31 - Stephan

1253 Words
"Amanda non aveva accettato la mia malattia! Decise ancora prima di avere una diagnosi accurata, che se ero malato non andavo più bene. Quando restammo soli ella mi disse che non riusciva a gestire un malato, lei voleva un compagno giovane e sano con cui poter girare il mondo o anche solo andare agli eventi. Mi disse anche che non voleva figli da un malato terminale, soprattutto perché nonostante il matrimonio in programma voleva averne quanto più tardi possibile. Io ero sorpreso dal suo comportamento, i miei genitori la cacciarono dal palazzo, dicendole che erano loro a non volerla più vedere. Fu una delusione." Le raccontai omettendo di dirle che a lei andava bene anche Pierre. "Mi dispiace per il tuo fidanzamento." Mi disse. .”A me no! O almeno non da quando il ricordo di te è tornato nella mia vita quando Amelie ha ricevuto la tua lettera." Le rivelai. "Stephan... non sono più la sedicenne di cui ti ricordi." 'Mi disse rammaricata. "Lo so! Sembri molto di più adesso e sono curioso di conoscere la nuova Sapphire." Risposi gentilmente. "Anche a me farebbe piacere conoscerti, però..." "Sono un uomo malato che si ostina a non voler fare la chemioterapia." Dissi tranquillo, ma perché diamine glielo chiedevo? Avrei dovuto lottare per Marina e non per Sapphire, tuttavia la mia ex soffriva di cuore e un malato terminale non poteva rientrare nella sua vita.. "Gli esami adesso stanno uscendo bene." Scosse la testa. "Tu sei adorabile Stephan e stai trattando i miei figli in modo così dolce. Percepisco il tuo amore verso di loro anche se non sono tuoi. Non dipende dalla tua malattia." Mi confessò. "Quindi proveresti a frequentarmi?" Le chiesi emozionato. "Non è questo Stephan, io..." disse titubante. Amava suo marito. "Ho capito. Tu ami ancora tuo marito. Lo capisco, Diamond ha solo otto mesi, non puoi non amare più il padre." Sussultò. "Io amo ancora il padre di Diamond e Thomas, nonostante sia finita credo che una parte di me lo amerà sempre." Mi confidò, assentii, proprio come io avrei sempre amato Marina. "Ma non è questo il problema Stephan." "Joel e Samuel non sono di tuo marito?" Le chiesi sorpreso “Joel e Samuel non sono di tuo marito?" Le chiesi sorpreso. Scosse la testa. "Solo Joel è nostro. Ho adottato Samuel dopo che mio marito ne ha stuprato la madre." Ero basito! Quell'uomo riprovevole aveva violentato una donna? Addirittura ne era uscito pulito. "Stephan, non posso frequentarti perché quel mostro di mio marito non firma le carte del divorzio." Confessò. "Sapphire... non capisco, tuo marito ha stuprato una donna e tu lo hai tradito?" Le chiesi collegando ciò che mi aveva detto, amava il padre di Diamond e Thomas. La sua storia sembrava più intricata della mia. "Forse se ti racconto dal mio rientro a Londra anni fa ad oggi, sarà tutto più chiaro. Non sono così altruista come sembra, sono anzi la donna più egoista di questo mondo. Devo esserlo per proteggere i miei figli." Mi rivelò. La fissai, non pensavo che fosse un egoista e glielo dissi. "Lascia che sia io a giudicare e raccontami tutto. Già sapere che tuo marito abbia abusato di una donna mi fa pensare il contrario." Al che con un sospiro lei raccontò la sua storia. Dal rientro definitivo a Londra fino a quel momento. Restai sconvolto nello scoprire che la famiglia di Sapphire fosse stata incastrata da un impostore, restai meno sorpreso dal suo spirito di sacrificio. Per la sua famiglia lei aveva fatto un passo indietro non pensando più a se stessa ma agli altri. Mi ero sbagliato, somigliava ancora a Marina, anteponeva a sé stessa il bene per gli altri. Per i genitori e per i figli, che fossero o meno suoi. Ecco, forse questa era la differenza tra le due, Sapphire combatteva