capitolo 15

3227 Words
Pov Lucifero Dieci giorni. Sono passati dieci maledetti giorni. E ancora non so dove cazzo sia finita. Ho mandato i miei migliori demoni, a cercarla perfino sotto le pietre. Ma di lei ne meno una minima traccia. L'attesa massacra ogni giorno di più i miei nervi. Sono al limite del controllo, tanto che nessuno si avvicina a me. L'intera corte dell'inferno non osa parlarmi. E persino i miei consiglieri tendono a mantenere le distanze. Questo non vale per Luxy, che si mantiene a distanza per motivi diversi. Le poche volte che mi guarda lo fa con rabbia e delusione. Sentimenti già vividi dentro di me. Ho bloccato la mia vita. Ho smesso di vivere, nell'attesa di ritrovarla. Mi sveglio pensando a lei. Mi addormento ricordando il suo profumo. Passo le giornate tormentato con la sua assenza. Lei era un'arma contro il mio nemico. Invece ora è un'arma che ha distrutto me. Passo dalla sua mancanza, alla rabbia per essersene andata. Sono un turbine d'emozione, che fa tremare ogni giorno l'inferno. Samuel:" Abbiamo notizie dai pennuti sire. Michele è tornato." Sussura, fermo sulla porta. Senza osare entrare nelle energia che emanò. Perché sa che fare un altro passo, lo farebbe piegare sotto il peso del mio umore. Ma ciò che dice, alleggerisce la pressione. Finalmente una mezza notizia decente. Senza voler sapere altro, mi tele trasporto ai cancelli del regno. Le guardie scappano via terrorizzate. Sentendo all'istante la furia che emanò. Ormai ne meno l'inferno è al sicuro da me. Almeno finché non ritroverò la mia regina. Perché lei è la mia regina. Perché io la amo. E la odio per essersene andata. E ho solo voglia di trovarla e distruggerla. Per poi soffocarla tra le mie braccia, maledicendola a una eterna vita con me. Mai ho sentito emozioni così forti e umane. Disarmanti e creatori di caus, nel mio mondo che ritenevo perfetto. Era perfetto nella superficialità e empatia. Ma lei ha distrutto ogni cosa. Ha preso il mio mondo, e l'ha sbriciolato nelle sue mani, prendendo il suo posto. Lei è diventata il mio mondo. E capire tutto questo, è stata una doccia fredda. Stringendo quelle poche parole che mi ha dedicato, ho capito che non posso dimenticarla. Che non devo. Che non voglio. Non voglio perdere questo fuoco che ha acceso dentro di me. Arrivato davanti al tempio, rimango all'esterno. Con il volto verso il cielo. Lucifero:" MICHELE." Urlo sfogando tutta la rabbia accumulata. E da quando se ne andata, che cerco quel pennuto da strappazzo. Ma i suoi amichetti mi hanno detto che non era disponibile. Ho perfino creduto che fosse scappato con lei. Che lei abbia scelto lui. Cadendo nella profonda disperazione. Ma Raffaele, quando ho rischiato di dichiarare guerra per la rabbia, mi ha confessato che Michele era chiuso da giorni nel tempio. Ho aspettato che uscisse da quel posto, con l'intento di scoprire se lui sa qualcosa. Attesa durata fino ad ora, ora deve dirmi ciò che sa. Lucifero:" MICHELE." Urlo ancora, osservando gli animali scappare via, terrorizati dalla mia voce non terrena. Solo al mio quarto urlo, finalmente lo vedo atterare davanti a me. In tutta la sua schifosa luce, riaquisita grazie al tempio. Michele:" Perché mi chiami fratello? È successo qualcosa?" È successo tutto cazzo. Ed è anche colpa tua, come mia. Prendendolo dal collo lo alzo da terra, con una tale velocità che non se ne rende conto. Lucifero:" Dov'è andata Lilith? Tu devi saperlo." Lui deve saperlo, deve. Perché altrimenti non saprei dove sbattere la testa. Michele:" Lilith? Perché, non è con te?" È confuso e stordito da tutto ciò che gli sta cadendo adosso. Sto per scaraventarlo via, strappargli le ali, dichiarare guerra. Ma rimango immobile per la sua espressione. La stessa che avevo io quando ho scoperto che lei se n'era andata. Ringhiandogli