Pov Lucifero.
La osservo seduta a terra, fissare un punto indefinito, silenziosa.
L'incontro avvenuto con quella ragazza, la traumatizzata più dell'aggressione.
Dopo quelle ultime parole ha spiccato il volo, con noi al seguito, per poi mettersi in quella posizione.
Ormai da ore.
Non so lei chi sia, perché la conosca, ma ho capito che è importante per lei.
Lo dimostrano le piccole lacrime che versa di nascosto.
Baal:" Dobbiamo dare qualcosa.
E al più presto."
E mentre lei ormai è in un mondo tutto suo.
Noi parliamo inutilmente di cosa fare.
Chiedendoci come siano riusciti a liberare quell'essere.
Di come faremo a farlo tornare nella pergamena.
Michele:" Dobbiamo creare un piano.
E subito.
E..."
Smette di parlare, e lo stesso faccio anche io.
Perché due spade puntano alla nostra gola.
Lilith:" Ora basta."
Sussura, fissando il terreno.
Senza lasciare la presa sulla spade, la presa sulle nostre gole.
Gli altri informano bloccano qualsiasi cosa stiamo facendo.
Sia angeli che demoni non sanno come comportarsi.
Hanno davanti i loro re minacciati dalla loro regina.
Ne anche io saprei cosa fare.
Lilith:" Ora voi mi spiegate ogni cosa.
Altrimenti io non risponderò delle mie azioni."
Alza gli occhi verso di noi, facendoci sospirare.
Non c'è rabbia nei suoi occhi, non c'è odio.
Ma dolore e rossore dovuto al troppo pianto.
Michele;" Ok.
E giusto che tu sappia."
Lei lentamente riposa le spade, che non sono mai state una minaccia per noi.
No.
La vera minaccia sono i suoi occhi, capaci di distruggere ogni anima che le è fedele.
E vorrei dirgli ogni cosa, ma non posso.
Non so parlare di quell'accaduto.
Così lascio che parli Michele.
Michele:" Sai già della guerra, di quelli che oggi chiamiamo atei.
Ma devi sapere che la guerra non fini con loro."
Lui guarda me, cercando il consenso.
Ed io ormai, come posso negarmi?
Michele:" Alla fine della guerra, lucifero perse una persona molto importante per lui."
Sta per dire il nome, ma io lo fulminò con lo sguardo.
Perché quel nome ne meno io lo sussuro più.
E se non lo faccio, non deve farlo nessuno.
Lui si schiarisce la voce, tornando a raccontare.
Tornando a girare il coltello nel mio petto.
Il dolore che provo solo nel ricordare.
Michele:" Tanto era il dolore, che esplose.
Divento un organismo vivente, un entità di malvagità che però ha bisogno di un corpo per vivere.
E lo trovo tra di noi."
Sospira anche lui, questa volta ferito lui.
Perché il corpo che trovo, è lo stesso che lui venerava.
Michele:" Si impossessò di una donna, di un angelo caduto in battaglia.
E fu la vera guerra."
La sua voce trema, ed io sento che è il mio turno di raccontare.
Lucifero:" Era un essere mostroso, persino più di me.
Non aveva la coscienza di riconoscere un innocente.
Non uccideva, ma distruggeva la mente, il cuore, l'anima lentamente."
La vera apocalisse, il massacro peggiore che ho mai visto.
La creatura nata da me, fece più vittime del nemico.
Michele:" Fu allora che scoprimmo i baci miracolosi e maledetti.
E grazie a quel potere riuscimmo a imprigionare quell'essere in una pergamena."
Ricordo le ore passate sui libri della biblioteca di Agorà.
Alla ricerca di un qualsiasi indizio per distruggerlo.
E da quei libri naquero i baci e i veleni.
Lucifero:" Dopodiche maledimmo queste terre.
E cancellammo la memoria a tutti, in modo che nessuno trovasse quelle carte.
Inutilmente aggiungerei, dato gli ultimi eventi."
Secoli di silenzio, spazzati via da superbia e ingordigia.
Ironico detto da me.
Lilith:" Come avete fatto a farlo uscire dal corpo?"
Chiede in un filo di voce.
Domanda a cui nessuno vuole rispondere.
Perché sanno la sua reazione.
Ma lei deve sapere, che non c'è speranza.
Lucifero:" Uccidendo il corpo ospite.
