Capitolo diciannovesimo Lui siede sul divano, davanti alla stufa che lo illumina a tratti con bagliori intensi. Si è chinato in avanti per farsi bastare la luce e leggere la lettera che tiene appoggiata sulle ginocchia. Io intanto riordino e metto via le stoviglie della cena dopo averle lavate. Tutto intorno è silenzio. Sembra che il mondo fuori sia scomparso nel buio impenetrabile della notte che avvolge la casa. Ricordo a fatica in che anno siamo. Tutti i riferimenti temporali sembrano saltati. Niente radio, niente televisione, niente energia elettrica. Solo una stufa e qualche candela. Anche la figura dell’uomo concentrato nella lettura davanti alla stufa non mi aiuta a recuperare le coordinate. Il suo viso non porta nessun segno del nostro tempo: niente sopracciglia depilate, niente