in faccia, lascio la presa, spingendolo ad arretrare di qualche passo. Quasi mi strappo i capelli per la frustazione. Lui non sa un cazzo, il solito inutile pennuto. Michele:" Che succede Lucifero? Dov'è lei, perché non è con te?" Sta per continuare le sue fottute e inutile domande, a cui non ho risposte. Quando lo fermo ringhiandogli contro, e infiammando gli occhi. Ormai sono al limite. Lucifero:" Non rompermi i coglioni pennuto del cazzo. Anche perché non ho le risposte." La sua faccia sbianca, finalmente una reazione decente cazzo. Michele:" Ok. Spiegami che è successo Lucifero. Perché io non ci sto capendo più nulla." Ecco, invece di avere risposte. Mi ritrovo io a dare spiegazioni. Inutile e stupido pennuto del cazzo. Lucifero:" Se ne andata circa dodici giorni fa, dopo lo scontro al magazzino. E non riusciamo a trovarla." Lui ormai è al limite della incredulità. Non sa più cosa dire o pensare. Be, almeno non sono l'unico. Michele:" Bisogna cercarla, mandare i migliori in ogni angolo della terra. Creare un piano di salvataggio." E continua a parlare a vanvera, camminando avanti e indietro. Facendomi salire ancora di più il nervoso e la nausea. Lucifero:" Pensi che non l'abbia già fatto cazzo. Mentre tu ti stavi facendo una belle pennichella. Io ho smosso mari e monti." Si ferma all'istante, fulminandomi con lo sguardo. Allora anche lui conosce l'ira, che sorpresa. Poi sembra arrivare a chissà quale risposta. L'espressione in un sorriso amaro. E chissà quale pensiero. Michele:" Ecco perché voleva che io ritrovassi me stesso. Sapeva che mi sarei rinchiuso per giorni nel tempio. Come sapeva che tu ci avresti messo un po' a riprenderti." Dire che sono scioccato è poco. Se è vero, quella maledetta donna è un genio del male. Ha studiato il tutto con precisione, conoscendo le nostre reazioni e comportamenti. Maledetta stronza. Ma non ha messo in conto la mia testardaggine. E l'amore scoperto verso di lei. Sto per ribattere. Quando veniamo interrotti da Gabriele e Baal, che gridano alle nostre spalle. Baal:" I demoni sono tornati." Gabriele:" Gli angeli sono tornati." Parlano all'unisono, facendoci voltare verso di loro. Non ci resta che rimandare la nostra discussione. E tornare nelle nostre dimore, a capire che cazzo è successo. Sono tornati. Come? Quando? Michele ha già spiccato il volo, insieme al fratello. Ed io mi accingo a fare lo stesso. Posando una mano sulla spalla di Baal, ci teletrasportiamo direttamente nella sala del trono. Baal:" Sono nella sala riunione. Non sono messi bene, ma sono vivi." Risponde alle mie domande, senza che io gli dica niente. Anche perché ho il caus nel cervello. Non so più che cazzo sta succedendo intorno a me. Io centro di un vortice massacrante. Arrivati finalmente nella sala. Cala un silenzioso gelo. I 15 demoni scomparsi, abbassano il capo, seguiti dai loro cari. Tutti nella stanza sentono il mio animo pessimo. II peso che portò adosso ormai da giorni. Samuel:" Cosa vi è successo?" I consiglieri parlano per me. Sapendo bene che potrei terrorizzarli ancora di più. Intanto osservo il loro stato. Lividi, tagli e troppa stanchezza. Ma anche sollievo di essere tornati a casa. È Josh a farsi avanti, braccio destro di Baal. Josh:" Le nostre storie sono tutte simili. Siamo stati drogati, con non so quale sostanza, e rinchiusi nei laboratori. Non eravamo tutti insieme, ma in gruppi da 5 demoni e 5 angeli, in diversi luoghi. Ci siamo riuniti una volta scappati." Samuel sta per chiedere altro. Ma c'è solo una cosa che mi interessa ora. Lucifero:" Come avete fatto a scappare?" Tutti sussultano per il tono grave e quasi inumano. Manca poco alla perdita di controllo, lo sento. Josh:" Siamo stati aiutati. Ma non saprei dirle da chi sire." Si fa avanti Selena, demone della lussuria. Con