È l'unico modo per separarlo dalla creatura apocalittica."
Lei spalanca gli occhi, nega con il capo, iniziando a fare avanti e indietro.
Lilith:" No.
No
No.
Ci deve essere un modo.
Non permetterò che muoia.
Non di nuovo."
Urla verso di noi, ora mostrando tutta la sua rabbia.
Lucifero:" Non c'è nulla da fare
Arrenditi non puoi salvarla.
E noi dobbiamo fermarla, prima che esca sa quella cella."
Mi avvicino a lei, mentre gli altri arretrano, lasciando a me la patata bollente.
Lilith:" Non lo permetterò.
Tu non capisci, Sarah è l'unica cosa del mio passato a cui tengo.
E l'unica famiglia che ho."
Continua ad urlare, stringnedo con forza i pugni.
Lucifero:" Lei non è viva lo capisci?
E solo un corpo, non sappiamo ne meno se c'è ancora la sua anima in mezzo a quella dannazione."
Ma lei non mi ascolta, negando con il capo, mi punta un dito contro.
Lilith:" Non puoi esserne certo.
E non ti permetterò di ucciderla finché non saprò che non posso salvarla."
Testarda, dura di comprendonio.
Mi sfida con lo sgaurdo, non si arrendera mai, non è nella sua natura la resa.
Lilith:" Quando ero in quel laboratorio, pregavo ogni giorno per lei.
Perché lei era l'unica che mi amava.
Lei mi rendeva umana."
Si punta una mano al petto, lasciandosi guardare mentre gli occhi le diventano lucidi.
E a me non resta che rimanere in silenzio.
Lilith:" Una notte mi beccarono pregare, e risero di me.
Dicendo che era inutile,che lei era morta, e il suo corpo buttata in una fossa comune."
Stringe più forte i pugni, abbassando lo sgaurdo, solo per non mostrarsi così fragile.
Lilith:" Quella notte la mia vita è cambiata.
E se dovessi perderla di nuovo.
Non si cosa mi potrebbe succedere."
Quando rialza gli occhi, sono accesi più che mai.
E come se fossero uno specchio che mostra tutto ciò che ha passato.
Mostra il fuoco che la consumata, l'oscurità che ha attraversato.
E mi fa male sentire quanta tristezza c'è nella sua voce.
Davvero.
Ma non posso permettere che quella cosa distruggi altre vite.
Lucifero:" Mi dispiace Lilith.
Ma non posso permettere che scappi da quella cella.
Non posso rischiare la vita di migliaia di persone, solo perché tu non vuoi convincerti."
Ormai occhi negli occhi, è una guerra.
Lei che pensa a salvare un unica persona.
Io a migliaia.
Lucifero:" Mettitelo in testa, in una guerra bisogna fare dei sacrifici.
Che si voglia a no.
Quindi smettila con i capricci."
Per me la discussione finisce qui, quindi le do le spalle, andando via.
So che ora non mi capisce.
So che ci tiene a quella ragazza.
Ma io non posso rischiare tutto per un suo capriccio.
Lilith:" La vita di una persona non è un capriccio."
Mi urla dietro, senza che io le dia corda.
Continuando a camminare.
La sento spiccare il volo e questa volta lascio a Michele il compito di parlarle, sicuramente più paziente di me.
Luxy:" Non c'è davvero nulla che si possa fare?"
La fulminò con lo sguardo, facendola zittire all'istante.
Come se fossimo tornati indietro, invece di andare avanti.
Senza inferire oltre mi allontano dall'accampamento, per sfogare il nervoso che ho accumulato sotto pelle.
Come può essere così egoista, così ingenua.
Ho visto cosa può fare quell'essere, lei no.
Ecco perché ragiona così, non capisce quanto sia terribile in realtà.
Decido di metterla da parte nei miei pensieri, per poter usare la logica e la lucidità.
Sono davvero troppi i dubbi in questa storia.
Come hanno fatto ha liberarlo?
Come lo tengono segregato in quella cella?
Forse l'unico modo è tornare lì, e scoprirlo.
Guardo il cielo, il tramonto è ancora lontano.
Finché c'è io sole non dovrebbe essere rischioso, essendo una creatura di oscurità.
Così, senza pensarci troppo, spicco il volo per tornare in quel luogo.