ogni giorno per proteggere i suoi figli. Aveva rinunciato al suo grande amore, Thomas Keller, non una. Bensì due volte. Quando lo aveva conosciuto e quando lui voleva liberarla da Davis. Lo capivo, anche io lo avrei fatto. Lasciare la donna che amavo e i miei figli in balia di un mostro violento, mai! "Mi ha detto che non sarebbe tornato più a salvarmi. Lo capisco... nonostante non sia molto orgoglioso l'ho ferito preferendo restare a Londra e subire gli abusi di Andrew." "Cerca di capirlo. È come se ti fossi arresa a combattere per voi, anziché continuare insieme." Gli dissi ripensando a quando Marina se n'era andata lasciandomi indietro e non permettendomi di riprenderla. "Dovevo proteggere i bambini!" Disse. E non avrebbero potuto farlo insieme? Pensai. In fondo una volta dimostrato che era un uomo violento, avrebbero potuto fargli causa. Ero sicuro che questo Thomas non ci avrebbe pensato due volte a restare a Londra con lei e sostenerla nella causa penale. "Andrew ha molte conoscenze." Disse Sapphire. "Sicuramente mi avrebbe tolto Samuel che non è mio. Poi anche Joel." Disse infine. "Dopo questo Natale quando Oscar ha affermato che non mi avrebbe consesso il divorzio perché ero di sua proprietà, il padre lo ha portato in una clinica privata. Da allora non lo vedo più, sicuramente lo rivedrò quando i bambini torneranno dal collegio a luglio. Ho finito, questa è la mia storia." Sconvolto ed emozionato scossi la testa. Presi Samuel addormentato in braccio e lo portai sul mio letto, dopodiché ripresomi un po' ritornai da lei. "Tu non sei un'egoista." Le dissi sfiorandole il viso, avrei votalo abbracciarla e rassicurarla. Ma temevo fin dove potessi arrivare. "Tu sei diventata martire di quell'uomo. Ti sei accollata tutto il peso degli errori altrui, sempre che ci siano degli errori. Ti sei sacrificata prima per i tuoi genitori, adesso per i tuoi figli. Non dirmi più che non sei una persona generosa, perché lo sei, molto di più di tante persone messe insieme. Hai avuto il coraggio di mandare via l'amore della tua vita per salvare i tuoi figli e i figli di quel bastardo. Se non vorrà darti il divorzio va bene. Ma dovrà sapere che tu non sei sola, che ci sarà sempre qualcuno al tuo fianco a proteggerti. Permettimi di essere quella persona, non ti sto chiedendo una relazione. Ti sto chiedendo di non allontanarmi." Conclusi sincero. In questo momento Sapphire necessitava di un amico vero e sincero. "Non volevi conoscermi per costruire qualcosa?" Mi chiese commossa. "Ti ho chiesto di frequentarci." Ammisi, volevo provare a rimettermi in gioco. "Effettivamente se scopriamo di provare qualcosa l'uno per l'altra reciprocamente, io con te ci starei Sapphire." Mi sorrise indicandomi Diamond in braccio a lei. "Devo portarla nella culla povera piccola." "È piccolissima. Merita di crescere come tutti i bambini della sua età, lo devi a lei, a te stessa e a suo padre che te l'ha affidata con fiducia." Le ricordai. In fondo Thomas avrebbe sempre potuto prendersi i bambini avuti con Sapphire, non lo aveva fatto. Proprio perché la amava. "E tu vorrai aiutarmi a farlo." Mi disse. "Pensaci, hai tutta la notte per farlo, intanto questa notte mi tengo Samuel con me." Le dissi, bramavo un momento del genere da quando avevo saputo dei gemelli e sperai che mi concedesse di tenerlo con me. "Ti darò una risposta con calma. A domani." Mi disse ed io assentii, anche se prima che andasse via necessitavo di un'altra prova. "Sapphire?!" Lei si voltò con sguardo interrogativo. "Domattina andiamo a cavalcare, ti va?" Lei mi fissò stupita. "Con molto piacere." Mi rispose con un sorriso! Fu l'inizio, il mio cuore riprese a sorridere!
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