titubanza, ma anche molto sorpresa. Selena:" Un essere mai visto sire. Una donna vestita di rosso e bianco, con enormi ali nere. Una potenza equiparata solo alla vostra sire." È lei. Ne sono sicuro. Josh:" Era notte, quando siamo stati svegliati dal frastuono al piano superiore. Dall'ora è stato il caus. La centralina di chiusura è esplosa, e le porte si sono spalancate." Nei loro occhi leggo confusione e sorpresa. Come se nella loro mente, stessero ancora vivendo la notte appena vissuta. Gray:"È successo la stessa cosa in tutti è 3 i laboratori. Sia noi che i pennuti, siamo corsi al piano superiore pronti a combattere. Ma non c'era bisogno." Tre laboratori. In poco tempo ha trovato tre laboratori. Mentre noi in mesi non abbiamo trovato una cazzo di prova. Josh:" Lì c'era quella donna, che combatteva fuori controllo contro tutti i cacciatori. Ci ha ordinato di non combattere, di volare via. E noi..." Abbassa il capo. È terrorizzato, e ne ha tutte le ragioni. Se ciò che penso, potrebbe essere intenso come alto tradimento verso di me. Gray:" Noi abbiamo dovuto eseguire gli ordini sire. Non per nostra scelta, per obbligo. La sua voce aveva il peso dell'inferno, come del paradiso." Non è tradimento. Infondo hanno eseguito gli ordini della loro regina, senza saperlo. Tutti tremano, in ginocchio per chiedere perdono. Pronti a una punizione. Ma è Luxy a fermarli. Luxy:" Non abbiate pena. Quella donna è la contessa di questo regno. E normale per voi eseguire i loro ordini." Si, dai, è una mezza bugia. Detta da un demone. Ci sta. Selena:" Era molto di più sire. Mai avevo visto una cosa del genere. Io..." Ingoia a vuoto davanti ai miei occhi di fuoco. Sentendo il mio potere piegarla. Lucifero:" Non è una cosa. È colei che vi ha salvato il culo,e vostra Contessa. Abbiate il rispetto che merita." La mia voce duole alle loro orecchie ancora stanche. Ma non me ne frega un cazzo, non devono osare insultarla. Cala nuovamente il silenzio. Ed io sono pronto ad andare via, a tornare a cercarla. Quando Josh ferma i miei passi. Josh:" C'è altro sire. Ha detto altro." Mi volto di colpo verso di lui, che non osa alzare lo sguardo. Ed io vorrei bruciarlo vivo per il silenzio che sta creando. Josh:" Ha detto di dirvi il nome di un luogo. Necropolis. E di trovarvi lì tra 4 albe." Un brivido mi percorre la schiena. Quel luogo maledetto riaccende in me ricordi che mi massacrano l'anima. Lì dove abbiamo distrutto il pugnale. Lì dove ho perso la persona a cui tenevo. Lì dove una guerra ha massacrato sia angeli che demoni. Me ne vado, sbattendo con forza la porta. Lasciando ai consiglieri le domande meno importati, mentre io cerco un po' di ossigeno. Mi manca l'aria. Io stesso ho maledetto quelle terre dopo quella guerra. Quella terra che ora mi reclama, reclama una nuova guerra. Spicco il volo, spezzando l'aria che attraverso. Cercando in questa corrente contraria il mio respiro. Ora quel luogo detto dalle sue labbra, è una doss più tossica di veleno. Un messaggio, che riporta la mia mente indietro di troppi anni, se non secoli. Atterrò prepotente, spaccando la terra sotto i miei piedi. Gli occhi rossi, il respiro spezzato. Odio che scorre veloce nelle vene. Luxy è alle mie spalle, mi ha seguito silenziosa. Inutilmente, perché lo sentita dal primo passo. Rimaniamo immobili davanti a un muro. Un muro fatto di cenere, fatto di vittime di quella guerra. Qui non abbiamo cimiteri o luoghi simili. Abbiamo solo questo muro. Che ci ricorda quanto ognuno di noi abbia perso. Luxy:" È lui vero? Sento che è lui." Le prime parole dopo giorni, e sono pugnali nel petto. Lucifero:" Lo sento anche io." Quel luogo, solo lui può conoscerlo così bene. Solo lui poteva usarlo come base. Anche perché ho cancellato quel luogo dai ricordi e dalla mente di tutti. Tranne che nella mia