Senza dare spiegazioni a nessuno perché...
Perché sono il re e faccio quello che voglio.
Atterrò nella stanza, a una distanza di sicurezza dalla cella.
Sarah:" Il signore è tornato da noi.
Vuole risposte il signore.
E noi non gliele daremo.
Perché no?
Perché le userà contro di noi."
La multivoce da sempre i brividi, sopratutto nel sentirlo da solo farsi domande e rispondersi.
Lucifero:" Voglio sapere come ti hanno liberato."
Ma la creatura scoppia a ridere, per poi afferrare con forza le sbarre, quasi volesse spezzarle.
Sarah" Noi non prendiamo ordini.
Noi non abbiamo più un padrone, NON RISPONDEREMO A TE?"
Urla l'ultima frase, liberando credo dalla sua schiena, tentacoli pronti a colpirmi.
Lucifero:" COME OSI."
Libero all'istante la catena, girandola velocemente.
Il movimento è talmente forte e veloce, fa tagliere i tentacoli uno a uno.
Sotto le urla disperate di quell'essere.
Lucifero:" ORA ASCOLTAMI."
Alzo la voce, accentuando il mio potere sull'essere, che ora si è nascosta in un angolo oscuro.
A leccarsi le ferite.
Sarah:" Noi non vogliamo dirtelo.
E invece si.
E invece no."
Continua questo battibecco, che sta aumentando sempre di più il mio nervoso.
Tanto da farmi esplodere.
Il mio potere cresce fino a farla smettere di parlare.
Il mio corpo muta, si trasforma, si completa.
Sarah:" Ora il signore è arrabbiato con noi.
...
E allora?
Non ci interessa.
...
E invece si, perché poi lui ci libererà.
E buono io nostro sire."
La sento strisciare, accompagnata dal rumore di catene, fino alle sbarre, che stringe di nuovo con forza.
Ora davanti a me, poi calma, si lascia guardare.
Si lascia scrutare nei suoi occhi pienamente neri e devoti a me.
Come un figlio verso il padre.
Sarah:" Hanno usato quell'angelo dalle nere.
Si, si è colpa sua sire.
Hanno usato il suo sangue dal doppio DNA.
Lei è la chiave sire, la chiave delle nostre catene."
Lascia le sbarre, per stringere tra le mani le catene che ha ai piedi.
Sicuramente create per intrappolarla.
Lucifero:" Cosa sai dei loro piani.
Cosa hanno fatto a Ivan?"
Non lascio il tono duro, che sembra funzionare.
Come non diminuisco la mia aurea di potere.
Sarah:" È sempre colpa di lei sire, non nostra.
Sono riusciti a modificare il suo DNA, grazie a quello di lei.
E lui li ha ripagato uccidendoli sire, ha ucciso gli atei umani capo.
Prendendo il loro posto."
Mezzo di merda.
Ha trovato ciò ha cui ha sempre ambito, un trono con tanto di corona.
Sarah:" Vuole distruggere i regni delle anime.
E crearne uno unico, con lui a portarne la corona."
Non è neppure originale il bastardo.
Ma pultroppo non è da sottovalutare.
Ho visto la sua forza, il suo potere, la sua assenza di anima.
Sarah:" Ci liberi signore.
E noi la vendicheremo sire.
Uccideremo tutti i suoi nemici, a partire da lei."
Stringo i denti, ringhiando, facendola azzettire.
E ironico che Lilith la voglia liberare e lei voglia ucciderla.
Ma per me è una motivazione in più per ucciderla.
Salvaguardare la vita di Lilith.
Spalancando le mie ali nere, spicco il volo.
Accompagnato dalle urla disperate dell'essere.
Sarah:"NON CI ABBANDONI SIRE.
NON SE NE VADA DI NUOVO.
LA PREGHIAMO."
Ma io non mi fermo, continuando il volo fino all'accampamento.
Ho bisogno di Michele per uccidere quell'essere.
Ma noto con dispiacere che non è ancora tornato.
E ne meno lei.
Solo ora mi rendo conto, di essere stato troppo duro con lei.
Ma lei non ha visto e sentito, quello che ho visto e sentito io...
(*_*)(*_*)(*_*)(*_*)(*_*)(*_*)
Pov Michele
Lilith:" La vita di una persona non è un capriccio."
Spicca il volo in lacrime.
