Camille È così vicino che ho l'impressione che ogni battito del suo cuore risuoni contro il mio petto, che ogni respiro che lascia sfuggire si schianti sulla mia pelle come una carezza ardente. L'aria è densa, quasi spessa, satura di quella tensione che si gonfia tra noi da notti, e ho la strana sensazione che la stanza si sia ristretta, che tutto l'ospedale si riduca a questo spazio minuscolo dove non ci sono più né pazienti né protocolli, solo lui e me, e questa urgenza che ci consuma lentamente. Le sue mani lasciano il mio vita con una lentezza calcolata, come se volesse imprimere il calore delle sue palme sulla mia pelle, prima di scendere lungo i miei fianchi, seguendo una traiettoria lenta, quasi ipnotica. Le sue dita scorrono, si soffermano, disegnano linee invisibili che mi fanno

