«La prego, si calmi», sentii dire alla mia voce. Lo sconosciuto eruppe in una macabra risata. «Calmarmi, dici? Vi rendete conto di cosa è successo? Sono arrivati, sono due settimane che lo dico e nessuno mi ascolta. Sono arrivati e hanno infettato tutti. Adesso non possiamo far altro che ucciderli, non devono assolutamente svegliarsi.» «Chi è arrivato? La prego, metta giù il fucile», continuai. «Ragazzina, non farmi perdere tempo e non cercare di blandirmi. Piuttosto, prendete anche voi un’arma e aiutatemi a uccidere questi mostri.» Mi impuntai. «Se lei non ci spiega cosa sta succedendo, non muoverò nemmeno un muscolo.» L’uomo tacque e mi scrutò, lo sguardo duro, infiammato d’odio e contaminato da una punta di pazzia. «I Kudlak. Sono arrivati i Kudlak. In croato vuol dire vampiro.»