Ed io non posso non seguirla.
La sua velocità è sorprendente, forte quanto la sua tristezza.
Sbatte le ali con rabbia, quasi a voler sfiorare cielo.
Per poi lasciarsi cadere giù e planare a pochi metri da terra.
Passa da tristezza a rabbia e viceversa, in un circolo vizioso, che io sento perfettamente su di lei.
Nella sua aurea.
Le seguo a distanza, lasciandole il suo sfogo.
Finché non atterra mezz'ora dopo, abbastanza lontano dal campamento.
La osservo da lontano respirare a fondo, con gli occhi chiusi verso il cielo.
Come se stesse pregando.
Lilith:" Non farmi la predica anche tu Michele.
So che la pensi come lui."
Sospiro, mentre lei non distoglie lo sguardo chiuso dal cielo.
Michele:" So che può sembrare ingiusto.
Ma lui ha ragione, quell'essere è troppo pericoloso."
Si volta di scatto verso di me.
Una espressione dura e arrabbiata, che farebbe tremare il più coraggioso tra i soldati.
Lilith:" Lo ero anche io, o sbaglio?
Eppure siamo qui."
Si, infondo ha ragione.
Lei era l'arma che non doveva cadere nelle mani sbagliate.
Sprofondò nei suoi occhi, che ti trapassano ogni volontà.
Ma faccio ammenda a tutta la mia forza per non soccombere.
Michele:" Non è la stessa cosa Lilith.
Tu eri un'incognita, mentre quell'essere abbiamo la certezza che si il male."
La sua pelle si incendia di luce e buio.
Il suo corpo muta fino alle punte delle sue ali spalancate.
Mostrandosi nella sua forma completa e perfetta.
Lilith:" È un umana.
Non siete sicuri che lei non c'è più.
Eppure siete pronti a sacrificarla.
Come puoi proprio tu dire una cosa del genere."
Mi urla adosso, buttandomi adosso il suo potere.
Facendomi inginocchiare a lei.
Alla mia regina.
Lilith:" Finché non sarà tutto perduto, non mi arrenderò.
Io non posso."
Mi rialzo a fatica, come se avessi una montagna a premere sulla schiena.
Cammino verso di lei a fatica, trascinando le catene attratte che ha creato.
Fino ad arrivare a lei.
La sua bellezza è strabiliante e soffocante.
La sua pelle brucia, fino ad essere visibile.
La sua bocca, in una smorfia furiosa, è rossa fuoco.
La stringo a me, la stringo tra le mie braccia.
Soffrendo per la sua postura rigida e fredda, che non ricambia l'abbraccio.
Lilith:"Quando scoprirai che si poteva salvare, la sua morte ti porterà a cadere.
Il suo sangue colera tra le tue dita."
La sua voce, è talmente fredda da toccare il respiro.
Mi stacco con dolore, sentendo il suo potere battere e graffiare la porta della mia anima.
Stringo i denti, vietandogli ogni ingresso.
Perché altrimenti sarebbe la fine per me.
Non lo mai sentita così potente, non ho mai sentito questo suo potere superiore a quello di Lucifero.
Il potere di distruggere ogni traccia di anima.
Michele:" Capisco la tua rabbia.
Ma non è distruggendo me che risolverai."
Parlo a fatica, resistendo alla sua furia.
Ai suoi occhi che amo, ma che ora non riconosco.
Pieni di oscurità e luce, per distruggere.
Non distolgo lo sguardo, continuo a lottare contro di lei.
Finché non è lei a distogliere lo sguardo.
L'ossigeno torna di colpo nei polmoni, in modo doloroso.
Riesco finalmente a respirare, anche se con fatica.
Lilith:" Hai ragione.
Mi dispiace, ma io non posso aredermi.
Non posso piangerla prima che muoia."
Torna a guardarmi, questa volta con un aurea diversa.
Ora io suo potere è calore allo stato puro.
Mi accoglie, mi circonda, diventa cura contro ogni ferita subita.
Michele:"Grazie."
Prendo un lungo respiro, piacevolmente sorpreso dall'assenza di peso sul petto.
Lilith:" Nuovo potere scoperto da poco.
Da molto poco, potremmo dire da subito."
Sorride, sedendosi su una roccia alle sue spalle.
Si porta le mani ai capelli, passandoci attraverso le dita.
