Capitolo 16 — Nei corridoi di un ospedale 8

742 Words

Camille Il turno si conclude in un silenzio ingannevole. Non perché l'ospedale dorma: non dorme mai, ma perché le mie orecchie ronzano ancora del caos della stanza 312. Ordini urlati, bip incessanti, il respiro affannoso degli operatori… e, in filigrana, la sua voce. Esco dal spogliatoio con quella pesantezza che mi assale sempre alla fine del turno. Le spalle un po’ cadono, le gambe si lamentano. Nel corridoio, l'odore di antisettico si mescola a quello del caffè tiepido dimenticato in un bicchiere su un tavolo. Fuori, la notte è fresca. L'aria frizzante accarezza il mio viso e scaccia per un attimo l'umidità lasciata da dodici ore trascorse nel calore delle stanze. Respiro profondamente. Ma anche questo sorso d'ossigeno non basta a far svanire la sensazione delle sue mani su di me, d

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