Chapter 13

549 Words
Porte degl’Inferi, Martedì 25 maggio 2010. “Sede della Bolgia di Lato Oscuro” «Figli di puttana!» stava pensando Lucifero guardando verso il Cielo: gli era stata sottratta un’anima già condannata alla dannazione e della quale si riteneva l’unico padrone. «Sleale e maledetto!» continuò ad inveire mentalmente il satanasso. «M’hai fregato un’altra volta… ma non pensare d’aver vinto.» Questo era il pensiero assillante che animava di revanscismo la sua volontà. Era giunto il momento di agire ed avrebbe mandato il suo nuovo portaborse per tentare Gano e, se ci fosse riuscito, quell’anima sarebbe ritornata in suo potere. Pigiò il tasto dell’interfono. «Chloe, cercami Pluton. Lo voglio qui subito, nel mio studio!» Poco dopo la massa informe dell’obesità di Pluton apparve sulla porta. «Eccomi Boss, comanda!» disse entrando. «Pape Satàn, pape Satàn aleppe… poi, un giorno di questi, mi spiegherai cosa hai inteso dire con questa enigmatica frase…» esordì il satanico Direttore della Bolgia di Lato Oscuro. «A lungo ho consumato, dentro di me, la rabbia mia ululando ma a nulla son giunto, a te piacendo» rispose con voce chioccia il suo nuovo collaboratore. «Continuo a non capire le tue ermetiche parole anche perché non son io “quel savio gentil che tutto seppe”…» replicò di rimando, ma poi aggiunse: «… ricorda che sei in prova, spazientirmi non ti conviene.» Gli fece cenno di sedere ché la schermaglia in versi danteschi era terminata. «Son tutt’orecchi cosa posso fare per te mio nero fratello?» «Tu conosci la storia di Gano Garagnone?» chiese con tono inquisitorio. «Tutti, qui, la conoscono e qualcuno ci ride sopra.» «Ci ride sopra?» chiese meravigliato di tanto osare. «Beh, non proprio… diciamo che ne sorride sotto i baffi, pensando al povero Mefisto ed alla fine che gli hai riservata.» Pensò di modificare, in tal guisa, il suo commento. «Mefisto…quell’inetto, incapace! Se l’è meritata la mia vendetta.» Ripensandoci gli ribolliva, ancora, l’ira nelle vene. «Sì, non hai torto! Ma impalarlo così davanti a tutti…» insistette Pluton spezzando una lancia alla memoria del suo predecessore. «Dovevo pur dare un esempio: una lezione per tutti!» disse convinto il Boss. «D’accordo hai avuto le tue buone ragioni e la gestione del potere non è affar mio…io preferisco gestire il denaro.» «Lo so! Non per niente ti ho affidato il Ministero delle Infernali Finanze e sei il direttore della “BLO” la Banca di Lato Oscuro» gli ricordò con fare di magnanima concessione. «Beh, t’è convenuto… da quando me ne occupo, i bilanci sono in attivo e le casse son zeppe di soldi!» Volle ricordare al Boss la sua abilità con gli affari legati alla pecunia. «Debbo convenirne: sei abile per certe cose. Mi domandavo se lo fossi altrettanto per un progetto.» Buttò l’esca lì per lì su due piedi. «Quale progetto…c’è da guadagnar pecunia?» chiese interessato Pluton. «C’è d’andare sul pianeta Terra a recuperare una cosa che m’appartiene.» «Una cosa preziosa?» chiese, cercando d’indovinare l’entità di tale tesoro. «È per me preziosissima ma non capiresti.» Non era ancora maturo il momento per svelare di cosa si trattasse: Pluton doveva lessarsi – ben, bene – nel brodo della propria curiosità. «Di che si tratta?» insistette Pluton sempre più curioso. «Per ora non ti dico altro, intanto pensaci su. Se te la senti me lo dirai la prossima volta…ora vai!»
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