Gesto che vorrei fare io, che brano farlo.
Ormai, questa donna condiziona ogni mio istinto.
Tanto da spingermi ad avvicinarmi a lei.
Mi inginocchio davanti a lei, accompagnando la sua mano con la mia.
Beandomi dell'effetto che ha su di quel contatto.
E spirituale la sensazione delle dita tra i suoi capelli.
Sembrano fuoco che passeggia tra le dita, senza ustionare.
Michele:" So quanto sia importante per te.
Ed io ti aiuterò."
Lo farò, perché ha ragione.
Se quella ragazza può essere salvata e non lo faccio, il suo sangue peserà sulla mia coscienza.
Lilith:"Davvero?"
Alza gli occhi si colpo verso di me.
Pregandomi che non sia una illusione.
Lasciandomi appena la forza di annuire, prima che si lancia tra le mie braccia, stringendomi a sé.
L'impatto mi fa cadere a terra, con lei sopra di me, che sorride finalmente felice e piena di speranza.
Ride, per la caduta, finche non si ammutolisce, davanti ai miei occhi pieni d'amore.
Uguale ai suoi.
Si lascia coccolare dalla mia mano nei suoi capelli.
Si lascia toccare sulla schiena, chiudendo gli occhi, concentrandosi sul mio dolce tocco.
Ed è bella, morbida e donna.
Capace di convertire un angelo, avvicinarlo al peccato carnale con dolcezza.
La mia bocca è ormai schiava di questo dolce peccato, e sfiora la sua.
È dolce e calda, è tentazione senza rimorso.
L'assaporo con calma, non volendo perdere nessuna nota della sua essenza.
Si dischiude, invitando gentilmente la mia lingua.
Che timida sfiora la sua.
La mano preme sulle schiena, mentre quella tra i capelli passeggia indisturbata.
Il suo respiro affanna, si sfoga nella mia bocca, chiedendo di più.
Mentre le sue pani si infilano nei miei capelli.
Lì massaggia, li tira, spezza la mia volontà.
La sua pelle, come la sua bocca, diventano sempre più calde.
Fino ad ustionarmi, fino a farmi gemere nella sua bocca.
Riapre gli occhi, incrociando subito i miei.
Legge il mio amore, la mia devozione.
Ma anche il peso che questo bacio a su di me.
Distanzia le nostre bocche con un sorriso rassicurante.
Lilith:" Ti amo Miky.
E lo so che tutto questo è troppo per te.
E non parlo solo della situazione con Lucifero."
Già, in quel bacio avevo dimenticato quel particolare.
La sua confusione, il suo cuore spezzato a meta.
Si alza velocemente, sistemandosi i capelli.
Ed io ingoiare a vuoto.
Nella confusione, la parte sopra del vestito si è ulteriormente strappato.
Ed ora, non nasconde più il suo seno destro.
L'occhio cade sul suo capezzolo dritto e roseo.
Un bottonccino che la mia bocca sembra bramare.
Si muove qualcosa dentro di me.
Una parte animale e grezza, che non sapevo di avere.
Sento una scintilla rossa passare nei miei occhi.
E lo vede anche lei.
Lei che ora è diventata rossa, accentuando ancora si più la lussuria che il suo corpo sprigiona.
Che Dio mi perdoni, per il bisogno che ho di morderlo.
Che mi perdoni, perché non sento peccato nel desiderio che ho di succhiarlo con dolcezza.
Che mi perdoni se mi sento vivo, umano, nel volere il corpo della mia donna.
Per fortuna, nota quel pezzo di pelle che guardo con ardore.
E lo ricopre completamente, sistemandosi al meglio.
Faccio un lungo respiro, dandogli le spalle.
Non fidandomi ciecamente del mio corpo.
Della mia umanità.
Michele:" Andiamo."
Spicco il volo velocemente, pregando che il vento freddo mi ridia il buon senso.
Lilith:" Dove?"
Urla alle mie spalle, senza che io abbia il coraggio di guardarla.
Michele:" Alla biblioteca perduta di Agorà."
Accellero il passo, senza darle spiegazione.
Se c'è una soluzione, potremmo trovarla solo lì.
Anche se questo è l'ultimo dei miei pensieri.
Nella mia mente questo desiderio appena scoperto.
Che mi spaventa, e mi fa sentire più vivo che mai...