e in quella dei miei consiglieri. L'unico gesto che io e Michele abbiamo fatto, grazie alla mano di Dio. Chiunque si fosse avvicinato li, avrebbe avuto l'obbligo incosciamente di andare via. Luxy:" Come è possibile cazzo? Era solo un umano, come può essere lui?" Vorrei avere le risposte, ma non le ho. E l'unica che le ha, non so dove. Non so ne meno cosa ci sia dietro quella frase. Se non il mio dolore. Luxy:" Stai pensando a lui vero?" Questa volta il suo tono è più dolce e compressivo. Mai avuto nei miei confronti. Io e lei non abbiamo mai avuto questo rapporto. Ma non mi sorprende, quel litigio nel mio studio ha distrutto tutte le regole. Creando il caus e legami. Lucifero:" Come posso non pensarlo. Lui vive in queste ceneri. È parte di un muro creato dalla morte, che è stata anche la sua." Lui, l'unica persona a cui tenevo, morto lentamente tra le mie braccia e un pugnale nel petto. Quello stesso pugnale diretto a me. Luxy:" Un po' lei me lo ricorda." Ora che ci penso, mi trovo d'accordo con lei. Lui, come lei, aveva la stessa anima ribelle, lo stesso orgoglio. Lucifero:" Solo un po'." Lilith è adrenalina pura nelle vene. È passione gentile che ti investe. È un cielo limpido, quando si ha paura dei tuoni. Lui ha vissuta la mia stessa vita, le mie stesse verità. Lei è incognita, è novità. È una nuova vita da iniziare. Lui era attrazione, pelle e arme che si infiammavano. Un ragazzino, così lo definivo io nonostante i secoli di età, sa crescere a cui insegnare. Lei invece, lei è conoscenza. E una strada piena da percorrere. È amore, quello puro, quello maledetto. Quello che porta alla dipendenza. Lucifero:" Credevo davvero che fosse quello giusto. Poi ho conosciuto Lilith." Non mi sento in colpa. Perché, nonostante ciò, gli ho dato tutto. E non posso negarmi questo dolore che ha portato la sua morte. Le sue ceneri in un muro comune. Luxy:" Non si può tornare indietro. Ti ricordo che li c'è anche la mia amata Cleo. Ma non possiamo piangerli ancora." Chi l'avrebbe mai detto che sarebbe stata lei i forti dei due. Chi l'avrebbe mai detto che sarebbe stata lei ha sgridare me di non piangere. Luxy:" Ora abbiamo nuovi cari. E questa volta non dobbiamo perderli. Perché io non posso perderli." Parla di lei, lo so, lo sento. E anche io non voglio perderla, non posso. E so che in molti la pensano come me. Lei, una estranea nel mio regno. Ha saputo conquistare sia nobili che sudditi. Che so già la seguiranno ovunque. Mi giro finalmente verso di lei, lasciando alle spalle quel muro, per guardare al futuro. Non smetteremo mai di piagere le persone perse. Il dolore della loro perdita, ci rimarrà per sempre adosso. Ma dobbiamo anche fargli onore. Vivendo, andando avanti, regalandogli i nostri nuovi sorrisi. Anche se io non so se sono ancora pronto a tutto ciò... (*_*)(*_*)(*_*)(*_*)(*_*)(*_*) Pov Michele. Sfioro il muro, dove ci sono incisi i miei fratelli e sorelle caduti. Il racconto degli angeli ritrovati, è stato sorprendente. Una donna tanto angelica quanto demoniaca, così l'hanno descritta. Non può non essere lei. L'unica donna ha poter fare una cosa del genere. Distruggere tre laboratori in una notte. Forse ne meno io avrei potuto fare di meglio. Lei è davvero l'essere perfetto, nelle sue dolci imperfezioni. Non so come sentirmi, forse un po' preso in giro. Anche se la comprendo, in parte. Ha voluto mettermi al sicuro, e farmi tornare la mente lucida per affrontare tutto ciò. Con le dita sfioro una frase. "Cio che necropolis ci portò via." Gli angeli pensano significhi. "Ciò che la morte ci portò via." Ma necropolis è un luogo, un posto che non ricordano. Ma che io e i miei fratelli ricordiamo con troppo dolore. Perché troppo furono i fratelli e le sorelle che diventarono luce. Perché troppe persone care abbiamo perso su quel