Claire La sveglia suona, inutile. Ho gli occhi aperti da tempo. Il bip acuto mi strappa comunque un sobbalzo, come se fossi stata colta in fallo. Julien si allunga accanto a me, le braccia aperte, un sorriso vago ancora intriso di sonno. La sua mano cerca la mia, la afferra pigramente. — Hai dormito male? La sua voce è rauca, tenera. Annuisco, un po' troppo in fretta. Le mie labbra si allargano in un sorriso convenzionale. — Va bene. Solo un po' di stanchezza. È tutto. Lo dico così, e lui mi crede. Certo che mi crede. Perché non dovrebbe? Il suo sguardo è limpido, fiducioso. Lui dorme. Lui sogna solo cose semplici. Io, invece, sono prigioniera delle mie notti. Mi alzo prima di lui. Le mie gambe sono pesanti, le tempie pulsano. Nella stanza da bagno, mi chino verso lo specchio. Il bag

