Diciotto La signora Flemington era stata condotta sul divano del salottino azzurro dall'avvocato e da De Vincenzi, che avevano dovuto usarle dolce violenza. Accanto a lei si teneva dritto suo marito. De Vincenzi si avvicinò a Mary Alton, che non s'era mossa dalla sua seggiola. La vedova lo guardò con quegli occhi violacei e vellutati, così profondi e pure così limpidamente innocenti. La prima impressione che il commissario aveva avuto di lei, come una sensazione dolce d'armonia, si ripeteva ogni volta ch'egli la guardava. Avrebbe voluto aver fiducia in quella donna; quel suo candore operava su di lui come un nepente, lo riconciliava con gli esseri umani e con la vita; anche in mezzo a tutte quelle sozzure morali e a quella mostruosa tregenda di cadaveri, la giovane rimaneva pura e bianca,