terreno arido, maledetto dal dolore di Lucifero. Dove credo sia morto anche un pezzo della sua anima. Come pultroppo è successo anche per me. Sfioro un nome. Giulia, la donna che credo di aver amato. L'unica prima di Lilith. Ad oggi credo che il nostro fosse un amore platonico, un accentuato affetto. Nulla in confronto a ciò che provo per Lilith. Ma non posso negare il dolore che provo nel ricordarla in fin di vita, tra le mia braccia, avvelenata da una spada nel cuore. Maledico l'ingnoranza del bacio di Giuda, che forse l'avrebbe potuta salvare. Raffaele:" E da tanto che non ti vedo qui fratello." Sorrido, sentendolo alle mie spalle. Senza distogliere lo sguardo. Ha ragione, manco da troppo tempo. Da troppo tempo non prego per loro, con loro. Bisogna andare avanti, vivere la vita che Dio ci ha donato. Senza però dimenticarli. Ed io, in cuore mio, per troppo tempo non sono voluto venire qui. Perché in me avevo troppo dolore, troppa angoscia. Michele:" Troppo Raffa. Troppe volte ci dimentichiamo di dare voce ai nostri dolori. Preferendo metterli da parte." Si mette al mio fianco, rileggendo a mente ogni nome inciso. So che lo sta facendo, ormai è sua abitudine. Raffaele:" Un po' me la ricorda. Ha la stessa dolcezza e pazienza che aveva lei." Forse è proprio questo che mi attirato a lei inizialmente. Questa forte assomiglianza, anche se incosciamente. Michele:" Lo credevo anche io. Ad oggi posso dirti che non è così. Due donne così diverse che mi hanno dato tanto, in modo diverso." Giulia è cresciuta con me. Mano nella mano, abbiamo camminato insieme. Affrontando i problemi insieme, sopportandoci a vicenda. Vivendo una vita insieme. Ma Lilith. Lilith è tutt'altra cosa. Lilith è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Mi ha trascinato con lei, facendomi da paraurti, senza che io lo sapessi. Mi ha investito con un attimo della sua vita. Giulia era casa, sicurezza. Lilith è tutto ciò che non conoscevo, che mi spaventava. È avventura e novità. Eppure la stessa dolcezza. La stessa pazienza. Rubandomi lo stesso cuore. Raffaele:" Sarà una nuova guerra. Ma non so se riuscirò a sopravvivere a una nuova perdita." Osservando il suo viso, raccolgo una lacrima che lo bagna. Lacrime che vorrei versare anche io. Michele:" Dobbiamo credere fratello. Questa volta non siamo soli. Dio ci ha fatto un grande dono." Ci ha donato lei, anche se non so a quale scopo. Lei è stata creata per questa guerra. Lui mi ha dato queste certezze quella notte. Un'arma, come la chiamava Lucifero. Senza sapere che lo è davvero. Per questo è stata creata, diventando molto di più però. Raffaele:" È solo una ragazza Michele. Perché darle un tale peso?" Scoppia in lacrime, facendosi stringere tra le mie braccia. Senza che io possa dargli risposte. Michele:" Non lo so." Non so perché dare un tale peso a una persona sola. Le ha dato uno scopo ancora più grande di noi. Combattere una guerra per la libertà e vita di Paradiso e Inferno. Ma anche quello di insegnarci. E lei lo ha fatto ogni giorno. Dando un qualcosa a tutti noi. Senza ricevere nulla in cambio. Lo stacco da me, asciugandogli le lacrime. Sorridendogli, cercando di trasmettergli un po' di pace. Michele:" Ma so che non sarà sola. Che ha amato tante persone, che non la lasceranno sola. Che ha saputo conquistare entrambi i regni, con animo puro." So che è così. Perché sento ciò che ho dentro. Perché lo vedo negli occhi delle persone che l'hanno conosciuta. Michele:" Ora non è il tempo per piangere. Ora è tempo di prepararsi." Lui annuisce, seguendo i miei passi. Usciamo da quel luogo, abbandonando quei ricordi, per cercare di creare un futuro. Lasciando lì il dolore, portandomi dietro i ricordi. Anche se io non so se sono ancora pronto a tutto ciò...
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