Riccardo era seduto sul letto della stanza del motel, con un sorriso ebete stampato sul viso. Non riusciva a crederci, ancora. Teo gli aveva detto che lo amava, che lo aveva sempre amato. Si toccò le guance, sentendole calde per l’emozione. Sembrava di avere la febbre, ma una febbre che non la faceva stare male, anzi, la rendeva euforico, ottimista per il futuro. Teo era uscito per cercare qualcosa da mangiare, ma non era ancora tornato. Riccardo guardò l’orologio sul comodino accanto al letto. Erano già le undici di sera. Si girò verso la porta e, ad alta voce, disse: "È più di un’ora che è fuori, speriamo che non sia successo niente." Proprio mentre terminava di pronunciare quella frase, la porta si aprì ed entrò Teo, carico di pacchetti. C'era un po' di tutto. Si avvicinò a Riccardo e

