso come pugnali.
"Per colpa tua."
È per colpa mia se lei è andata via.
Luxy:" Non so dove sia.
Ho trovato questa lettera, poche ore dopo che se n'era andata."
Mi porge un foglio stropicciato.
Letto troppe volte.
"Mai avrei creduto di trovare un'amica all'inferno.
E invece tu sei diventata molto di più.
Più di una amica, più di una guida.
Una sorella.
Mi hai fatto apprezzare questo luogo.
E sostenuta e accompagnata in ogni mia paura.
Per questo mi duole dirti addio.
Io non appartengo a questo luogo, come non appartengo al paradiso, e non solo per mia natura.
Non mi sono mai affezionata a nessuno, per paura di perderlo.
Ma ho voluto provarci, lasciando andare, amare.
E Dio se sono stata bene.
Ma poi ho rischiato di perderti, di perdere le persone che amo.
E ho capito che per ciò che sono, rischio di fare del male.
E non posso permetterlo, perché ne morirei.
Spero mi perdonerai, e conserverai i nostri ricordi.
Addio baby."
Le mani mi tremano, cosa mai successa in vita mia.
Ma in queste parole, ci sono tutte le mie colpe.
Luxy:" Se tu l'avessi protetta meglio.
Lei non se ne sarebbe andata."
Non mi dà possibilità di giustificarmi, che sbatte la porta dietro di sé.
Che poi, come potrei giustificarmi.
Ha pienamente ragione.
Samuel:" Mi dispiace."
Anche lui se ne va, lasciandomi da solo con le sue ultime parole.
Le ultime parole che sentirò di lei.
Decido di tornare in camera, lasciando la lettera lì.
Non ho diritto di averla, di conservarla.
Appartiene a Luxy, un ricordo dell'unica donna che la abbia mai accettata.
In camera mi lancio sul letto esausto, e con il cuore addolorato.
Addolorato al pensiero di non rivederla mai più.
Infilo le mani sotto la testa, sotto il cuscino.
Con le dita sfioro un qualcosa di ruvido e cartaceo.
Quando lo tiro fuori, riconosco la calligrafia.
È la sua.
"Ti amo tanto da non poterlo dimenticare.
Ma prego il cielo che tu ci riesca."
Sapeva dei miei sentimenti.
Sapeva del dolore che ha lasciato dentro di me.
E se ne andata lo stesso.
Stringo tra le dita il foglio, come se potessi stringere la sua mano.
Come se potessi fermarla, impedirle di andare via.
Ha deciso per entrambi.
Ha deciso che devo dimenticarla.
Che non devo amarla.
Che non devo averla.
Lancio via il foglio, ormai ridotto a una pallina di carta.
Nessuno decide per me, ne meno tu maledetta donna.
Io ti ritrovero.
Tu costringerlo a rimanere.
Ti costrigero a subire i miei sentimenti.
Perché ti amo, perché non è troppo tardi.
Perché tu devi saperlo.
Io ti troverò...