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Davanti alle Bianche Scogliere

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In “Davanti alle bianche scogliere” -che prende spunto dal romanzo precedente “L’onda lunga del destino” - l’autore immagina la Cornovaglia del 1493, Un anno dopo la scoperta dell’America da parte del genovese Cristoforo Colombo. La notizia della scoperta suscita la reazione di alcuni discendenti degli antichi navigatori Celti che, dieci secoli prima, erano approdati sulle coste del Nuovo Mondo, ritornandone poi, portando seco la notizia ed anche una mappa. Pur essendo sommaria, la mappa riportava la direzione dei venti e delle correnti nonché le coordinate necessarie per raggiungere la nuova terra posta sotto le stelle della “Croce del Sud”. Anche l’attuale Brasile, verrà scoperto di lì a sette anni dal portoghese Pedro Alvarez Cabral, che approdando il 22 aprile del 1500, ne prenderà possesso in nome di Sua Maestà Manuele I, della Casata Aviz-Beja, Re di Portogallo. Il romanzo si incentra su una saga di famiglia fatta di antichi ricordi tramandati per dieci secoli, superando gli anni neri del “Castigo di Dio”: il flagello chiamato “peste” che, ad ondate, avrebbe colpito l’Europa intera. In parallelo, vengono descritti, anche, fatti relativi al terzo millennio in contrapposizione a quelli di un lontano passato dal quale i fantasmi si affacciano, evocati dal Walhalla celtico. Quello di Learco è un romanzo appassionante che non mancherà di coinvolgere il lettore con i colpi di scena descritti, con lo stile inconfondibile, e la fantasia versatile dell’autore.

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Chapter 1
Prefazione Con “Davanti alle bianche scogliere” si conclude la trilogia delle Avventure di Atalon. Nei tre romanzi si dipana la storia leggendaria dei discendenti di un popolo che con l’Oceano hanno avuto un rapporto che ha interferito tragicamente con il destino di questi. L’autore ha voluto accompagnare il lettore lungo un percorso di secoli, intessendo tre romanzi incentrati sulla mitica “Atalon”, capitale del regno di Atlantide, la regina di quell’Oceano dal quale venne sommersa. Ma non sono periti tutti gli atlantidei che, mutando nome, hanno dato origine ad una nuova razza, quella dei Celti. Rinasce anche l’antica Patria nell’Isola delle Mele posta nel Canale della Manica con il nome di “Avalon”. Siamo nell’anno Domini 444 quando nell’Oceano Atlantico avviene l’inondazione di quest’isola e l’inizio dell’inabissamento. I Celti di Bretagna sono costretti ad un nuovo esodo ma alcuni drakars perdono il contatto con il convoglio diretto verso le vicine coste della terra ferma. Il destino, la tempesta e le correnti fanno spiaggiare i superstiti in un nuovo continente del quale saranno gli scopritori. Si giunge, nell’anno 1493 all’ultima tappa storica e qui inizia il terzo romanzo ambientato parte in Cornovaglia e parte nel Nuovo Mondo che si diceva scoperto da un navigatore Genovese. La notizia della scoperta suscita la reazione di alcuni discendenti degli antichi navigatori Celti che, dieci secoli prima, erano approdati sulle coste dell’America Latina per poi ritornare diffondendo la novella e, a sostegno di quanto raccontato, avevano con loro una mappa. La mappa riportava la direzione dei venti e delle correnti nonché le coordinate necessarie per raggiungere il nuovo continente, posto sotto le stelle della Croce del Sud, all’interno del quale era stata fondata la “Città dalle Porte Rilucenti”, sede del Regno Celta di Tirn Aill. L’attuale Brasile verrà scoperto di lì a sette anni dal portoghese Pedro Alvarez Cabral, che approdò sulla costa il 22 aprile del 1500, e ne prese possesso in nome di Sua Maestà Manuele I, della Casata Aviz-Beja, Re di Portogallo. Il terzo romanzo si incentra su una saga di famiglia intessuta di antichi ricordi tramandati per dieci secoli, superando gli anni neri del “Castigo di Dio”, un flagello denominato “peste” che, ad ondate, avrebbe colpito l’Europa intera. Learco mette a confronto fatti recenti con quelli di un lontano passato dal quale i fantasmi si affacciano, evocati dal Walhalla celtico. La prosa dell’autore scorre facile e giunge a coinvolgere il lettore al punto da fargli credere che ogni cosa descritta e narrata non sia semplicemente un parto della fantasia. Elisa Savarese Presidente dell’Università Avalon Nascendo, ognuno è erede del mondo lasciatogli, così com’è, da chi ci ha preceduti. Può accadere che sia una eredità pesante ma al destino non ci si può sottrarre in alcun modo. È così che, poco a poco, ci si affeziona anche alle cose meno piacevoli come un destino segnato dai tempi. È una realtà che non ci lascia e che calza come una seconda pelle. Dedico queste pagine a tutti coloro che hanno voluto sostenermi, nei momenti difficili infondendo in me coraggio e fiducia. Questi compagni di viaggio, seppur incrociati per un breve tratto sulla strada della vita, hanno rappresentato molto, per me. Grazie, Elisa, Dulce e José, Valdice, Maria ed Antonio. Ho voluto ricordarvi in queste righe, pensando a voi ed ai momenti sereni trascorsi insieme. (Learco Learchi d’Auria) I personaggi del presente romanzo ed anche l’autore, tal quale si descrive, sono stati ideati dalla fantasia. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti sono puramente casuali. Le pagine con fondino più scuro distinguono gli eventi accaduti in epoca remota rispetto a quella attuale.

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